Mercoledì 20 Novembre 2019
   
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"Appuntamento con la storia". La sfortunata storia del campanile

Noicattaro. La Chiesa del Carmine front

 

Costruito nel 1668, il campanile della Chiesa del Carmine era uno dei più alti di tutta la provincia barese. Esso si divideva in tre ordini: sul secondo troncone, in corrispondenza della cella campanaria, era situata la statua in pietra di Sant’Irene, invocata dai nojani contro i violenti temporali; il terzo ed ultimo ordine culminava con un tetto a cipolla.

Così come appare oggi, il campanile è alto circa 20 metri e si erge nella parte posteriore della chiesa, alquanto sporgente dalla fiancata sinistra. È costituito da un corpo prismatico quadrangolare, contenente una sola cella campanaria.

Il paramento esterno è di conci di pietra bozzata, e il paramento interno e il relativo nucleo è in muratura a secco di pietrame calcareo informe e malta di bolo. La parte inferiore è forata da due piccole luci rettangolari. La parte superiore ha paraste angolari ed è illeggiadrita da monofore con un arco a doppio profilo, girato sui capitelli dorici dalle lesene laterali.

Nella sua forma originaria il campanile svettava altissimo nel cielo, e sembrava destinato a sfidare per secoli l’usura del tempo e la violenza delle intemperie. Orgogliosi del loro monumento, i nojani lo soprannominarono: “A cei-m d Nao” (la cima di Noja).

La sua imponente altezza, praticamente il doppio di quella attuale, lo rendeva un facile bersaglio dei fulmini. Infatti, il 28 Gennaio 1863, verso le cinque del mattino, accadde quello che da sempre si era temuto. Un fulmine spaventoso si abbatté sul campanile causando molti danni. Furono danneggiati anche il convento e la chiesa del Carmine, mettendo in pericolo le abitazioni circostanti e l’incolumità delle persone.

Il timore di un imminente crollo del campanile spinse le autorità comunali ad affrettare i tempi per un adeguato restauro, ma questi, per motivi burocratici, tardarono ad arrivare. Passavano i mesi, ma i lavori di restauro non partivano. Il malcontento della popolazione aumentava e le proteste non tardarono ad arrivare, in particolare quelle degli abitanti delle casi sottostanti, i quali temevano che un eventuale crollo potesse provocare danni irreparabili non solo alle abitazioni vicine, ma anche alle persone. Preoccupazioni assolutamente fondate, infatti le acque piovane continuarono a provocare danni alla struttura della torre campanaria e alcuni pezzi di pietra si distaccarono dalla sommità, cadendo rovinosamente sulla volta della chiesa e sulla strada sottostante. Il timore di vedere il campanile crollare aumentava giorno dopo giorno.

Qualche tempo dopo i lavori di restauro cominciarono, e finalmente il campanile fu restituito al suo antico splendore. Purtroppo però, terminato il restauro, non ci si preoccupò di porre alla sommità del campanile un parafulmine per evitare che il disastro si ripetesse. È così, il mattino del 5 Giugno 1910, durante un violentissimo temporale, un fulmine di inaudita potenza si abbatté sull’ormai sfortunato campanile, provocando un lungo e profondo squarcio.

Le autorità, capendo la situazione di forte emergenza, fecero sgombrare le abitazioni sottostanti e circostanti, addirittura fecero chiudere gli sbocchi della strada e disposero anche la chiusura della chiesa. A quel punto il Comune prese la decisione di abbattere la parte superiore del campanile, rinunciando ad un secondo restauro per evitare di incorrere in spese onerose.

Il Cappellano della chiesa, nel tentativo di salvare l’antico monumento, e non potendo contare sul contributo della popolazione locale, provata dai danni procurati all’agricoltura dai frequenti nubifragi, fece un appello a tutti i nojani sparsi per il mondo, inviando loro una cartolina postale raffigurante l’immagine del campanile danneggiato. Ma il suo tentativo cade nel vuoto.

I due tronconi superiori non furono mai più restaurati e vennero abbattuti. Oggi resta solo il primo troncone della costruzione originaria.


[da La Voce del Paese del 4 Luglio]

Noicattaro. Il campanile del Carmine prima e dopo il fulmine

Commenti 

 
#1 pisello2 2015-07-06 19:24
Ricostruiamolo
 

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