Sabato 20 Luglio 2019
   
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“Bibliotecando”, il Presidio del Libro presenta Annalisa Strada

Noicattaro. Bibliotecando front

 

Ironica, sferzante, provocatoria, allegra, simpatica, divertente e chi più ne ha più ne metta. È Annalisa Strada, insegnante e scrittrice di libri per bambini e ragazzi, premio Andersen del 2014, che giovedì 24 Settembre ha incontrato gli alunni della scuola primaria e secondaria del nostro paese. L’incontro, avvenuto nella sala consiliare, è stato promosso dalla Regione Puglia, Assessorato all’Industria Turistica Culturale, e con la collaborazione dell’associazione culturale Ali di Carta-Presidio del Libro, e si è inserito all’interno del progetto “Bibliotecando”, la rassegna di incontri con l’autore, laboratori e proposte di lettura che l’associazione organizza da anni e che coinvolge le scuole del nostro territorio. Il progetto si pone in continuità con quello per gli adulti “Nutrimenti”, nell’accezione di “cibo per il corpo e per la mente”, includendo a quelle che sono le problematiche dell’infanzia e dell’adolescenza. In questa undicesima edizione si è avuto l’onore di ospitare l’autrice proveniente dalla provincia di Brescia, personalità non del tutto sconosciuta ai giovani che hanno presenziato alla conferenza. Infatti, proprio in vista dell’incontro, al termine dell’anno scolastico precedente, gli insegnanti hanno adottato alcuni dei suoi libri, proponendoli alle scolaresche come letture estive.

La conferenza è stata strutturata in più incontri, che si sono svolti in fasce orarie diverse, ognuno della durata di un’ora circa, riuscendo così a coinvolgere tutte le classi del territorio, comprese quelle di Parchitello.

Dopo aver ascoltato e cantato la canzone di Sergio Endrigo, “Le parole” (testo di Gianni Rodari), l’autrice ha cominciato con una lunga riflessione sull’importanza della lettura, facendo esempi molto semplici e alla portata dei giovani alunni. Oggi come oggi siamo circondati dalla pubblicità, ogni prodotto di uso comune viene promosso e pubblicizzato: un dentifricio, una bibita, capi d’abbigliamento, medicine. La domanda trabocchetto che l’autrice ha posto al pubblico ha insinuato una riflessione più accurata: per quale motivo la pubblicizzazione di un libro avviene in misura molto ridotta? La risposta candida, ma allo stesso tempo spiazzante di un bambino è stata: “Perché in un libro non c’è la fregatura”. Ed è proprio così. La lettura apre la mente, la rende reattiva, e tutto ciò entra in collisione con lo scopo della pubblicità, che ci vuole passivi per “manipolarci” più facilmente e utilizzarci a seconda di target specifici.

Il dibattito è poi proseguito in modo interattivo e dinamico: l’autrice ha parlato di sé e gli studenti hanno soddisfatto qualche curiosità a proposito dei libri che loro conoscevano, fungendo essi stessi da giornalisti in questo caso. Uno studente, ad esempio, ha chiesto: “Qual è il libro, fra quelli che hai scritto, a cui sei più affezionata?”. “Il libro a cui sono più affezionata si intitola ‘Quella serpe di mia sorella’ - ha risposto Annalisa Strada - e ci sono affezionata per ragioni storiche di famiglia: è l’insieme di racconti legati alla mia infanzia e al rapporto con mia sorella maggiore. Mia sorella è nove anni più grande di me e quindi per tanto tempo ha avuto il privilegio di essere figlia unica, vivendo in un grande universo dove lei era l’ombelico”. L’autrice, poi, si è quindi soffermata a raccontare aneddoti ed episodi facendo sorridere tutti i presenti: “Mia sorella non si aspettava la mia nascita, e infatti, non appena mi ha visto, ha chiesto alla mia mamma per quanto mi tenesse, quanto tempo dovessi restare. Non sapete quanto è rimasta sconvolta quando ha sentito dirsi che sarei rimasta per sempre. Per molto tempo mi ha evitato, poi ha preso ad attentare alla mia vita in tutte le maniere possibili”. Ed è su questo che si incentra il libro: è il simpatico racconto di tutti gli scherzi che l’autrice ha dovuto subire in quel rapporto di amore e odio che tutti coloro che hanno fratelli e sorelle conoscono. Quel rapporto che, come l’autrice stessa ha poi sottolineato, “non è altro che una sorta di iniziazione alla vita, una specie di allenamento dove i fratelli maggiori, in veste di coach, insegnano a combattere, resistere, reggere la sfida, lanciarla. Devo dire che tutto ciò è stato utilissimo perché se avere dei fratelli può sembrare una rogna spaziale, come può essere il morbillo, poi diventano i più grandi alleati nella vita”.

Un altro studente, invece, ha posto una domanda più difficile: “Quando scrivi ti ispiri a qualcosa?”. Pronta la risposta: “Gli scrittori, oltre a leggere molto - perché non puoi scrivere se non leggi - sono dei ‘ladri’. Quando vai in giro ascolti le storie delle persone, le osservi e da ciascuno rubi un atteggiamento, un modo di fare, uno sguardo; rubi qualche modo di dire, qualcosa che ha vissuto. Poi tutte queste cose le metti insieme come fossero tessere di un mosaico. Utilizzando la fantasia vien fuori un impasto misto di cose vere e di cose immaginate”.

Le scolaresche, che hanno partecipato in modo attivo, non facendo mostra di annoiarsi mai, al termine hanno esibito i lavori elaborati in classe, dando molta soddisfazione alla scrittrice. L’incontro si è concluso con foto e autografi che l’autrice ha regalato molto volentieri ai piccoli.


[da La Voce del Paese del 3 Ottobre]

Noicattaro. Bibliotecando intero

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