Martedì 19 Marzo 2019
   
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"Appuntamento con la storia". La Chiesa della Madonna del Rito

Noicattaro. La Chiesa della Madonna del Rito front

 

Sulla Strada Provinciale 57, che porta alla borgata di Torre a Mare, sorge maestoso il santuario della Madonna di Loreto, edificato tra il 1920 e il 1925 alle spalle dell’antica chiesetta Seicentesca.

Viene spontaneo domandarsi perché i fedeli di Noicattaro abbiano voluto erigere in questo territorio, così lontano dal paese, un tempio e dedicarlo alla Madonna di Loreto chiamata, dagli stessi nojani, del Rito. Per rispondere a questo quesito bisognerebbe visitare a qualche passo di distanza una delle cappelle rurali di cui era cosparso l’agro nojano. Sul frontone del piccolo edificio vi è una data - 1600 - data del suo probabile restauro e ampliamento. Questa custodisce il famoso dipinto della “visione”, oggetto di culto e devozione popolare. Il dipinto raffigura l’immagine della Madonna a mezzo busto col Bambino in braccio rimasto, per quasi due secoli, dimenticato dalla devozione del popolo nojano. Dal 1600 la cappella non ha subì particolari variazioni strutturali, conservando pressappoco l’aspetto originario.

Il luogo di culto fa parte di un complesso d’ambienti adibiti, fino ad alcuni decenni addietro, ad abitazione della famiglia del custode o dell’eremita, ora utilizzati per ospitare incontri di spiritualità a livello locale. Con la soppressione dei beni ecclesiastici da parte del governo unitario nazionale, la cappella venne utilizzata dal nuovo proprietario come pagliaio e deposito per attrezzi agricoli. Ma un singolare episodio di fede popolare verificatosi nel 1917, in piena guerra mondiale, determinò la restituzione al culto del manufatto ed il suo affidamento al Capitolo della Chiesa Matrice. Lo stesso episodio è decisivo anche per la costruzione della nuova Chiesa attigua per la necessità di accogliere un numero maggiore di fedeli e per l’acquisto di un simulacro della Vergine dal momento che Noicattaro balzò sulla cronaca nazione per i fatti miracolosi attribuiti alla Madonna del Rito. Il nuovo edificio sacro era caratterizzato da uno stile piuttosto ibrido di un’architettura non ancora influenzata dall’era fascista.

La navata del santuario ha dei pilastri con capitelli corinzi adornati con foglie di acanto e festoni che reggono gli archi a tutto sesto. Sull’altare in marmo è posizionato il simulacro del 1919 della Vergine, opera del rinomato maestro cartapestaio leccese Raffaele Caretta. Nelle nicchie laterali sono posizionate alcune antiche statue del paese: Sant’Antonio, San Nicola ecc.

La mensa è un cimelio del vecchio seminario barese, dono dell’arcivescovo Ernesto Mazzella. Non vi sono molte notizie sull’arredo interno, probabilmente perché la cappella ne era sprovvista.

Con questo articolo concludiamo la rubrica “Appuntamento con la storia”, con la speranza di aver dato risalto alla magnifica storia della nostra cittadina.


[da La Voce del Paese del 12 Settembre]

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