Domenica 25 Agosto 2019
   
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“Nuovi Orizzonti”: Vita che rinasce, dagli inferi alla libertà

Noicattaro. Nuovi Orizzonti front

 

Il 25 settembre, presso la Sala Cassiciaco della Biblioteca Sant’Agostino della Madonna della Lama, alla presenza di Padre Ermanno Cristini, si è tenuto un incontro da titolo “Vita che rinasce: dagli inferi alla libertà”, organizzato dalla associazione “Nuovi Orizzonti”.

Nuovi Orizzonti è un’associazione che nasce negli anni ’90, la cui fondatrice è Chiara Amirante. Proprio in quegli anni l’ideatrice, con la voglia di comunicare la parola del Signore, decide di andare, di notte, in giro per la stazione Termini di Roma, per incontrare quelli che lei chiama “il popolo della notte”: barboni, tossico-dipendenti, prostitute ecc. Questo perché, anni prima, Chiara Amirante aveva fatto un’esperienza che possiamo definire “di gioia nel dolore” e cioè: una ragazza di 16 anni che era costretta a prostituirsi le corre in contro sanguinante e le dice: “Chiara, portami via da questo inferno!”. In quel momento lei pensa di aver visto Gesù chiederle aiuto. Ecco che Chiara Amirante fonda il primo centro di accoglienza. Oggi, tra l’Italia e l’estero, ci sono più di 200 centri. Due sono i pilastri di questa associazione: il primo, di “accoglienza” dove ci sono ragazzi e ragazze con vari disagi sociali, il secondo pilastro è “l’evangelizzazione” cioè vivere il Vangelo: i ragazzi mettono in pratica - ogni giorno - i passi del Vangelo che leggono. Nascono poi le “missioni di evangelizzazione” perché tutti quei ragazzi che erano passati dall’inferno alla libertà dell’anima aiutavano con il Vangelo i ragazzi che invece erano ancora in quella fase “d’inferno”.

Una sede dell’associazione Nuovi Orizzonti la troviamo a Torre a Mare. Si tratta di un centro di reinserimento lavorativo, più precisamente parliamo di cooperativa, che permette a tutti ragazzi che fanno parte dell’associazione di andare a lavorare la terra, coltivandola per realizzare dei prodotti primi - come pomodori, melanzane ecc - che vengono poi commercializzati. La cooperativa di lavoro è una metafora, in quanto nella vita si lavora, si fatica, si soffre per realizzare dei frutti. La sede di Torre a Mare è la casa di Padre Dante - don Dante Leonardi - che è stata da questi messa a disposizione per l’associazione.

Durante l’incontro un ragazzo dell’associazione ci ha raccontato la sua drammatica storia e come l’ amore di Dio ha cambiato la sua vita. Si tratta di un ragazzo di 33 anni che è cresciuto in una famiglia in cui la mamma era una prostituta e il papà era una uomo che picchiava e violentava il figlio. Il ragazzo già dall’età di 11 anni inizia a fumare. Egli era costretto a dormire sul pianerottolo di casa come un barbone, perché il padre, superata una certa ora, chiudeva la porta di casa, anche quando era uscito di casa per andare a lavoro. A soli 13 anni assaggia l’eroina e lì pensa di poter stare meglio. Inizia a frequentare ragazzi che rubavano e per esser accettato dal gruppo inizia a rubare anche lui: rapine in supermercati, benzinai e abitazioni. A 16 anni decide di confessare alla sua ragazza gli abusi sessuali del padre. La sua ragazza lo abbraccia in silenzio e lui ci dice: “Per me è stato un abbraccio importante, perché io non ero abituato agli abbracci; per i miei genitori io ero un errore”.

Successivamente il padre si ammala, e nonostante le preghiere della mamma di accompagnarlo in ospedale per le cure, lui decide di partire a Parma dove, pur trovando un lavoro, inizia a svolgere un tenore di vita sregolato fatto di droga, prostituzione, nightclub; dopo due anni si trasferisce a Bologna e nel giro di sei mesi si ritrova a vivere per strada senza un euro, spacciando e rubando. Torna a casa alla morte del padre e pensa che “finalmente quel uomo non poteva più far male a nessuno, non poteva più toccarmi, abusare di me”. E finalmente, dopo aver preso coscienza della sua vita sregolata e tramite l’associazione “La Barca”, il giovane riesce a mettersi in contatto con “Nuovi Orizzonti” e con Padre Dante, che poco dopo gli permette di entrare in comunità.

Ci racconta la sua impressione: “Appena arrivato c’era la Messa e vedo tanti ragazzi che ballavano e cantavano”. In quel momento pensò: “Volevo andare via dalla strada e ora sono rinchiuso in un manicomio?!”. A distanza di tempo riesce a vedere con occhi di versi: “Poi mi resi conto che quello era solo Amore. E così inizio anch’io a conoscere questo Papà buono, cioè Dio; inizio a capire che non tutti i papà sono come era stato il mio. Tutto questo l’ho capito in soli sei mesi”. Poi un’altra esperienza forte: “Faccio un viaggio a Medjugorje, dove ho conosciuto la persona più importante della mia vita: la mia ragazza. Con lei ho imparato a provare delle emozioni che non avevo mai provato, perché prima di lei e della comunità io ero una macchina. Durante quel viaggio ho provato delle sensazioni mai provate prima: le coccole di una mamma ad esempio”. Il giovane conclude dicendo: “Oggi sono cambiato. Cerco di stare bene, di far star bene chi mi sta vicino, e quando sbaglio ho il coraggio di chiedere scusa e chiedere aiuto quando ne ho bisogno. Vorrei una famiglia, con dei bambini”. Una testimonianza che ha emozionato tutti i presenti.

È seguito, poi, un momento di preghiera nella Cappella del Convento dove i cosiddetti “Giullari di Dio” hanno cantato e suonato delle canzoni religiose. Momento toccante della serata è stato quando ognuno dei presenti ha scritto un messaggio a Dio, mettendolo in una cesta e prendendo, a caso, da un’altra cesta, un altro messaggio - un passo della Bibbia - che rappresenta la risposta al messaggio o domanda chiesta al Signore.


[da La Voce del Paese del 3 Ottobre]

Noicattaro. Nuovi Orizzonti intero

Commenti 

 
#1 Antonella 2016-05-24 21:48
Che bello....tutto.....però mi chiedevo come mai le foto nn sono della casa di PADRE DANTE visto che si parla di LU e della sua casa????
 

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