Domenica 27 Settembre 2020
   
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Mala politica e cattiva direzione, lo stato disastroso dell'Rsa. Foto

Noicattaro. Rsa front

 

Doveva essere il fiore all’occhiello della sanità nojana, era stata acclamata alla sua consegna nel 2012 tra mille sorrisi e speranze, dopo anni di preoccupazioni. Ed ecco oggi che quei sorrisi e quelle speranze sono del tutto spariti, insieme alle preoccupazioni stesse: è lo sconforto a regnare nell’RSA, in una stagnante - quanto le acque nel seminterrato - rassegnazione.

Una struttura abbandonata a se stessa. Più volte svariati redattori del nostro giornale hanno provato la toccante esperienza di un giro esplorativo all’interno del famoso “Ospedaletto dei Cappuccini”, tappa obbligatoria per farsi un’idea delle effettive condizioni dello stabile. Questa volta di visite ne abbiamo fatte quattro, da Marzo ad oggi, raccogliendo ogni volta nuovi aggiornamenti e sensazioni nell’ambito della nostra piccola inchiesta: per il momento fermiamoci solo all’aspetto esteriore dell’RSA.

Già dall’ingresso un sorriso tragicomico non può che accompagnarci: una batteria di un automobile fa da fermaporta, qualcosa di altamente significativo per la situazione del nostro paese, patria alla stesso tempo di ingegno e inciviltà. Dall’altra parte del muro, ecco l’improvvisata cassetta della posta, un cestino su cui è riportato l’avviso per il postino di “buttarci” le lettere all’interno. Niente male come inizio!

La cartellonistica interna è certamente un optional, gli impiegati a loro modo hanno ovviato al problema con fogli A4 attaccati qua e là per le pareti indicanti i vari uffici ed ambulatori, cercando quanto meno di essere efficaci; rimane però un senso di smarrimento fin dall’ingresso, nessuno fa da guida all’interno dell’enorme stabile e così si può andare a finire davvero dappertutto. Per il momento proseguiamo nel pian terreno, notando come il soffitto sembri più una scacchiera, purtroppo però macchiata nelle sue caselle bianche dall’umidità e nei casi più gravi dalle muffe. Esorbitante è il rapporto tra il numero di stanze presenti e quelle effettivamente utilizzate attivamente dai dipendenti, un vero e proprio inno allo spreco, che diventa assordante nell’assistere ad una miriade di mobili ed attrezzature in buono stato abbandonate e alla mercé di qualsiasi malintenzionato: il nostro pensiero va a quelli ospedali a cui non bastano lettini e sedie a rotelle, qui dimenticati in fondo ad un corridoio desolato.

Ci avviamo verso il piano superiore, ed ecco all’angolo del vano scale una postazione computer inutilizzata e recintata alla meglio. Un sospiro, e poi via per le scale - chiaramente l’ascensore non funziona, il perché lo scopriremo dopo - verso il primo piano, dove lo spettacolo è quasi identico al piano terra. La nostra considerazione va agli indifferenti muri bianchi, che dopo il bacio dell’intonaco non hanno mai conosciuto l’abbraccio di una qualsiasi vernice. Nel secondo piano fa dolore intravedere un’enorme sala convegni mai utilizzata, tanto potenziale lasciato implodere.

Via quindi ai “sotterranei”, in un’atmosfera da Resident Evil: già dai primi scalini il pavimento si fa melmoso, ricoperto da una poltiglia di polvere, sporco e pezzi di intonaco imbevuti di acqua piovana; notiamo dai muri che il seminterrato è stato più volte soggetto ad allagamenti, visti i vari segni dell’acqua - ecco perché l’ascensore non funziona… - sui muri dimentichi di essere bianchi, divorati dall’umido e dalle muffe. L’aria è pesante, quasi blocca le narici, affanna il respiro, mentre completiamo il nostro tour tra gli enormi stanzoni teoricamente utilizzabili per la fisioterapia e torniamo di sopra per respirare un po’ di aria fresca. Nessuno ha pensato di transennare l’accesso a questo piano, o anche di mettere un minimo ostacolo, come nel caso dei computer sopra citati.

Le ragioni dell’abbandono. Vi abbiamo in breve raccontato il tour, ma ecco ora la parte più impegnativa, cercare di capire il perché di questa situazione imbarazzante. Si, perché non solo la struttura è carente, ma soprattutto non è utilizzata al meglio, visto che le sono rimaste ambulatori da contare sul palmo di una mano, quando ne erano previsti almeno una ventina secondo quanto annunciato in una conferenza di servizio di qualche anno fa. A metà Marzo riportammo sulla nostra testata interessanti spunti colti da un dibattito tenutosi in biblioteca comunale proprio sul tema della sanità nojana, in cui spesso si chiamava in causa il ruolo della politica locale, mal giocato secondo i presenti almeno negli ultimi venti anni.

Le colpe della politica. Ma cosa può, la politica, rispetto ad un ente da essa non dipendente come il Distretto Socio Sanitario? In realtà molto. I dirigenti del Distretto non dovrebbero far altro che recepire i bisogni del territorio che coordinano ed agire in modo da redistribuire al meglio le risorse: se Noicattaro non comunica al meglio le proprie esigenze e non lotta per i propri diritti, almeno quanto fatto dalle coinquiline del DSS 11, la capofila Mola di Bari e la vicina Rutigliano, necessariamente è destinata a restare la cenerentola fra le tre sorelle. A quanto affermato dal dott. Gaudiuso, uno dei dirigenti del distretto in questione, lavorando fianco a fianco i Comuni avrebbero addirittura l’ultima parola sul bilancio dell’ASL; poteri certamente non sfruttati in questi anni, eloquente è stata la poca presenza dell’intera amministrazione ed in particolare del sindaco nel recepire i problemi della nostra RSA, con Sozio che si è visto in giro per quelle mura meno della pioggia nel Sahara. Meglio è stato fatto probabilmente precedentemente con l’amministrazione Dipierro, a detta di alcune fonti, visto che grazie al suo lavoro, oltre all’aiuto di alcuni colleghi di maggioranza e opposizione, si era riusciti ad ottenere qualcosa.

Una dirigente discriminante. Scavando nella vicenda, abbiamo avuto modo di confrontarci con alcuni dipendenti, ed un nome in particolare è stato più volte accennato nelle discussioni, quello della dirigente del nostro distretto, la dott.ssa Maria Tateo, confermata nel 2010 a capo del DSS 11 per 5 anni. Vari sono gli aneddoti raccontateci, che riporteremo qui sinteticamente: nel 2010 fu imposta dalla Regione la razionalizzazione del numero dei consultori e la Tateo decise di chiudere proprio quello nojano, nonostante la legge dicesse chiaramente che dovrebbe essercene uno ogni 20.000 abitanti e che quindi quello da tagliare sarebbe stato quello dei vicini rutiglianesi: solo una delibera del nostro Comune riuscì a revocare quella del DSS grazie al lavoro in particolare del sindaco Dipierro e del consigliere di opposizione Filippo Anelli, anche citando i veri motivi di esistenza dei consultori, tra cui l’aiuto delle donne immigrate, 146 a Noicattaro e ad esempio solo 30 nella Mola nel 2014. Apprendiamo che lo stesso Dipierro, interagendo direttamente con l’allora direttore generale dell’ASL BA riuscì ad ottenere un ecografo di cui si aveva bisogno e che il DSS stranamente non riusciva a fornire.

Consultorio preso ancora di mira l’anno scorso: andata via l’ostetrica in maternità, la dirigente del DSS 11 affermò, come riferitoci da uno dei dipendenti, che non potendo essere sostituita in tempi brevi, il servizio sarebbe stato cancellato. Si scoprì poi che alla direzione generale non era arrivata alcuna richiesta di sostituzione da parte del Distretto: solo grazie ad una nuova serie di interventi esterni si riuscì ad ottenere una nuova ostetrica da San Paolo, anche questa volta senza la mano del sindaco Sozio, a quanto riferitoci piuttosto disinteressato alle vicende dell’RSA nojana.

Caso eclatante il carico di lavoro riservato ai dipendenti: a Noicattaro un solo dipendente per anagrafe e CUP, rispettivamente tre e due per Rutigliano lo scorso anno. Da noi, basta anche un periodo di malattia dell’addetto per far chiudere tutto, dai nostri vicini di casa la sostituzione è subito pronta: appena spostata un’unità all’ufficio nojano nello scorso Aprile, è presto avvenuta la sostituzione, in tempi inferiori ai 30 giorni. La distribuzione ottimale dei dipendenti è appannaggio della dirigente, probabilmente la stessa risulta quanto meno non proprio efficiente: se la nostra politica non è attenta, come denunciare certe iniquità alla direzione generale?

Piove sul bagnato. Insomma, Noicattaro perde pezzi negli anni e lotta per tenersi le poche cose rimaste; non si è riuscita ad evitare la perdita del reparto di Urologia proprio ad inizio 2015, a quanto pare perché non si è potuto aggiustare il famoso ecografo. La nostra struttura diventa giorno dopo giorno sempre più spettrale e, come se non bastasse, si aggiungono altri problemi, riferitici proprio negli scorsi giorni dal nuovo dipendente del CUP, Giacomo Dipierro: “Non è normale che qui non ci sia un minimo di vigilanza. Essendo solo, spesso si crea una bella fila per le faccende che curo, e non di rado a qualcuno scatta un attimo di irrazionalità: la mancanza di un’autorità non fa pensare due volte certi malintenzionati nell’agire in modo errato, e la cosa può causare problemi. Per fortuna finora non ho vissuto sulla mia pelle gravi episodi, ma certe cose è meglio prevenirle, senza considerare poi i possibili furti o danneggiamenti alle aree abbandonate della struttura. Per fortuna i nojani sono in genere brava gente, e solo in pochi qui hanno mostrato una certa indifferenza ed inciviltà nell’ignorare quelle che sono le nostre difficoltà e criticità, non comprendendo gli sforzi di noi dipendenti, io stesso quasi sempre sforo i miei orari lavorativi pur di smaltire il carico di lavoro”.

Questo, in breve, è il frutto della nostra inchiesta sull’RSA nojana: chiunque voglia denunciare, aggiungere qualcosa o segnalare nostre dimenticanze o errori può come sempre farlo alla mail di redazione o direttamente a noi redattori: il tutto per il bene della nostra comunità, nella speranza che il nostro lavoro possa contribuire a poter migliorare lo stato delle cose.


[da La Voce del Paese del 27 Giugno]

Qui alcune foto.

Commenti 

 
#3 maribel 2015-07-03 16:50
non si può mandare via la dirigente? per avere un servizio noi dobbiamo sempre spostarci e anche lontano
 
 
#2 Francesc 2015-07-03 15:29
Cosa aspetta la magistratura contabile a far pagare tutti i danni causati da tutti quelli che sono stati coinvolti nella realizzazione della RSA?
 
 
#1 marisagl 2015-07-03 15:11
Ma il ricorso al tar per l'apertura della residenza per anziani come si è concluso?
 

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