Giovedì 18 Luglio 2019
   
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Passata la bella stagione, Torre a Mare cambia volto

Torre a Mare. Inverno front

 

Come ogni anno, alla fine della bella stagione Torre a Mare cambia radicalmente. Il caos lascia spazio alla tranquillità, le lunghe giornate soleggiate passano il testimone al maestrale, le temperature si abbassano ed il pelosino si riappropria della sua quotidianità. Bar e ristoranti all’aperto si attrezzano per vivere la “brutta stagione”: alcuni chiudono i battenti, altri sistemano le sale interne; insomma tutto cambia.

L’arrivo dell’autunno segna per gli abitanti un momento di passaggio assai gradito, in ragione del rinascere delle sane e care abitudini. Per le strade ci si conosce tutti, trovare un posto per la macchina non è più un’utopia, il caffè e l’aperitivo assumono un significato diverso, i parcheggiatori abusivi spariscono, gli scalmanati della sera si rinchiudono nelle discoteche ed il quartiere regala a chi lo ama, momenti di vera e propria poesia. I pescatori iniziano a prepararsi per la stagione invernale, i tanto cari maglioni e cappelli di lana lasciano gli armadi, i pendolari riassaporano il piacere del ritorno a casa. L’ex frazione rallenta i suoi ritmi, abbassa i decibel del frastuono, ed il livello di inquinamento raggiunge soglie minime.

Se è pur vero, come molti asseriscono, che chi ama Torre a Mare la vive intensamente ad Aprile, Maggio, Settembre ed Ottobre, è altrettanto vero che nei mesi invernali il piccolo borgo di pescatori piomba nei problemi di sempre. Pochissimi luoghi di ritrovo, strutture a servizio della comunità in sostanza inesistenti, nessuna palestra o centro sportivo, nulla che possa creare aggregazione e permettere ai residenti qualche ora di svago. I bar e i ristoranti diventano meta obbligatoria per i residenti. Nessuna struttura ludica per i più piccoli, nessuna biblioteca o luogo culturale. Ecco quindi che la poesia si trasforma in tragedia: i freddi venti che sferzeranno il quartiere saranno l’unico svago per i pelosini; gli eventi invernali diventeranno chimere di svago.

Eppure i residenti sanno adeguarsi, la gente di Torre a Mare si incontra nei soliti posti, si concede una birra ed una pizza e si accontenta di trascorrere del tempo con gli amici di sempre, gli amici del bar, della piazza, le persone che, come sostiene una mia carissima amica, hanno al salsedine nelle vene.

La grande capacità di adattamento, tuttavia, non può sopperire alla totale mancanza di luoghi comuni: le piazze diventano fredde ed umide e non sono più appannaggio di nessuno, occorrono luoghi idonei. Ci balza alla mente lo storico “Circolo della Torre” di via Cristoforo Colombo, un tempo meta di giovani e meno giovani, luogo di ritrovo. Ricordo da ragazzino di averlo frequentato, ricordo i cineforum, le partite alla tv, le partite a biliardo e gli eventi che il presidente dell’epoca, Nicola Poli, organizzava sia in estate sia in inverno. Oggi il “Circolo della Torre” non svolge più la sua funzione sociale, anzi è meta di poche persone e versa in condizioni tutt’altro che dignitose. Basterebbe restituire al quartiere questa struttura per creare una scelta ricreativa e aggregante. Precisiamo, inoltre, che il nostro pensiero non vuole essere una mancanza di rispetto nei confronti dell’attuale direttivo del Circolo, ma un invito a coinvolgere la comunità e soprattutto i giovani. Pensiamo anche alla struttura nota ai più come “Apelusion Garden Club”, un tempo meta di tanti sportivi ed appassionati, oggi senza una gestione.

Piccoli passi verso una sempre maggiore condivisione degli spazi a servizio del quartiere, siano essi privati sia pubblici, affinché la poesia autunnale possa trovare spazio anche in inverno.


[da La Voce del Paese del 26 Settembre]

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