Domenica 25 Agosto 2019
   
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Amicizia e condivisione, a Torre a Mare il Pranzo in Bianco e Blu

Torre a Mare. Pranzo in Bianco e Blu front

 

La scorsa domenica 4 Ottobre, la cinquecentesca torre di avvistamento di Torre a Mare - da poco restituita ai cittadini previo restauro - ha assistito nella sottostante e omonima piazza, al raduno di numerosi cittadini fortemente decisi a dar luogo al “Pranzo in Bianco e Blu”. L’evento, spostato di una settimana per le avverse condizioni atmosferiche, si è svolto nel migliore dei modi esaltando al massimo il grande spirito di accoglienza e condivisione che la comunità pelosina manifesta dalla notte dei Tempi. Oltre a quello sociale, ulteriore scopo dell’incontro è stato quello di sensibilizzare i presenti sui temi ambientali, quali, ad esempio, quelli relativi alla raccolta differenziata. I momenti di ilarità non si sono fatti attendere. Un episodio per tutti riguarda la filastrocca recitata da Domenico Daugenti, costruita con i più noti soprannomi di diversi esponenti della comunità. Sull’evento, La Voce del Paese ha raccolto le dichiarazioni di Vito Cinquepalmi, uno degli organizzatori, di cui si riporta qui di seguito l’intervista integrale.

Qual è lo spirito di questa iniziativa?

Lo spirito è quello di condividere fra tutti noi di Torre a Mare, e con chiunque abbia voluto partecipare all’evento, una giornata diversa, visto che a pranzo risulta piuttosto difficile incontrarsi. Il motivo principale è dunque la condivisione, seguito ovviamente dall’amicizia, dalla cordialità e dallo stare insieme in una Torre a Mare diversa.

L’evento c’entra dunque poco con la Cena in Bianco di Bari o di altri comuni...

Sì, è così. Anche se dalla Cena in Bianco abbiamo preso spunto. Il tutto è nato tra la fine di Agosto e gli inizi Settembre, parlando fra noi pelosini. Per l’occasione abbiamo creduto opportuno allestire la piazza per il pranzo piuttosto che per la cena, come invece avvenuto in altri Comuni per gli incontri in bianco.

Qualcuno lamenta però l’assenza del popolo dei pescatori, vale a dire della gente vera di Torre a Mare.

Questo non è tanto vero in quanto noi torreamaresi, pelosini, abbiamo invitato chiunque a partecipare all’incontro, rinviato di una settimana causa maltempo. Sebbene un po’ di persone siano venute meno causa impegni propri, l’intera Torre a Mare era stata informata sia a mezzo Facebook che tramite messaggistica varia. Ognuno sarebbe stato il benvenuto.

Quali difficoltà ha richiesto l’organizzazione dell’evento?

Questo è un flash mob (assembramento di un gruppo di individui in uno spazio pubblico per condividere un evento insolito, ndr), le cui difficoltà sono state esclusivamente quelle di informare il Comune di Bari. Lo stesso Comune ci è venuto incontro transennando la zona e predisponendo gli opportuni divieti di sosta. I partecipanti potevano presentarsi qui vestiti di bianco esaltato da un tocco di blu, con al seguito un tavolo apparecchiato in bianco.

Si sono visti alcuni esponenti della giunta Decaro aggirarsi fra i tavoli, oltre che lo stesso sindaco in persona. A che titolo erano presenti?

A titolo di torreamaresi purosangue, quindi non a livello politico, ma come pelosini a tutti gli effetti e quindi come rappresentanti della comunità nostrana.

Come giudica la riuscita dell’evento fino a questo momento?

Ritengo che fino ad ora l’evento sia riuscito abbastanza bene, anche se attendevamo di osservare la presenza di un po’ più di gente. L’importante è iniziare, poi si può partire alla grande per creare qualcosa di unico a Torre a Mare.

Se l’incontro fosse stato organizzato nei mesi estivi, più caldi, sarebbe riuscito meglio secondo lei?

Forse sì, forse no, difficile dirlo. La decisione di organizzare la presente giornata è stata presa all’ultimo momento da alcuni di noi, lasciando chiunque libero di partecipare, portando e attuando la propria idea. In estate poteva forse venir effettivamente fuori un qualcosa di più grandioso, ma in ogni caso ci ritroviamo qui a tavola. Aspettiamo l’anno prossimo e vediamo cosa fare per migliorare il tutto.

Questo rappresenta dunque l’anno zero, il primo evento di una lunga serie, si spera.

Speriamo di sì, ci auguriamo che questo sia appunto l’inizio di un lungo cammino di condivisione insieme.


[da La Voce del Paese del 10 Ottobre]

Qui alcune foto.

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