Domenica 20 Ottobre 2019
   
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Nicola Dipierro e la sua passione (vincente) per la fotografia

Noicattaro. Foto Nicola DIpierro

 

Il “National Geographic Magazine” è la rivista mensile della “National Geographic Society” pubblicata in moltissimi paesi del mondo e che vanta milioni di lettori al mese.

Per ogni uscita della rivista vengono selezionate dalla redazione due foto tra quelle inviate dai lettori, nell’ambito del concorso “Le mie Foto”. Proprio sul numero di Settembre, vincitore del concorso è stato il nojano Nicola Dipierro, grazie ad uno scatto davvero suggestivo immortalato nell’area portuale di Brindisi.

Abbiamo rivolto qualche domanda al 26enne Nicola, studente presso la Scuola di Fotografia F. Project di Bari.

Com’è nata la sua passione per la fotografia?

La mia passione per la fotografia è nata casualmente da circa tre anni; ho iniziato scattando qualche foto così, senza impegno, fino ad appassionarmi alla materia. Attualmente frequento una scuola di fotografia e cerco di guadagnare qualcosa lavorando per matrimoni o con fotografia pubblicitaria.

Dove ha scattato la foto vincitrice del concorso?

La foto è stata scattata presso la zona industriale di Brindisi, dove mi ero recato per un reportage sull’inquinamento, argomento che da sempre ha suscitato il mio interesse. Giunto il tramonto, terminato il lavoro, ho notato incastonata tra due industrie una pozza d’acqua, sulla quale si riversava uno stormo di uccelli per abbeverarsi. Quindi, mi sono appostato scegliendo il punto di vista migliore, aspettando pazientemente per cogliere l’attimo in cui lo stormo riprendesse il volo: ed ecco lo scatto vincitore. Ho inviato la foto alla rivista allo scadere del concorso, senza alcuna pretesa o speranza: ed infatti quando il photo editor, Marco Pinna, mi ha contattato per dirmi che era stata selezionata la mia foto, ero incredulo. Ancor prima di questo, ho vinto anche un altro concorso fotografico, regionale, indetto da un’agenzia di Foggia, il cui tema era “La Puglia Invisibile”, e quindi andando oltre i soliti scatti che ritraggono trulli, mare e paesaggi tipici: in quell’occasione ho fotografato una masseria abbandonata sul canale di Pirro, nei pressi di Fasano.

Predilige un certo tipo di soggetto da fotografare?

La mia visione della fotografia è mutata parecchio nel corso del tempo. All’inizio fotografavo i tipici paesaggi, ero alla ricerca del bello magari scegliendo soggetti più ricercati; attualmente invece sono molto interessato al reportage sociale: la foto diventa un mezzo per poter raccontare la storia a cui io stesso sono interessato e a cui dedico indagini ed attenzioni. Spero un giorno di poter seguire reportage all’estero, ma prima voglio fare qualcosa per la Puglia e denunciarne gli aspetti negativi, andando oltre quelli che sono i soliti cliché fotografici.

Di quale argomento si sta occupando ora?

Da qualche mese mi sto interessando alla vicenda dell’Ilva di Taranto ed al batterio della Xylella. Spesso mi reco a Taranto per ascoltare le testimonianze della gente che vive e lavora lì: solo così facendo posso rendermi conto delle reali condizioni in cui versa la città, delle problematiche e dei disagi. Con le mie foto voglio “raccontare” tutto ciò, cercando di sensibilizzare, di suscitare reazioni negli occhi di chi guarda attraverso i miei scatti. Terminato questo lavoro, mi piacerebbe occuparmi del rischio trivellazioni in Puglia, ed in particolare a Polignano.

E se potesse denunciare un aspetto negativo di Noicattaro attraverso le sue foto, a cosa penserebbe?

In realtà avevo già iniziato un reportage su Noicattaro, il cui tema era la rapida espansione della periferia a discapito del centro storico, abbandonato e ormai in degrado. Purtroppo il progetto su Taranto è molto impegnativo ed ha assorbito tutte le mie energie, ma sicuramente quello sul mio paese è un lavoro lasciato in sospeso e che ho intenzione di riprendere appena possibile.


[da La Voce del Paese del 12 Settembre]

Noicattaro. Foto Nicola DIpierro

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