Mercoledì 23 Maggio 2012
   
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LA SINDONE: UN'ESPERIENZA SCONVOLGENTE

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Il mistero del suo Volto ”

Viaggio a Torino per l’ostensione della Sindone.

Il giorno 22 di maggio  del 2010 rimarrà per sempre scolpito nei miei ricordi.

Giorno indelebile che voglio raccontar a tutti quelli che mi conoscono e in particolare a voi amici lettori della nostra testata online noicattaroweb. Insieme a mia moglie Angela e ad un gruppo di simpatici amici tra cui voglio soprattutto ringraziare l’organizzatore don Mimmo Belvito ci si imbarca alle ore 5.45 del 21 maggio sul torpedone e si parte alla volta del Piemonte.

Curiosi, ansiosi, ma ricchi di gioia nel proprio cuore affrontiamo un lungo viaggio in pullman arrivando a Torino non stanchi ma coscienziosi di aver fatto un sacrificio che alla fine si rivelerà come un grosso arricchimento della nostra fede di veri cristiani credenti. Il Piemonte terra di storia, di cultura ma anche patria di Santi che, insieme a tanti altri, hanno fatto la storia della chiesa: San Giovanni Bosco e San Domenico Savio.  Ma è una regione che per un breve periodo ha rappresentato con l’ostensione della Sacra Sindone un cuore pulsante della cristianità mondiale.

Arrivati nel tardo pomeriggio del 21 maggio come prima tappa ci dirigiamo a far visita nella basilica di Santa Maria Ausiliatrice, splendido tempio dove vi è la cappella fatta costruire da San Giovanni Bosco. In essa, un ragazzino attratto da Gesù dall’inizio della sua esistenza, Domenico Savio, diviene santo alla tenera età di 12 anni! Figura rilevante anche alla mente e al cuore di San Giovanni Bosco a cui gli disse sentendosi in odor di santità: “io sono la stoffa e lei ne sia il sarto: faccia un bel abito per il Signore!” Rimase cara al cuore e alla mente di don Bosco la figura di Domenico Savio. Ma il clou del nostro viaggio e’ stato il mattino seguente. Irradiati da una luce di un caldo sole ci dirigiamo con il nostro pullman verso il luogo per il percorso alla Sacra Sindone.

Mettendoci in coda come vuole l’organizzazione direi abbastanza capillare iniziamo il nostro percorso verso il duomo.  Dopo un filmato sulla sindone caratterizzato dai vari fotogrammi delle ferite della flagellazione  del Corpo di Gesù rilevate dal sacro lino ci si avvia mesti e pieni di curiosità nel duomo.

Arrivati là davanti alla teca tutto si ferma anche per pochi attimi! Osservo, guardo e con il mio cuore gonfio di gioia e emozione ammiro incredulo questo lenzuolo. Una cosa che mi rabbrividisce. Che mi rattrista solo a pensar di quanto ha sofferto prima di morie Cristo Gesù. Quanto ha gridato, flagellato dalle percosse, invaso dai tanti dolori delle ferite.

Ma rimango sereno con la mia anima perché chi come me e mia moglie hanno avuto la fortuna di vedere,continueranno a raccontare ed a esprimere la gioia che deriva dal cuore nel dire come disse il centurione: Costui era veramente il figlio di Dio!  Un esperienza meravigliosa questa credetemi! Un enorme sacrificio nell’arrivar sin lassù a Torino. Ma ne è valsa veramente la pena . Che meraviglia.

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