Martedì 23 Luglio 2019
   
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"Assalto al Re", alla scuola Pende il torneo di scacchi

Noicattaro. Torneo scacchi front

 

Si è svolto sabato 11 Luglio, presso la scuola media “N. Pende”, il quinto torneo estivo “Assalto al Re”, organizzato dall’associazione Circolo Scacchistico Nojano, programmato in concomitanza con l’anniversario della presa della Bastiglia, avvenuta il 14 Luglio 1789 a Parigi. “È un torneo amatoriale aperto a tutti in quanto non c’è bisogno di essere tesserati alla Federazione Scacchistica Italiana per poter partecipare”, ha asserito Stefano Paciolla, presidente della suddetta associazione. Molti giocatori sono accorsi per prendere parte al torneo, non soltanto i piccoli tesserati ma anche avversari provenienti dai Comuni limitrofi, quali Capurso e Triggiano. “È un torneo unico dove non c’è distinzione di età, di sesso”, ha aggiunto. “Magari ci saranno delle distinzioni da fare al momento delle premiazioni proprio per gratificare soprattutto le fasce giovanili, under 14, under 12, under 10 e under 8”. Presente sul territorio da poco più di cinque anni in qualità di associazione sportiva, il presidente Stefano Paciolla, nonché docente presso la scuola primaria “A. De Gasperi” ha sempre nutrito il desiderio di infondere nei suoi piccoli studenti questo nobile sport che alcuni campioni hanno definito “violento, perché bisogna mettere in campo il meglio di sé, il proprio esercito contro quello dell’avversario. Ma è assolutamente una battaglia che si risolve a tavolino. Grazie agli scacchi si socializza, si fa amicizia” ha detto. A lui abbiamo rivolto le nostre domande.

Presidente Paciolla, ci racconti come è nata l’associazione.

Tempo fa ero responsabile dei Giochi Sportivi Studenteschi presso la scuola dove insegno e, promuovendo varie attività sportive quali la pallacanestro, la pallavolo, il ping-pong, la corsa campestre e molte altre, pensai di aggiungere anche l’attività scacchistica in quanto da ragazzo mi ero cimentato, come autodidatta, in questa disciplina, ma era un interesse che avevo lasciato da parte. Ero comunque convinto della portata e della valenza educativa che gli scacchi possono avere a livello intellettuale sui bambini sia per la formazione del loro carattere e sia anche per le capacità di risolvere problemi in quanto una partita a scacchi non è altro che una è una palestra per la mente. Non a caso sullo striscione del torneo abbiamo inciso la scritta “Campo di battaglia” dove, però, si mettono in gioco le proprie capacità mentali.

Il passaggio da attività extrascolastica ad associazione è stato breve?

Non proprio. Pensai di introdurre il gioco degli scacchi con delle attività aggiuntive pomeridiane quasi 12 anni fa. Quando nel 2009, poi, con una delle squadre femminili della De Gasperi riuscii a conquistare la qualificazione alle fasi nazionali, la soddisfazione fu veramente grande ma, nonostante ciò, quella spedizione non l’affrontammo perché significava scontrarsi con la fase provinciale, la fase regionale e, infine, con la qualificazione alla fase nazionale che significava, come significa tutt’ora, un impegno di spesa notevole. A quel punto confidai ai genitori di non sostenere quella spesa, di non avventurarci perché poteva rappresentare la fine di un sogno. Avevo percepito il supporto che gli altri bambini avevano in termini di società sportive, del training che si svolgeva nelle loro associazioni e non solo confinato nelle ore di attività extrascolastiche, perciò di lì partì l’idea di fondare una associazione scacchistica a Noicàttaro e nel 2010 l’associazione è diventata una realtà.

I bambini hanno un approccio diverso rispetto agli adulti con il gioco degli scacchi?

La loro elasticità mentale, la loro duttilità è tale per cui imparano molto presto. Molti ragazzi sono partiti da zero per arrivare a livelli elevati per quel che è lo standard del nostro Circolo. Noi adesso non abbiamo un rating molto elevato; siamo tutti autodidatti, non ci siamo avvalsi di maestri esterni, anche se vogliamo farlo.

Che tipo di torneo è “Assalto al Re”?

Questo torneo viene definito semi-lampo perché consiste in partite abbastanza brevi per gli standard degli scacchi. Ci sono anche delle partite che si svolgono concedendo un minuto a giocatore, concludendosi in due minuti, essi sono definiti “bullet”, cioè proiettile. Nei tornei semi-lampo ci sono 15 minuti a giocatore; ossia tutta la partita di un giocatore si esaurisce in 15 minuti di gioco e altrettanto ha a disposizione l’avversario. La partita si può concludere quando ad uno dei due giocatori finisce il suo tempo. Possedere solo il Re significa difendersi dalle mosse dell’avversario e in quel caso se si dispone ancora di tempo ma all’avversario è finito, la partita si conclude con un pareggio. Il Re avversario è l’obiettivo da attaccare; si cerca di controllare sulla scacchiera i movimenti dell’antagonistae i propri affinché si vada a colpire il Re e fare in modo che il Re non si possa più salvare. Infatti scacco matto deriva dal persiano “Shāh Māt”, mutuato dall’arabo che significa “Il Re è morto”. Negli scacchi in realtà ci si ferma nella mossa precedente, quando il Re non ha più possibilità di salvarsi e avviene subito la stretta di mano tra i due giocatori.

Qual è il vostro impegno nelle scuole?

Il Circolo dà il sostegno alla scuole nojane affinché i ragazzi possano partecipare a tornei ufficiali in ambito scolastico che rientrano nei Giochi della Gioventù, un tempo definiti cosi oggi Campionati Giovanissimi Studenteschi. Quest’anno, per la terza volta consecutiva, i ragazzi di Noicàttaro, grazie al nostro sostegno e alla loro assidua frequentazione al Circolo, si sono qualificati alla finale nazionale che si sono svolte ad Assisi. A Luglio facciamo la festa del primo quinquennio, con la speranza di poter andare a vanti ancora a lungo.

Il numero degli iscritti al Circolo è in aumento.

Si sta rafforzando la fascia di scuola media e si è consolidata la fascia di iscrizione delle scuole elementare. Dove purtroppo registriamo dei vuoti è nella fascia della scuola superiore, fra gli adolescenti e i giovani anche se sono fiducioso in quanto c’è un bel gruppo di terza media che quest’anno ha fatto l’esperienza della fase nazionale e che probabilmente continuerà a frequentare il Circolo. Come avviene negli altri sport, anche in questo c’è un notevole turnover; abbiamo avuto un ricambio notevole in questi 5 anni perdendo validi ragazzi. Ciò che mi sarebbe piaciuto vedere di più in questi anni, ma che non è successo, è veder arrivare nel Circolo degli adulti che non fossero il papà o la mamma del bambino già socio. Gli scacchi richiedono un minimo di sforzo e impegno.


[da La Voce del Paese del 18 Luglio]

Noicattaro. Torneo scacchi intero

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