Mercoledì 19 Giugno 2019
   
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Noicattaro ieri e oggi, i racconti della "grande" nonna Camilla

Noicattaro. Nonna Camilla front

 

Sono passati ormai quasi 2 anni dal suo centesimo compleanno - di cui abbiamo scritto a suo tempo - e qualche giorno fa siamo tornati a chiacchierare con l’esuberante nonna Camilla Fiorentino. Ben 102 anni di storia, esperienze, racconti, fascino, passione e amore. Si resta sbalorditi quando racconta e per come ricorda le storie che ci ha confidato e che vi proponiamo.

Immediatamente nonna Camilla ha voluto tramandarci la testimonianza di una sua prozia: siamo nella seconda metà dell’800, durante il triste periodo della peste, e lì dove oggi ci sono le cosi dette “case popolari”, in quella età sorgeva un cimitero per gli appestati. Infatti, a morire di peste in quegli anni erano in tanti, per cui venne scavato un fossato dove il surplus dei morti di peste veniva gettato in questa fossa, dopo esser trasportato su carri. Successivamente, circa un secolo dopo, lo stesso cimitero è stato trasformato in un campo di calcio per i ragazzi, dove anche i suoi figli hanno giocato, ignari di tutto questo. Anche il campo venne poi smantellato e adibito alla costruzione di case per i meno abbienti.

Non tutti sapranno che un tempo - siamo ancora a metà ‘800 - il Municipio di Noicattaro, così come raccontava ancora la prozia della nostra nonna ultracentenaria, non era il palazzo che comunemente chiamiamo “il vecchio Municipio” in via Console Positano - che lo divenne solo successivamente - bensì era il palazzo di fronte a questo. Aveva un balcone in pietra e, a quanto pare, in quel tempo aveva un maestoso portone e larghe scale che rappresentavano a prima vista tutta l’imponenza dell’istituto. All’epoca il sindaco del nostro paese era il sig. Vinacci, dal quale prende il nome un vicolo nei pressi della Chiesa Madre. Sempre nella stessa via, un secolo più tardi, nasceva la scuola della prima infanzia e, adiacente a quello che oggi è il Palazzo della Cultura, vi era un cortile che fungeva da palestra per i bambini che frequentavano l’asilo. Questo lo ricordano perfettamente nonna Camilla e i suoi figli.

Tra le tante storie che nonna Camilla ci racconta. Quella che più cattura la nostra attenzione è quella de “Il Crivello”, il primo giornale di Noicattaro, pubblicato per la prima volta nel 1922 da suo padre Vincenzo Fiorentino. Ad acquistarlo erano soprattutto gli emigrati, i quali restavano informati sui fatti del paese. Parliamo di un paese che a quei tempi contava poco più di 6.000 abitanti, di cui solo una piccola percentuale sapeva leggere e scrivere. Nasce come un giornale di denuncia, un po’ scomodo nella realtà di allora. Nonna Camilla ricorda perfettamente che c’era un redattore che si firmava “Il Camaleonte”, proprio perché i suoi articoli erano pungenti. Lo stesso nome del giornale - “Il Crivello” - che altro non è lo strumento con il quale veniva setacciato il grano, ci fa pensare all’intento di voler mettere in evidenza le notizie più salienti del paese. Tant’è che il fondatore del giornale - appunto il papà di Nonna Camilla - non era ben visto nella Noicattaro d’allora, poiché metteva in evidenza troppe notizie che dovevano restare dei taboo. Nonna Camilla ricorda nel dettaglio il giorno dell’inaugurazione, che avvenne nel salotto della loro casa, in via console Positano. Lei aveva circa 11 anni, e ricorda che al centro del salotto c’era un setaccio incartato con una carta celeste e un fiocco, e quando fu scartato - dalla madrina, sua madre e dal padrino, don Nicola Positano - sul setaccio c’erano dei confetti lunghi e larghi ripieni di liquore e la prima copia del giornale.

Dopo un po’ di storia, nonna Camilla ci fa sorridere con due storie della tradizione noiana: “u gagheur” e “a malombr”, storie che un po’ tutti conosciamo. Ma ciò che più interessa è sapere - così come ci racconta - che meno di 100 anni fa le serate nojane si passavano in famiglia e ci si raccontavano queste storie; tutti i bambini seduti intorno ai nonni che ascoltavano, affascinati, e aspettavano i colpi di scena che già conoscevano, perché le storie raccontate erano sempre le stesse.

La domanda nasce spontanea: come si fa ad arrivare a 102 anni in magnifica forma come lei? Anche la risposta sembra scontata: avere tante passioni, curare il corpo ma soprattutto la mente. La nostra nonna, oltre ad essere una fedele lettrice del nostro giornale, ci confida di avere una grande passione per il pianoforte, infatti non ha perso occasione per farci ascoltare uno dei suoi pezzi preferiti che suonava senza spartito.

Insomma, è il caso di dire che l’età anagrafica conta poco. La nostra 102enne è un’esplosione di energia e un contenitore di storia e tradizione di gran valore.


[da La Voce del Paese dell'8 Agosto]

Noicattaro. Nonna Camilla intero

Commenti 

 
#1 vito didonna 2015-08-28 13:15
un particolare dimenticato...nel 1927 la sig. Camilluccia aiutava il padre Vincenzo Fiorentino a rilegare le cinquine della storia di Noicattaro di Roppo. La prima fonte, ancora oggi, della storia del nostro paese.
 

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