Venerdì 22 Ottobre 2021
   
Text Size

I preparativi della festa del Carmine, targata don Giuseppe

.

 

La festa del Carmine è alle porte, e gli organizzatori stanno curando gli ultimi particolari affinché la festa patronale sia impeccabile anche quest’anno. A tal proposito abbiamo sentito il neo parroco della Chiesa del Carmine, don Giuseppe Bozzi, il quale ha preso il posto dell’amatissimo don Tino Lucariello circa 8 mesi fa. Dopo una brevissima presentazione, don Giuseppe ci ha parlato delle novità e delle problematiche relative alla imminente festa del Carmine (in basso il programma completo). Nell’occasione abbiamo posto un paio di domande anche a Marino Santamaria, Presidente del Comitato Festa Patronale. Buona lettura.

Chi è don Giuseppe Bozzi?

Sono stato ordinato sacerdote il 5 Settembre 1998, all’età di 25 anni. Dopo il primo Ministero a Sant’Andrea, in Bari, sono stato trasferito, nel Settembre del 1999, nella parrocchia San Pietro, nella zona Cecilia. Nel 2006 sono diventato parroco della stessa parrocchia, prima di essere chiamato dal Vescovo, il 20 Ottobre 2014, a guidare la Chiesa del Carmine di Noicattaro. Ovviamente, le esperienze Ministeriali sono state differenti. Mentre quella di Sant’Andrea e quella di San Pietro erano allocate in un tessuto cittadino, quella di Noicattaro ha un qualcosa in più. Sono rimasto estremamente impressionato dalla fede dei nojani, anche perché provengo da un contesto dove il livello doveva ancora crescere. Invece qui ho notato che il paese è ancorato saldamente al Vangelo e, anche attraverso alle tradizioni di pietà popolare, ai valori cristiani.

Dopo i primi mesi di lavoro in questa parrocchia, quali difficoltà ha riscontrato?

La difficoltà maggiore è stata quella di inserirmi in un nuovo contesto. Conoscere nuovi volti e dinamiche completamente diverse, non è facile. Anche perché la parrocchia è molto frequentata, e ha tantissime realtà, come quella dell’Azione Cattolica, che è la più grande d’Italia. Ha anche la Confraternita, ed è titolare della festa patronale, prime esperienze per me. La parrocchia, essendo molto vasta, è anche punto di riferimento anche per quanto riguarda le dinamiche di confessione, e la celebrazione dei Sacramenti. Ovviamente, sento il peso della mia inadeguatezza iniziale, perché qui per me tutto è novità. Non nascondo il fatto che, stando da solo, la mole di lavoro è davvero importante. Tuttavia, don Tino Lucariello ha lavorato davvero in maniera egregia, ed io, ereditando questa grande realtà, sono chiamato non solo a custodirla ma anche a farla crescere, con i limiti che possiedo.

A proposito di festa patronale, manca poco. Come procedono i preparativi?

La festa patronale mi ha visto impegnato già dal mio ingresso qui a Noicattaro. È una realtà molto complessa, ma fortunatamente ho trovato una persona al mio fianco, quale il Presidente del Comitato Marino Santamaria, che mi ha preso per mano e mi ha accompagnato in un percorso di conoscenza. Con molta pazienza, mi ha spiegato tutte le dinamiche. Grazie a lui ho scoperto che la festa del Carmine è nel cuore dei nojani, anche per quanto riguarda l’attesa ad esempio, e che quindi non bisogna deludere le aspettative. Bisogna impegnarsi tantissimo perché le spese sono ingenti, e le risorse raccolte non sempre sono così generose da poter avere un preciso quadro della situazione con largo anticipo. Per questo sento di ringraziare il Presidente e i suoi collaboratori, che davvero fanno un lavoro encomiabile, molto spesso nascosto, ma che io certamente apprezzo. Senza il loro zelo, la festa non avrebbe modo di prodursi a questo livello.

Quali sono le novità di quest’anno?

Il 16 Luglio, quest’anno, cade di giovedì, e per questo motivo abbiamo voluto introdurre delle manifestazioni che riguardassero anche l’Estate Nojana, con un nostro grande contributo, sperando in quello civile, in modo da intrecciare la festa patronale con il far festa di tutti i nojani, giovani e adulti. Per questo abbiamo messo su una serie di eventi, come alcuni concerti e il raduno di moto Harley Davidson. Un modo per attirare anche l’attenzione e la curiosità dei ragazzi, e far sentire loro pienamente integrati nella festa, e non solo appannaggio delle giostre. Nella fase di programmazione abbiamo voluto coinvolgere anche le altre associazioni, culturali e non, di Noicattaro, ma le vicende politiche hanno fatto mancare il collante. L’invito resta valido: noi siamo certi che la festa patronale possa corredarsi di altri contributi provenienti dalle altre associazioni attive sul territorio.

Come ha reagito il Comune, in termini economici, alle vostre idee e proposte?

La spesa della festa patronale è notevole. Noi abbiamo bisogno del contributo del Comune, e speravamo che l’Ente potesse essere più generoso nei confronti delle manifestazioni collaterali alla festa stessa. Questo, ovviamente, perché il paese potesse vivere un momento speciale. La nostra proposta è stata accolta inizialmente, ma le burrascose vicende politiche, quale la caduta del sindaco e l’arrivo del Commissario, hanno comportato uno squilibrio, oggi in parte recuperato. Ci auguriamo, per il prossimo futuro, un maggiore sostegno dell’amministrazione comunale, in modo da poter fare molto di più.

Un sacrificio non indifferente, che però porta i suoi frutti…

Siamo ben lieti di sacrificarci, perché riteniamo di non essere soli. La Vergine ci benedice e ci assiste: ha sempre quel Bimbo che ci mostra la via della salvezza. Noi ce la stiamo mettendo tutta, affinché la festa sia anche civilmente bella, con dei toni anche divertenti e gioiosi. Se tutti i nojani contribuiranno con la partecipazione e la loro generosità, la festa del Carmine segnerà il cuore di tutti.

In merito all’organizzazione, abbiamo sentito anche Marino Santamaria, Presidente del Comitato da ben 5 anni.

Con quattro edizioni alle spalle, la festa sta decollando…

Innanzitutto desidero ringraziare tutti i parroci di Noicattaro, i quali hanno collaborato attivamente. Senza dimenticare l’enorme lavoro svolto da don Tino negli anni passati e che ora sta svolgendo don Giuseppe, subito disponibile a sostenere con me le problematiche organizzative.  Il neo parroco si è subito inserito nel nuovo contesto, dandoci entusiasmo e forza. E questo, personalmente, mi ha dato una grande spinta. Io continuo sempre a chiedere aiuto alla Vergine Celeste, perché non è facile curare tutta l’organizzazione.

Cosa vorrebbe dire ai nojani?

Vorrei fare un appello alla cittadinanza, quello di essere sempre presente e non abbandonare mai la festa patronale. È vero, in questi ultimi anni si è vista una maggiore partecipazione, ma si può fare ancora di più. Vorrei che si facesse una festa sobria, religiosa e con tanta fede principalmente. E poi condirla con eventi e manifestazioni che piacciono alla gente. Senza sperperare il denaro, anche perché le risorse sono davvero minime. Poi, abbiamo un parroco dinamico come don Giuseppe, e dobbiamo sostenerlo. I nojani devono capire che questa è una festa importantissima, ereditata dai nostri nonni, e non possiamo permetterci di metterla in secondo piano. Personalmente, sono anche disponibile a cedere il posto da Presidente, purché non si perda questa importante tradizione di fede.

La raccolta delle offerte, invece, come è andata?

Non male. Devo dire, però, che sono rimasto deluso da alcuni atteggiamenti. L’offerta non è obbligatoria, e chiunque non abbia la gioia di contribuire economicamente, è pregato di non maltrattare, con insulti e volgarità, i nostri collaboratori. Questo è assurdo, anche perché i signori che girano per il paese fanno un lavoro enorme, sfidando anche le elevate temperature di questo periodo, e senza di loro la festa potrebbe anche non svolgersi.

Pensando alle problematiche degli scorsi anni, quest’anno come vi siete mossi?

Sbagliando si impara. Molti ricorderanno i problemi legati all’illuminazione. Quest’anno, infatti, il Comitato e don Giuseppe ha preferito dedicare una intera giornata alla scelta delle luminarie, andando dalla ditta e scegliendo quella che più poteva adattarsi alle nostre esigenze. Sperando di non deludere le aspettative dei nojani, invitiamo la gente a vivere intensamente questo momento di fede.


[da La Voce del Paese del 4 Luglio]

Noicattaro. Manifesto festa patronale intero

Commenti 

 
#2 Piero Boccuzzi 2015-07-08 13:20
Se ci fossero cittadini con le p....e sotto e non come nojano70 , noicattaro sarebbe decisamente migliore.
Siete buoni solo a parlare , uawini, alle elezioni votate sempre gli stessi uawini cagasotto
 
 
#1 nojano70 2015-07-07 13:02
se ci fossero un po di politici con le p...le sotto,come Don Giuseppe.....noicattaro sarebbe sicuramente migliore
 

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI