Giovedì 14 Novembre 2019
   
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Torre a Mare, la marina usurpata ma mai dimenticata dai nojani

Torre a Mare. La marina dei nojani front

 

A dispetto della marina “usurpata” dalla vicina Bari, Torre a Mare continua a destare grande attrattiva per i nojani tutti, la cui massiccia presenza nel borgo continua a rivendicare quanto orgogliosamente appartenuto in passato.

Poco importa se la giurisdizione del territorio è ora di competenza altrui, ciò che è sempre stato nel cuore continuerà ad esserlo ancora a lungo. Una sana apprensione sì, ma non più di quella ad adombrare l’animo di chi ha ben altre preoccupazioni: tutto, del resto, rappresenta un qualcosa di effimero, incerto, fugace. Così, con il tempo che continua a scorrere veloce, scandito dalle estati sempre più roventi che non mancano di susseguirsi, c’è chi, in un ghigno di contentezza, riporta i capelli sulla fronte con un secco movimento del capo - perlomeno chi ha ancora la fortuna di possedere la folta chioma - puntando l’indice destro in direzione levante per designare l’antica terra di origine dei propri avi, luogo di sicuro refrigerio.

Agli affezionati di sempre, non resta allora che indirizzare la mente verso pensieri differenti da quelli inerenti i propri obblighi, predisporre armi e bagagli nel più breve tempo possibile, per infine dirigersi in tutta fretta lì dove scorrono fiumi di birra nel mare della spensieratezza, manifestando il proprio compiacimento con eloquenti smorfie del volto, esaltate dall’espressività dello sguardo. Tendoni, uva e quant’altro sono ormai alle spalle: di tempo per arrovellarsi la mente con inutili turbamenti ne residua ben poco. Giunti a destinazione, non rimane dunque che cedere il passo a una nuova, manifesta serenità, ridimensionando ogni possibile accezione passata per poi annegare nell’aurea bevanda ogni scampolo di residua inquietudine.

Così, con tanto di amici al seguito - quelli buoni e quelli aggressivi, quelli stralunati e quelli imperturbabili, quelli impacciati e quelli sicuri di sé, quelli silenziosi e quelli caciaroni - si lascia la quotidianità alle spalle, oscurata dal vitreo tintinnio di bottiglie e calici stracolmi. La continua ascesa della colonnina di mercurio dei termometri non preoccupa più: nuovi pensieri di dileggio sono finalmente penetrati nel nerbo dell’essenza di ciascuno. Ma con i brontolii dello stomaco come la mettiamo? I ristoranti è meglio lasciarli ad altri, è preferibile orientarsi verso cibi pratici e veloci dal costo esiguo, presenti nel quartiere per ogni dove. Non manca tuttavia chi preferisce indirizzarsi verso cibi si sicura manifattura che, armato di sedie, sdraio e tavolini, si porta dietro ogni sorta di vivanda posizionandosi sugli scogli, “ngann a mar”, alla faccia di locali e localini che, di sicuro, sono ben lontani dal restare inattivi.

Così, dopo le numerose gimcane per bypassare chi come loro ha creduto bene di godersi il refrigerio a costo zero, non di rado posizionandosi sul lungomare che conduce a “Fontana Nuova” tenacemente ancorato al proprio sedile, non si esime dall’abbandonarsi a succulente grigliate sprigionando volute di fumo dall’atavico ricordo. Riportato mente e corpo a bearsi di nuovi e vecchi diletti, non resta infine che condividere con gli altri le ebbrezze legate al proprio compiacimento.

 

[da La Voce del Paese del 25 Luglio]

Commenti 

 
#2 stefano_1 2015-07-27 09:51
Solo una cosa.... dopo tutto no si lasci sul suolo i loro avanzi......
 
 
#1 Spiderman 2015-07-27 08:02
Amen
 

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