Lunedì 18 Marzo 2019
   
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Don Giovanni: “Una emozione unica per tutta la comunità”. Foto

Noicattaro. Celebrazioni e processione Giubileo 2015 front

 

Lunedì 14 Settembre si è conclusa la settimana dedicata alla Vergine Maria, che è iniziata martedì 8 Settembre con la processione durante la quale la statua della Madonna del Carmelo è stata portata presso la Chiesa del Soccorso. Quest’ultima ha ospitato la statua della patrona nojana sino a lunedì 14, giorno in cui si è tenuta un’altra processione che ha riaccompagnato la Vergine nella sua consueta “abitazione” ovvero la Chiesa del Carmine. Questa è stata una “prima volta” per tutti, fedeli e sacerdoti. Mai, infatti, prima d’ora la Chiesa del Soccorso aveva ospitato la Madonna del Carmine. A questo proposito abbiamo rivolto qualche domanda a don Giovanni Caporusso, parroco della Chiesa del Soccorso, che ci ha raccontato emozioni e sensazioni che hanno caratterizzato questa settimana mariana. Cogliamo l’occasione per ringraziarlo per la sua disponibilità.

Come è nata l’idea di ospitare la statua della Madonna del Carmine presso la Chiesa del Soccorso?

Negli anni precedenti, con don Tino, avevamo già pensato di tenere la Novena della Madonna del Carmine alcuni giorni qui in parrocchia, alcuni giorni alla Chiesa Madre e altri alla Chiesa del Carmine stesso, quindi tre giorni per ogni Chiesa. Poi, però, questa cosa non si è potuta concretizzare; nel frattempo Don Tino è andato via e quando è arrivato don Giuseppe, avendo partecipato ad una celebrazione di inizio Giubileo, mi propose di concretizzare quell’idea che avevo condiviso con don Tino, facendo sì che la nostra parrocchia ospitasse la Madonna del Carmine per alcuni giorni. Senza stabilire a priori delle date, quel giorno fu “gettato il seme”. A noi, poi, questo seme ha portato il suo frutto nel momento in cui abbiamo stabilito e pensato a due date mariane che potevano essere vicine tra loro: l’8 Settembre, che è la Natività della Madonna, e il 12 Settembre, che si festeggia il nome di Maria. Decidemmo quindi di utilizzare i giorni che vanno dall’8 al 12 in un primo momento, poi però abbiamo pensato di estendere questo evento a tutta la settimana sino al 15, giorno dell’Addolorata.

Questa, quindi, è stata la prima volta che la Madonna del Carmine è stata ospitata in un’altra chiesa.

Si, è la prima volta che è stata ospitata ed è la prima volta che ha varcato determinate soglie ed ha toccato certe strade. Perché in passato, essendo il nostro paese circoscritto e legato solo a due parrocchie fino agli anni ‘85, si toccavano solo le strade della Chiesa Madre e della Chiesa del Carmine e questo itinerario di processione della Madonna del Carmine è rimasto cristallizzato e fissato da sempre. Quando poi nell’86 è stata istituita la terza parrocchia a Noicattaro sulla carta, pian piano le cose sono cambiate e adesso si sente un po’ l’esigenza di allargare il giro delle processioni e di far sì che anche altre strade siano rese partecipi. E quindi abbiamo pensato di accompagnare la Madonna da un tragitto, quindi dal Carmine al Soccorso, e di farla poi ritornare attraverso un altro percorso, toccando strade che non aveva mai toccato in precedenza.

Questo è un anno particolare per la chiesa del Soccorso in quanto ricorre il primo Giubileo. Questa nuova esperienza legata alla Patrona di Noicattaro quali sensazioni ed emozioni vi ha suscitato?

La Madonna del Carmine è la patrona di tutti, quindi non di una sola comunità ma di tutti, e il poterla rendere “itinerante” vuole appunto mandare questo messaggio. L’emozione è stata forte nel momento in cui è uscita dalla Chiesa del Carmine ed è entrata in questa Chiesa; lì, in quel momento, c’è stata una forte emozione, ma la cosa più bella è che tutte le comunità hanno partecipato, e quindi c’è stata una forte comunione. I laici sentono fortemente, guidati dai loro pastori, l’esigenza di vivere questo momento di comunione, perché la Chiesa è una sola. Noi dobbiamo essere uniti e dare questo senso di comunione alle comunità, e credo che quello che abbiano recepito i fedeli sia stato proprio questo messaggio.

Se volessimo fare un bilancio di questi giorni, c’è stata partecipazione da parte dei fedeli?

Io credo che i fedeli aspettino queste novità, infatti la maggior parte di coloro che vi ha partecipato mi ha detto che stava assistendo a qualcosa di nuovo. Durante queste sere la celebrazione eucaristica è stata presieduta ogni giorno da un sacerdote diverso, ma di origini nojane; oltre a don Oronzo e don Giuseppe, sono anche venuti a trovarci don Vito Didonna, don Angelo Latrofa, don Antonio Parisi, don Nicola Boccuzzi e il Vicario Generale Mons Domenico Ciavarella. Oltre che ad ascoltare delle celebrazioni sulla Madonna e la Chiesa, e quindi oltre ad elementi prettamente spirituali, abbiamo anche vissuto momenti di carattere culturale, storico, ludico, spirituale e artistico, attraverso il concerto, attraverso una serata della tradizione guidata magistralmente da Rita Tagarelli e gli Amici del Teatro, e tutto questo non ha fatto altro che spaziare e offrire logicamente un messaggio sempre a sfondo mariano.

Ci sono progetti futuri legati alla vostra parrocchia e non solo?

Nell’immediato futuro c’è una pubblicazione sulla Chiesa del Soccorso; sarà pubblicato un libro scritto a sei mani, da Michele Sforza, Rita Tagarelli e da me, sulla storia tra presente e passato della nostra Chiesa. Vorremmo inoltre completare i lavori della Chiesa e lasciare un segno visibile in ricordo di questo primo Giubileo. Il progetto è pronto e comprende una croce alta circa 14 metri, il problema riguarda l’aspetto economico ma stiamo cercando una soluzione. Per quanto concerne i progetti spirituali e pastorali ovviamente sono quelli di una comunità che cresce sempre più, e cresce la necessità di attenzione nei confronti dei giovani. Qui, quest’anno, partirà anche l’Azione Cattolica e vorremmo che sempre più giovani si possano avvicinare attraverso l’animazione e attraverso il desiderio di crescere insieme.

C’è un messaggio che vorrebbe lasciare ai fedeli?

Certamente. Io credo che noi non siamo soltanto l’espressione di noi stessi, ma di coloro che ci hanno preceduti, non solo delle nostre famiglie, ma dei nostri avi, fondatori, di chi ha voluto questo paese che non a caso ha dedicato tutte le chiese alla Madonna. Voi giovani dovreste sempre più radicarvi nella storia, non pensare soltanto alle gioie temporanee del presente, ma a qualcosa che ci fa sentire di essere radicati nel nostro paese, nel nostro popolo. Di certo non possiamo avere tutto rose e fiori, è chiaro che ogni realtà ha le sue ombre e le sue luci, però è chiaro che se uno non li conosce può solo lamentarsi. Bisognerebbe apprezzare quello che si ha e cercare di costruire qualcosa per migliorare la situazione attuale. Oltre a vedere il mezzo bicchiere vuoto, bisognerebbe notare anche il mezzo bicchiere pieno, perché a Noicattaro ci sono associazioni, centri che possono aggregare, oltre a quelli territoriali. Io credo che ci siano associazioni dove il giovane si può benissimo inserire, se lo vuole.


[da La Voce del Paese del 19 Settembre]

Qui tutte le foto, a cura di Carlo Caringella.

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