Lunedì 24 Giugno 2019
   
Text Size

Da Torre a Mare sino a Santiago de Compostela, per la 2^ volta

Torre a Mare. Il cammino di Santiago di Filippo Masotti front

 

Un pellegrinaggio? Una prova fisica? Una lunga passeggiata? 800 Km di riflessioni e pensieri? Cosa c'è davvero dietro il Cammino di Santiago? Cosa spinge migliaia di persone ogni anno ad inforcare sulle spalle uno zaino e camminare in lungo ed in largo per luoghi sperduti ed incontaminati? Passo dopo passo, vescica dopo vescica, dolore dopo dolore, ci si ritrova immersi in un qualcosa che appare unico ed irripetibile. Riassumere l’esperienza di Filippo Masotti è davvero arduo, ma non impossibile, infatti basta fermarsi a parlare con il nostro amico pelosino, per cogliere nei suoi occhi quelle risposte, quel senso di ritrovata armonia e pace.

Figlio di un pelosino doc, Filippo Masotti, giovane avvocato e presidente del Comitato Spontaneo di Quartiere Torre a Mare, durante la sua avventura è stato capace di svelare il suo lato più intimo e profondo, dimostrandosi un uomo capace di un qualcosa di straordinario. Gli occhi di Filippo sono pieni di visioni uniche, che le parole ed i suoi racconti non riescono neanche lontanamente a descrivere. Barba lunga, capello lungo - lungo per il personaggio, non certo alla Forrest Gump - fisico asciutto, quasi deperito, e gambe di marmo, testimoni di uno sforzo fisico a dir poco incredibile. Filippo non è il primo pelosino che si è cimentato nell'ardua impresa, anche Piero e Michele lo avevano fatto a Giugno, ma il nostro amico era alla sua seconda volta, infatti lo scorso anno aveva già affrontato il cammino, ma solo in parte (poco più di 300 km). Quest’anno il Masotti ha deciso di percorrere tutti gli 800 e più km, che lo hanno condotto da Jean Pied De Port sino a Santiago de Compostela. Mesi di piscina, per prepararsi fisicamente, ripetuti check up della fisioterapista di fiducia hanno permesso al giovane avvocato pelosino di raggiungere la meta.

Il 25 Luglio il nostro amico è partito per la sua impresa. Uno zaino, qualche maglietta, una buona dose di creme ed antinfiammatori, scarpe idonee, calze e tanta determinazione. Filippo ha trascorso i giorni pre-partenza a Torre a Mare, tra gli amici di sempre che lo hanno sostenuto a distanza, grazie ad un apposito gruppo WhatsApp, in cui quotidianamente aggiornava tutti e rendeva partecipi gli altri della meraviglia, senza badare poi ai numerosissimi post del suo profilo Facebook. Un viaggio in solitaria, ma al contempo un qualcosa da condividere attraverso foto e messaggi. Il Cammino di Santiago viene considerato come il cammino della vita, un percorso dove i tuoi passi si mischiano a quegli degli altri pellegrini, e si confondono nelle proprie vite. Una condivisione che trova la sua ratio nel profondo dell’anima di ogni uomo e donna che calpesta quelle frecce gialle, quei sassi, quelle salite e quelle discese.

Abbiamo incontrato Filippo al suo ritorno e non neghiamo la profonda ammirazione ed emozione che abbiamo provato nell’ascoltare il suo racconto.

Cosa ha significato per lei questo viaggio, se viaggio si può chiamare?

Per quanto mi riguarda è stato un viaggio interiore incredibile, perchè mi ha aiutato a comprendere le tante bellezze della vita, che magari percepiamo nel mondo di tutti i giorni, ma che solo stando in quel posto approfondiamo e comprendiamo del tutto.

È stata un’esperienza dura?

I dolori e le sofferenze sono stati compagni del mio cammino. A volte ti spingono a mollare, magari a prendere un autobus per tagliare le tappe, ma poi, pensando a quello che stai facendo e soprattutto al perchè, continui soffrendo in silenzio. Il tuo fisico ti dice di mollare, le ginocchia dolenti ti implorano di fermarti, le vesciche e le contratture non ti danno tregua, ma la mente e l’anima ti spingono oltre il dolore, oltre il desiderio di dire “Basta”.

Ha incontrato molta gente lungo il cammino?

Si ho incontrato persone incredibili, che in vita mia non avrei mai pensato di conoscere. Non ho incontrato le persone, ho incontrato il loro dolore, la loro vita. Il dolore degli sconosciuti che si confidano con te e dopo pochi secondi diventano fratelli e sorelle. Il Cammino annulla l’individualismo e aumenta in maniera esponenziale il desiderio e la voglia di aiutare il prossimo.

Cosa porta dal Cammino di Santiago?

Un’esperienza che sicuramente ha segnato profondamente la mia esistenza, una voglia di amore, pace e serenità e questo pensiero: “Signore fa che ogni lacrima che cade sulla terra fertile faccia nascere fiori, simbolo di pace amore e serenità. Temo il cambiamento, ma in Te confido”.

Dalle sue parole emerge una profonda fede. Questo cammino ha per lei quindi anche un significato religioso?

Sicuramente la Fede svolge un ruolo importante, ma è un aspetto molto soggettivo. Personalmente credo che siamo tutti bravi a professare sentimenti di amore, pace, solidarietà, ma alla fine siamo coinvolti nel vortice del male e della cattiveria più becera, e utilizziamo queste parole per ripulire la nostra coscienza, che non è sporca, ma è stata del tutto annullata dal male.

Ci racconti l’episodio più divertente...

Perdere la borraccia e rimanere nelle mesetas spagnole (zona desertica), senza acqua alle 11.00 di mattina, con il sole a picco e nessuno intorno, mangiare salato alle 8.00 di mattina, dopo aver già fatto tre ore di cammino, oppure i gattini che entrano nella camerata e iniziano a saltare sui letti, rincorrendosi.

Quali, invece, sono state le tappe più belle?

Passare il confine internazionale passando per i Pirenei, il passo di Roncisvalle dopo 24 km di salita e 4 di discesa a quasi 50° di pendenza, e ad un certo punto trovarsi la Francia alle spalle e la Spagna di fronte e chiedersi: “Ma riuscirò ad attraversare tutta la Spagna?”. E ancora, l’arrivo a Leon dopo circa 41 km di cui 15 in piena notte sotto un cielo stellato incredibile. O l’arrivo a Hontanas, nelle mesetas, sotto un sole spaventoso, e vedere che questo paese di sessantacinque anime si trova distaccato dal cammino principale sino all’ultimo passo prima della deviazione. In quel momento ho pensato di avere le visioni, in quanto il piccolo paese, situato in una vallata, non si palesa sino all’ultimo passo. E poi arrivare disidratato, stanco dolorante, che bere sei birre gelate di fila è un’esperienza entusiasmante. Conquistare la vetta di O’Cebreiro e La Cruz de Hierro dopo mattinate incredibili, con l’alba, il tramonto e la musica a farmi compagnia.

Ha avuto qualche problema fisico?

L’arrivo a Burgos, con la gamba sinistra a pezzi. Mi sono dovuto fermare forzatamente per un giorno a Carrion Les Condes, dove tutti gli amici mi hanno intimato di non muovermi.

Amici?

Si amici, tantissimi amici, nuove conoscenze, situazioni imbarazzanti, grandi soddisfazioni, la bellezza della vita e le lacrime della felicità, quando arrivi.

E di questo sostegno e condivisione con gli amici di Torre a Mare che ci dice?

Incredibili tutti quanti. Il gruppo di WhatsApp mi ha aiutato molto, li sentivo tutti vicini a me, mi hanno mandato frasi e video di incoraggiamento, anche nei momenti più duri erano al mio fianco: non mi hanno mai abbandonato, anzi, il mio traguardo non avrebbe avuto senso senza la loro partecipazione.

Le sue sensazioni all’arrivo a Santiago? Era la seconda volta, cosa c’era di diverso?

Il mio arrivo a Santiago è stata una liberazione assoluta di un dolore personale. Rivedere quelle guglie mi ha spinto ad andare oltre e a capire che c’è sempre una meta, anche se hai già conquistato il massimo. Santiago mi ha aperto il cuore che non serve solo a tenerci in vita, ma a tenere in vita il nostro prossimo.

Qualche considerazione finale?

Durante il Cammino si mischia tutta la tua vita e quella degli altri al punto che non esisti più. Tutto è di tutti, quindi condividi e compenetri la vera essenza della vita. Ventisei tappe indimenticabili e il mio sacco, trenta giorni senza la mia famiglia e i miei amici, semplicemente unici ed imparagonabili, ma soprattutto la soddisfazione di aver capito chi sono e cosa voglio.


[da La Voce del Paese del 29 Agosto]

Qui alcune foto.

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI