
A detta di alcuni conoscitori dell'economia agricola nojana
l'uva potrebbe avere altri cinque, massimo sette anni, di vita commerciale.
Questa dura affermazione viene spiegata dicendomi
che la concorrenza di altri paesi è troppo
forte, la qualità della nostra uva non è molto riconosciuta
e quindi giocoforza il mercato si sposterà molto probabilmente sempre più
dove l'uva costa di meno.
Il mercato poteva rimanere a Noicàttaro se qui vi fosse stata un'uva unica e irripetibile
ma così non è,
sono state spiantate le varianti autoctone
e vengono coltivate solo varietà provenienti da fuori
e richieste da quel mercato che ora sta mettendo in ginocchio la nostra economia.
Nonostante il grandissimo lavoro nei campi che non si discute minimamente
forse non si è stati capaci di vedere lontano,
di aver cura delle proprie viti e di farsi un vanto ?
La classe agricola se probabilmente
da una parte non è stata abbastanza indirizzata e formata
dalla nostra classe dirigente,
dall'altra non ha saputo tutelarsi vedendo che dall'alto non arrivavano soluzioni ?
Soluzioni a questa che è una crisi che imperversa ormai da anni sul settore
e che ora si è inserita in una crisi economica più grande.
Poco o nulla si fa per mettersi assieme in cooperative, per riconvertire
ad altra economia agricola i
terreni e le attività ?
Penso all'autoctono di qualità, al biologico,
alla trasformazione dell'uva in succhi, marmellate etc.
Poco o nulla si fa per creare per la produzione di vino,
anche da noi un "Ceppo Super Star", così come sono stati definiti,
ad esempio i ceppi del Nero di Troia, del Bianco di Alessano, del Negramanro del salento, del
Moscato Reale di Trani etc. etc. ?
Forse il modello di sviluppo adottato nel sud est barese ha fallito ?
Forse siamo vittima di un modello consumista che ha
consumato la qualità della nostra uva
e che al contempo ci potrebbe riempire di fitofarmaci,
di plastica bruciata, di falde inquinate, di malattie dell'apparato respiratorio etc etc ?
Sono andato a porre i miei dubbi a Domenico Settanni, vicepresidente della Noacoop e che
ringrazio per la disponibilità al confronto.
Si è parlato della crisi dell'uva, della formazione della classe agricola,
di nuovi investimenti da fare
assieme per rilanciare l'economia, e infine di tutela dell'ambiente e della salute.
Qui di seguito vi propongo la video intervista.
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Commenti
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BUONE VACANZE A TUTTI!
.....come al solito quando non si hanno argomenti si da la colpa alla politica, signor giacomo mi dice in che modo la politica doveva aiutare l'agricoltura?...mi dice in quale maniera il comune di Noicàttaro può fare qualcosa?...mi dice quali poteri ha il consiglio comunale di un paese e la giunta?..vuole sapere la verità? la mia verità?.......bene signor giacomo, l'agricoltura è un'industria, e quando le cose sono andate bene, i produttori e gli esportatori non hanno pensato ad aggiornarsi e guardare al di la del prorprio naso, hanno pensato che le cose sarebbero andate sempre bene e si sono preoccupati di comprarsi il suv per andare in campagna o appartamenti da 300.000 € facendo lievitare il mercato immobiliare, ora che le cose vanno male e il mercato si fa difficile sono tutti pronti a lamentarsi e dare la colpa alla politica. vi prego pensate a chi ha sempre campato la famiglia con lo stipendio che anche per colpa vostra non può comprarsi casa, pensate a chi versa i contributi che anche per colpa di chi segna le finte giornate deve pagare tantissimo, non date sempre la colpa agli altri, talvolta gli altri non ne hanno.
DA RAGAZZO HO SMPRE PARTECIPATO AI TANTI DIBATTITI CIRCA LE PROSPETTIVE FUTURE DI COMMERCIALIZZAZIONE DELL'UVA DA TAVOLA MA SI SONO DETTE SOLO CHIACCHIERE E NON SI E' MAI FATTO NULLA DI CONCRETO.
QUELLO CHE OGGI SI PROSPETTA AI TANTI E' LA FINE DI UN BENESSERE TEMPORANEO PERCHE' FORSE SONO STATI SEMPRE DEGLI IMPROVVISATI E INCAPACI DI FARE IMPRESA.
DA BUON ING. VORREI SUGGERIRE, AI TANTI DEL SETTORE, DI INIZIARE A FARE SISTEMA E DI VALUTARE LE POSSIBILITA' DERIVANTI DALLA DIVERSIFICAZIONE DELLE ATTIVITA' ECONOMICHE LOCALI, INTRODUCENDO ALTRE A SOSTEGNO DI QUELLA AGRICOLA.
SE QUESTO NON SI RIESCE A CAPIRE ALLORA E' VERO CHE FRA 10 ANNI AVREMO PROBLEMI SERI NEL SETTORE.