Martedì 22 Gennaio 2019
   
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Teatro cittadino, ora anche pericoloso per la salute?

Noicattaro. Tour nel teatro cittadino front

 

Riceviamo e pubblichiamo l’articolo dell’ing. Giovanni Battista Didonna, il quale ci offre un’altra chiave di lettura circa il teatro cittadino, ora visto come uno spreco di denaro pubblico, oltre che un pericolo per la salute, a causa del gas Radon, che si sprigionerebbe dal suolo. Buona lettura.

Uno degli sprechi dell’amministrazione comunale è la previsione della ristrutturazione e risanamento del cosiddetto “teatro cittadino”. La sua ubicazione (completamente interrato) e l’attuale stato dei luoghi non permetterà un agevole iter burocratico per ottenere l’agibilità per l’esercizio della sua funzione; saranno necessarie molte deroghe a leggi e regolamenti vigenti.

Ma si trascura un problema: nell’ambiente in questione oltre al fatto che risulta interrato, l’interfaccia con il sottosuolo non è protetta dalla diffusione del gas Radon ad elevate concentrazioni.

Il radon, questo illustre sconosciuto, è presente naturalmente nel sottosuolo, nelle rocce e nei materiali da costruzione (es. Tufo) ma la sorgente principale è il suolo. In quanto gas il radon è in grado di muoversi e fuoriuscire dal terreno e propagarsi nell’ambiente: se questo è esterno si disperde rapidamente nell’atmosfera con concentrazioni che non destano problemi. Se la fuoriuscita è invece negli ambienti chiusi, soprattutto interrati, può accumularsi nell’aria fino a raggiungere concentrazioni elevate. Riporto di seguito solo alcune caratteristiche del radon:

  • Rn-222 è l’isotopo del radon che esiste in natura sotto forma gassosa, e quindi si diffonde rapidamente;
  • il radon Rn-222 deriva dal decadimento dell’uranio U-238 con tempo di dimezzamento di 3,8 giorni c.ca;
  • il radon è inodore, incolore, insapore, inerte ed elettricamente neutro (difficile accorgersi della sua presenza se non con particolari strumenti), è solubile in acqua e la sua unità di misura è i Bequerel su metro cubo (Bq/mc); il Bequerel è il numero di decadimenti radioattivi in un secondo;
  • la sua concentrazione nel sottosuolo nella nostra zona (Puglia) è stata valutata circa 60 Bq/mc;
  • le principali sorgenti indoor del radon sono il suolo, i materiali da costruzione e l’acqua;
  • la sua diffusione dal suolo dipende dalla permeabilità dello stesso e dalla sua porosità (la diffusione del radon aumenta con l’aumentare della permeabilità e porosità); le condizioni climatiche (si ha una maggiore diffusione con l’aumento della temperatura del suolo e dell’aria e con l’aumento della pressione barometrica).

Effetti sulla salute. L’O.M.S. (Organizzazione Mondiale della Sanità) sin dal 1988 , attraverso l’Agenzia Internazionale per la Ricerca del Cancro (IARC), ha classificato il radon nel gruppo delle sostanze cancerogene per l’uomo, insieme al benzene, amianto, fumo di tabacco ecc. Il principale effetto sulla salute è un aumento di rischio di tumore polmonare attraverso il seguente meccanismo: nel processo di decadimento del radon, si formano in aria delle sostanze radioattive; se la concentrazione è elevata, con la respirazione, queste sostanze penetrano nei bronchi e nei polmoni ed agiscono come fattore cancerogeno.

Cosa prevede la legislazione. Per prevenire il rischio di contrarre malattie sono state fissati livelli di riferimento per le abitazioni e per l’ambiente di lavoro, al di sotto dei quali il rischio si ritiene accettabile, anche se per le sostanze radioattive il rischio non potrà mai essere ridotto a zero. La normativa italiana (D.Lgs n. 241 del 25/5/2000 che ha modificato il D.Lgs n. 230/95) ha stabilito una soglia per l’esposizione al radon negli ambienti di lavoro (il teatro cittadino dovrebbe essere un ambiente di lavoro) di 500 Bq/mc.

Quasi tutte le regioni si sono dotate di normativa in materia. La Regione Puglia solo il 02/05/2014 ha fatto una proposta di legge con testo integrale della proposta dal titolo “Norme in materia di riduzione delle esposizioni alla radioattività naturale derivante dal gas radon” nel quale, visti gli effetti negativi accertati sulla salute derivanti dall’alta concentrazione di radon negli ambienti, sono stati proposti dei limiti di concentrazione di radon che per gli immobili destinati al lavoro sono pari a 100 Bq/mc.

A questo punto sorgono spontanee alcune domande alla nostra amministrazione comunale:

  • ha provveduto a verificare la presenza di gas radon nel teatro cittadino? Ha interpellato l’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Puglia (A.R.P.A.) per monitorare la concentrazione di gas radon con adeguata strumentazione? Se si quali sono i valori certificati?
  • Ha preso in considerazione le indicazioni riportate nelle “Linee guida per la tutela e la promozione della salute negli ambienti confinati” redatte dalla conferenza Stato-regioni e prodotte dal Ministero della Salute pubblicate sul Supplemento ordinario n. 252 della G.U. n. 278 del 27/11/2001?

Il teatro cittadino dovrebbe essere un luogo di lavoro e, per la sua allocazione, un ambiente confinato per eccellenza perchè allo stato attuale risulta molto “vulnerabile” alla diffusione del radon proveniente dal suolo in quanto, oltre alla scarsissima ventilazione esistente, la superficie che si interfaccia tra ambiente e suolo è elevata (pavimentazione, soffitto e tutte le pareti circostanti) ed abbastanza permeabile (parzialmente costituita da materiale tufaceo e terriccio). Per contro, il volume dell’ambiente è piccolo (500 metri cubi circa); pertanto, essendo il rapporto superficie/volume elevata, la probabilità che la concentrazione di gas radon superi i limiti imposti dalla legge nazionale è elevata, ed a maggior ragione quelli relativi alla previsione di legge regionale testè riportati.

La progettazione, quindi, dovrebbe tener conto di tale problema e prevedere interventi volti a ridurre la concentrazione di radon nell’ambiente, attraverso sistemi sofisticati di ventilazione, anche forzata, per diluire la concentrazione di radon; altri sistemi che impediscono l’ingresso del radon nell’ambiente sono: depressurrizzazione del sottosuolo con canale di ventilazione, oppure pressurrizzazione dell’ambiente interno; oppure ventilazione con vespaio. Sistemi tutti costosi e che ridurrebbero la già piccola superficie del teatro (capienza 80 persone circa).

L’ostinazione con cui il Comune persegue l’obiettivo di recuperare il cosiddetto teatro cittadino si è manifestata allorché ha dovuto acquisire un immobile retrostante il teatro cittadino onde poter assicurare una uscita di emergenza. Tale acquisizione è avvenuta con una delocalizzazione della volumetria (il Comune ha dato in cambio al proprietario dell’immobile una volumetria edificabile rinveniente da piano di lottizzazione di un comparto edificatorio). Niente di più sprecato.

Non si è mai visto un cotanto spreco di ingente quantità di danaro pubblico (sia pur derivante da finanziamenti) per recuperare un manufatto che ci si ostina a chiamare teatro cittadino che dovrebbe accogliere solo pochi intimi ed in condizioni ambientali e di sicurezza a dir poco precarie. Il sottoscritto, pur amando il teatro, sicuramente non farebbe parte di quella schiera di “privilegiati”!

Le amministrazioni presenti il secolo scorso hanno dimostrato più lungimiranza e più intelligenza in quanto hanno rilevato la completa inadeguatezza all’utilizzo a teatro e soprattutto la non recuperabilità, abbandonandolo ed autorizzando a costruirci sopra.

Provocazione, peraltro attuale: la “suggestione” al recupero del cosiddetto “teatro cittadino” potrebbe essere sopita dal recupero della sola scultura marmorea posta all’ingresso, conservarla ed riutilizzarla per la realizzazione di un vero teatro cittadino che accolga decisamente più spettatori in ambienti progettati a norma e senza deroghe. Per esempio, a proposito di recupero la trasformazione dell’Ex Mercato Coperto in teatro cittadino, cinema ed auditorium sarebbe una saggia decisione, e questa si al servizio della collettività (la zona è anche dotata di parcheggio pubblico). Le compagnie teatrali, anche quelle noiane, vi assicuro verrebbero più volentieri.

Circa l’utilizzo della volumetria edificatoria, di proprietà comunale, rinveniente dai piani di lottizzazione dei vari comparti, l’amministrazione la sta alienando ai privati.

Il Comune, in questa occasione, ha dimostrato acume utilizzando l’istituto della delocalizzazione della volumetria, in occasione dell’acquisizione dell’immobile retrostante il teatro cittadino per realizzare l’uscita di sicurezza, strumento giusto ma per un fine sbagliato che porta, come ho cercato di dimostrare, un beneficio abbastanza risibile.

Mi chiedo perchè l’amministrazione comunale non dimostra lo stesso acume per l’utilizzo dell’intera volumetria edificabile di sua proprietà rinveniente dai piani di lottizzazione dei vari comparti edificatori? Una amministrazione dotata di buon senso, che fa delle politiche sociali una delle mission, utilizzerebbe tale volumetria per acquisire immobili abbandonati, degradati e pericolanti in centro storico, raccolti in piccoli agglomerati per poterli recuperare ed entrerebbero nella disponibilità pubblica di edilizia convenzionata. Così l’amministrazione comunale diventerebbe “azionista di maggioranza” del centro storico e porrebbe le basi per una migliore gestione dello stesso, ma questo fa parte di un altro capitolo.

Commenti 

 
#3 vito didonna 2015-08-28 13:24
spesso gli ingegneri nojani dimenticano che il teatro in oggetto è un reperto storico e quindi propongono assurdamente di asportare la scultura marmorea dell'ingresso..da brivido ! In fondo il loro atteggiamento non è lontano da quello che sta accadendo a Palmira.
 
 
#2 Ing. nojano 2015-08-27 16:24
Tutto ruota intorno alle associazioni di partito. Se a Noicattaro non sei del PD non sei nessuno. E' ora di finirla con lo spreco inutile di danaro pubblico.
Mi auguro uno scatto di orgoglio da parte di tutti i cittadini affinché votino contro questa sinistra inutile ed inconcludente che ha solo saputo fare disastri nella nostra città.
Liberiamo il nostro comune da tutti quei personaggi che pensano solo a se stessi e ai loro amici. Solo così avremo una città migliore efficiente e moderna.
 
 
#1 giangi 2015-08-26 16:03
il teatro auditoriium per 500 posti, progettato dall arch furio e dall ing Vavalle è pronto per essere appaltato per un importo di euro 2.000.000,00...ma forse non ha sponsor adeguati
 

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