Giovedì 09 Dicembre 2021
   
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Le classi quinte della De Gasperi per “Un mondo diritto”. Foto

Noicattaro. Manifestazione finale classi quinte De Gasperi 2015 front

 

Segna un passaggio fondamentale nella vita di ogni bambino salutare il guscio sicuro delle elementari per affacciarsi alla nuova sfida scolastica. Così, la felicità lascia il posto all’amarezza, poiché risulta sempre difficile salutare i compagni di classe, quelli pronti a sollevarti su di morale dopo un brutto voto preso in matematica, e non ci si abitua mai a salutare la maestra che hai sempre chiamato per nome e che ti regalava caramelle se “facevi il bravo”. A questi appuntamenti con la vita non ci si farà mai abitudine neanche quando la sfida delle medie che all’inizio sembrava difficile, mostrerà al bambino, diventato ometto, una nuova sfida da superare.

“È un momento particolare quello del passaggio dei nostri alunni della scuola primaria alla scuola secondaria di primo grado”, ha detto il Dirigente Scolastico, dott.ssa Domenica Camposeo. “Si affacciano alla vita più adulta e noi speriamo che quello che abbiamo dato loro in questi anni possa servire per continuare a costruire con positività la loro vita”. Una sfida che gli alunni di tutte le quinte della scuola primaria “A. De Gasperi” ha affrontato cimentandosi nella recita “Un mondo diritto” dello scorso 10 Giugno. L’uomo, in quanto persona, possiede e ha il diritto di riconoscere i suoi diritti fondamentali. Sei tra quelli più importanti come il diritto al nome, il diritto al gioco, il diritto alla salute, il diritto all’istruzione, il diritto alla libertà e il diritto alla pace sono stati magistralmente rappresentati dai bambini della scuola “A. De Gasperi” attraverso musiche, balli e monologhi.

Il diritto al nome, necessario per l’identificazione della persona fisica, o giuridica; il diritto al gioco, sancito dalla Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia, che riconosce l’importanza dell’attività ludica nelle funzioni psicologiche e sociologiche utili per la crescita del fanciullo; il diritto alla salute, presente all’art. 32 della nostra Carta Costituzionale che recita “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti”; il diritto all’istruzione “obbligatoria e gratuita” (art. 34 della Cost. Italiana); e infine la presentazione dei due diritti non sempre tutelati: il diritto alla libertà e alla pace. La libertà di un popolo sottoposto a tirannia è un popolo al quale non viene riconosciuto il suo diritto alla pace.

Con questo nuovo sapere i bambini di quinta hanno salutato quella che per ben cinque anni ha rappresentato la loro seconda casa. “Quello che abbiamo insegnato loro in questi anni è continuare a credere nei loro diritti, nella loro persona, nella loro identità”, ha detto la maestra Corradina Campione. “L’apertura all’integrazione e all’accoglienza dei popoli che quotidianamente affluiscono nel nostro paese è stato il filo conduttore che ha collegato tutta la manifestazione”. E quando le abbiamo chiesto se è giusto sancire il diritto alla felicità, la maestra Campione ha precisato come per loro fosse “quasi implicito poiché hanno vissuto il periodo scolastico con tanta felicità che per loro il diritto è sottointeso. Ma hanno capito e hanno imparato a riconoscere che per tanti altri bambini questo diritto non è poi così scontato”.

Nei ringraziamenti finali rivolti ai docenti dell’Istituto e agli alunni, il Dirigente Scolastico non poteva non omaggiare “tutto il personale non docente della nostra scuola perché ci permette di portare avanti il nostro lavoro quotidiano con educazione, competenza e professionalità”. Aperta ad associazioni esterne, la scuola identifica la figura dell’educatore - che rientra nel “Progetto Assistenza Specialistica Scolastica Disabili” - quale supporto soprattutto nelle attività svolte con bambini aventi difficoltà nell’approccio e problematiche familiari. “Lavoro a questo progetto dal 2011 e non lo considero un lavoro ma una passione”, ha commentato Silvana Sgura, educatrice professionale, “Vedere in loro dei progressi, nonostante particolari difficoltà e disabilità psicofisiche, per me è uno stimolo per continuare a dare il mio contributo per la loro formazione”.


[da La Voce del Paese del 13 Giugno]

Qui tutte le foto, a cura di Antonio Notarstefano.

Commenti 

 
#1 marisagl 2015-06-18 15:54
bravi tutti
 

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