Non servono tante parole per ricordare la figura di Giacomo Settanni, scomparso venerdì 14 maggio 2010 all’età di 87 anni appena compiuti. Era nato a Noicàttaro il 18 aprile 1923. A molti poteva sembrare un personaggio scomodo, scontroso, fastidioso, solitario. Ma era il suo modo di essere. Egli era solito firmarsi ironicamente Giacomo 7’anni e amava definire se stesso con un vocabolo greco: ‘o σκοτεινóς (l’oscuro).
Per dirla con il Goldoni, era un “burbero benefico”. Non amava tanto apparire in pubblico. Era molto riservato, e il caso ha voluto che anche la sua morte avvenisse lontana da occhi indiscreti. Il giorno del funerale, in Chiesa Madre, alla cerimonia dell’ultimo saluto svoltasi in forma molto semplice, presieduta dal suo amico e padre spirituale don Angelo Latrofa, erano presenti soltanto gli amici più intimi e pochissimi parenti. Nessuna autorità cittadina, nessun elogio funebre di circostanza che gli rendesse testimonianza per i suoi numerosi volumi di storia patria pubblicati a proprie spese e con tanti sacrifici a partire dal 1991, dopo essere andato in pensione.
A chi gli chiedeva i motivi di tanta fatica a “fondo perduto”, rispondeva che lo faceva per glorificare Dio. Infatti, ogni pubblicazione si apriva con la sigla D.O.M. (Deo Optimo Maximo), a testimonianza della sua grande fede in Dio, e con il motto personale: Raccontare è trasmettere. Destinatari dei suoi libri erano le giovani generazioni, alle quali voleva far conoscere i valori e gli esempi più nobili del passato, per non dimenticare.
Fino agli ultimi giorni della sua vita, seppure affaticato per la salute rafferma, l’ho visto lì, solo, davanti al suo computer, sempre più curvo, a trascrivere documenti originali, a elaborare la storia, quella documentata, non immaginaria, della sua amata Noicàttaro.
Oltre che per il suo nome di battesimo, era fin troppo orgoglioso di sentirsi nojano, nel senso di originario della vecchia Noja, da rifiutare il neo toponimo Noicàttaro coniato dal Consiglio Comunale nel lontano 1862 in particolari circostanze storiche per evitare casi di omonimia nazionale.
Avrebbe preferito piuttosto che l’avessero chiamata Noja in Puglia, come ad esempio avvenne per Gravina in Puglia in simile circostanza. Non a caso il suo sito internet personale, ancora attivo, è: www.nojainpuglia.it, dove si possono leggere il suo profilo e i testi (online) di tutte le sue pubblicazioni sulla storia di Noicàttaro. Giacomo Settanni non poteva consegnarci un regalo più bello di questo per essere ricordato e apprezzato per il suo grande impegno nella divulgazione della cultura nojana nel mondo.
Ma non finisce qui. Molti non sanno che il merito è tutto suo, con la collaborazione del sottoscritto, se il Consiglio Comunale, alcuni anni fa, si è finalmente deciso a deliberare in merito alla corretta pronuncia del nome Noicattaro, continuamente storpiato dai forestieri, invitando pubblicamente tutti gli enti pubblici e privati a scrivere d’ora in poi il nostro toponimo con la vocale tonica a accentata: Noicàttaro.
Mi piace in ultimo mettere in evidenza uno degli aspetti più divertenti e meno visibili della personalità di Giacomo Settanni. Spesso, quando era in conversazione con i suoi amici o a scuola con i ragazzi, dove qualche volta era invitato a parlare dei suoi studi storici su Noicàttaro, si divertiva a intrattenerli con i suoi proverbiali, enigmatici indovinelli, che ripeteva in circostanze diverse. Uno in particolare, che ormai conoscevo a memoria per averlo sentito tante volte, era quello della candela: <<Sapete dirmi cosa serve per accendere una candela?>>.
E tutti lì a mangiarsi il cervello per una risposta, che poi sarebbe risultata banale. <<Vi arrendete?>>, ripeteva ogni tanto. E dopo tante rinunce e risposte vaghe da parte degli interlocutori, dava finalmente la soluzione: <<...Che sia spenta!>>.
Questo è stato per me Giacomo Settanni.
Noicàttaro, 21 maggio 2010 Marino Latrofa
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Commenti
Passare per la via intitolata a lui...
e dire... ero suo amico!!!!
Vito TARI'
siamo stati amici per tanti anni...
portava tutti i suoi amici a mangiare
nel ristorante dio mio padre a torre canne...
una persona eccezzionale... un uomo buono, saggio, che non c'è più...
lui e i suoi indovinelli... i suoi racconti
delle persone che aiutava e che poi lo tradivano...
il suo passato.. mi ha fatto dono di tanta saggezza...
mi dispiace tanto anche perchè 6 anni il lavoro
mi ha portato via dalla puglia.. e quindi il distacco
dalle sua saggezza è stato totale...
lo ricorderò cmq con immesso affetto...
addio caro Giacomo riposa in pace
“Il buon Dio mi ha concesso l'appagamento della paziente e sofferta ricerca documentale, donandomi la insperata gioia di rintracciare, tra le tante carte indagate, un documento a mio parere di notevole valore storico. Non mi è stato facile smaltire la grande sorpresa di trovarmi tra le mani un simile tesoro di documento e leggerne il contenuto, dal quale ho appreso quanto grande fosse stato l'amore dei nostri Avi nell'arricchire la Chiesa Matrice di tantissime opere d'arte, che il successivo, superficiale 'modernismo' non ci ha consentito di ammirare”.
Penso ai libri degli storici locali a partire dai quattro volumetti del Sebastiano Tagarelli che ho letto e riletto fin da bambino e ai continui spunti che vi trovato per identificare sul territorio nojano manufatti e siti storici, penso anche agli attuali studiosi proff Rita Tagarelli, Michele Sforza e Vito Didonna dalle cui ricerche pendo per tuffarmi e scoprire, con la curiosità di un bambino, le tracce di un passato che noja ha dovuto e forse voluto dimenticare.
Anticipo tra l'altro che proprio grazie alla lettura, alla rilettura e alla ricerca sul "campo" ho goduto del piacere di una scoperta... che spero presto possa essere condivisa.
vito santamaria de "Il Parnaso"
I suoi libri sono un pezzo della nostra storia locale e sono convinta che in futuro potrebbero diventare anche materiale utile per un altro nojano al fine di continuare il suo straordinario lavoro.
"Noicàttaro e Kotor - storia di un rapporto solo leggendario". Mi fu presentato ed io ne fui onorato perchè non lo conoscevo personalmente pur avendone avuto conto dei suoi interessi per la storia di Noicàttaro. Mi regalò una copia del testo, autografata con dedica rigorosamente in latino ed iniziammo a discorrere sulle origini di Noicàttaro. Colsi da subito il fervore che lo spingeva ad esplorare la notte dei tempi che aveva dato la luce al villaggio che poi sarebbe diventato la nostra cittadina. Lessi il suo libro tutto di un fiato rimanendone, alla fine della prima parte,deluso per le sue conclusioni che abbandonavano il lettore ai dubbi e alle incertezze; In reltà la conclusione di quel suo libro rappresenta tutto il suo percorso di appassionato cultore della storia antica del nostro paese, storia che ha cercato di raccontare lasciando spiragli inesplorati affinchè qualcun altro raccolga il suo testimone. A proposito provate ad indagare su Noja, paesino di circa 2.500 abitanti, situato nella regione autonoma della Cantabria nel nord della Spagna. E' probabile che il nome al nostro villaggio sia stato dato dagli spagnoli durante la loro dominazione come era in uso fare dai conquistatori.
Mi associo a Vito Santamaria nel proporre l'intitolazione di una via e l'istituzione del concorso annuale:"Premio Giacomo Settanni Storico Nojano".
Una vita fatta di amore fedele e di sacrificio.
Noicattaro perde un fantastico uomo di cultura popolare, dispiace che nessun Sindaco abbia saputo valorizzarlo e ciò non fà onore alla nostra citadina. Attaccato più volte da pseudo aversari che il appartenti ad una classe borhese, fascista e poco letterata si sono arrogati il diritto di essere unici cultori della storia locale e sappiamo chi sono.
Grazie Giacomo per tutto quello che hai dare alla nostra cittadina e spero che come il Comune avendo dedicato una strada al Tagarelli lo faccia anche con te.
L'Associazione "Il Parnaso" è disponibile a curarne lo sviluppo e la fruizione.
Grazie
Con l'amico Vito Santamaria nel 2009 coinvolgemmo Giacomo nell'avventura della "Sfida Nojana" come consulente. Era entusiasta della rievocazione del duello di Norimberga e proprio in questi giorni , per la preparazione del "Palio Nojano" del 25 luglio 2010 ,avremmo chiesto la sua approvazione del programma e dei simboli dell'evento.
Ciao Giacomo.
Il 20 luglio 2010 alle ore 20.00 presso il Palazzo della Cultura , in occasione della presentazione del "Palio dei Rioni" , sarà assegnato a G.7anni il "I° Premio Storico Nojano dell'anno".
Michele Dipinto.