Lunedì 18 Novembre 2019
   
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Padre Ermanno Cristini: “Bisogna partire dai giovani”

Noicattaro. Padre Ermanno front

 

Abbiamo posto alcune domande al più che disponibile Padre Ermanno Cristini, priore della Chiesa della Lama e Presidente dell’Istituto S. Agostino. Una chiacchierata lunga, durante la quale sono state toccate tematiche disparate: da quelle più inerenti le attività della Chiesa della Lama e dell’Istituto S. Agostino, ai temi d’attualità, dalla situazione del nostro paese, all’ideologia gender e molto altro. Buona lettura.

Padre ci parli di lei, della sua esperienza qui a Noicattaro.

Io sono a Noicattaro dall’Ottobre del 2012, quindi fra qualche mese saranno tre anni che sono qui. Conoscevo già Noicattaro per esperienze passate. Poi, quasi tre anni fa, appunto, mi sono trasferito per prendere la responsabilità sia del Convento, come priore, sia come Presidente dell’Istituto. Il convento aderisce alla Madonna della Lama, non è una parrocchia ma una rettovia, e svolge un’attività pastorale molto importante. Attorno alla Chiese ci sono molte associazioni, con diverse finalità ma sempre con l’obiettivo di lavorare con e per il popolo di Dio. Abbiamo qui anche la biblioteca di cui usufruiscono moltissimi studenti, e non per ultimo il centro di riabilitazione. Il centro riabilitativo S. Agostino, che fu fondato nel 1969 dai padri Agostiniani, dal 2008, su decisione della Provincia Agostiniana d’Italia, visto il suo sviluppo e la sua crescita, viene gestito da un gruppo di laici esperti. Resta comunque sotto la responsabilità primaria della Provincia religiosa agostiniana. Ma dal 2008, esattamente, l’Istituto è retto da una Convenzione che prevede la collaborazione sia del direttore e di un equipe medica (i quali si occupano della parte pratica, molto vasta, del centro), sia nostra, come comunità religiosa. Io, in qualità di Presidente, ho il compito di supervisionare che tutto proceda per il meglio. Abbiamo moltissime richieste, molto lavoro, siamo molto conosciuti nell’ambito, apprezzati perché cerchiamo di lavorare con molto riguardo ai pazienti che hanno bisogno. L’Istituto ha due ordini di pazienti, il Servizio Riabilitativo del Seminternato, che riguarda pazienti dai 5 anni in su che vengono qui la mattina e ritornano alle proprie case nel pomeriggio, e gli Ambulatoriali che sono pazienti che vengono a fare terapie specialistiche.

Padre, a proposito del Seminternato, ci sono notizie per quanto riguarda i tagli ai fondi della Regione?

Sì con la Regione ci sono un po’ di problematiche ma riguardano più il rapporto fra la Regione e alcune famiglie che l’Istituto stesso, in realtà. Molte famiglie protestano perché non viene dato loro ascolto. L’Istituto non ha responsabilità dirette, ma comunque cerchiamo di far andare tutto per il verso giusto.

Per quanto riguarda la biblioteca che lei ha citato, come ha reagito all’aumento di pubblico?

La biblioteca la vivo con molto piacere, è molto bello e ci tengo che questo servizio possa continuare. Ho un sogno nel cassetto, ovvero che possa venir fuori qualcuno che sia maggiormente animato dagli ideali cristiani, qualcuno a cui abbiamo lasciato il segno e possa servire la Chiesa, perché la gioventù è molto importante all’interno della Chiesa e penso che, almeno in alcuni di loro, il legame con la Chiesa ci sia.

Padre che differenza ha captato fra la sua passata esperienza pastorale in Campania e quella qui a Noicattaro?

Io, prima del trasferimento qui a Noicattaro, ho prestato servizio pastorale per quindici anni in una città della Campania. Quindi la differenza fra paese e città sono già di per sé notevoli. Di Noicattaro posso dire che ho avuto una sensazione molto positiva: è un popolazione molto disponibile all’ascolto, generosa dal punto di vista della solidarietà. Un mio desiderio è anche quello di creare una Caritas, un punto d’ascolto, che diventi un punto di riferimento per la popolazione.

Cosa ne pensa di questa società, in crisi sia dal punto di vista valoriale che economico?

Sì, è vero, viviamo una società che ha diversi problemi che vanno risolti. Si deve partire proprio dai giovani, bisogna contrastare cominciando da loro. Anche il vostro lavoro al giornale è un piccolo passo verso una società più pulita, più vivibile. Vedo che pubblicate spesso denunce per il degrado del paese e molto altro, mi sento di dire bravi a voi che siete impegnati e fate del vostro meglio. A proposito, anch’io vorrei toccare questo aspetto. È davvero un dispiacere vedere il paese ridotto in questo modo, c’è sporcizia ovunque, non è sicuramente un bel vedere né per chi viene da fuori, né per chi ci vive. Io, personalmente, scrissi un articolo sul Bollettino, che pubblicaste pure voi, in cui denunciavo lo spettacolo desolante della Lama e suggerivo qualche idea per sfruttare quell’area. Noicattaro merita un aspetto più consono e più accogliente.

Padre lei era presente alla conferenza sull’ideologia gender? Che impressione ne ha avuto?

Sì ero presente alla conferenza e sono d’accordo. Quella del gender è un’ideologia così astrusa che la considero aldilà del comune buon senso. È un dovere combattere queste idee balzane.

Per quanto riguarda le idee estremiste dell’avv. Amato che ha definito un abominio gli omosessuali?

Sull’omosessualità la Chiesa ha nel tempo assunto diverse impostazioni non fra le migliori. Non è da definire una malattia, si deve rispettare la singola persona e i loro diritti. Non si deve giudicare, come ha detto il Papa stesso, ma ciò che preme è che non si deve definire matrimonio, famiglia, l’unione di due omosessuali. Usiamo piuttosto altri termini, altre definizioni, ma non famiglia. Se i due soggetti non possono procreare non possono costituire una famiglia, il termine stesso stride. Anche l’adozione da parte di una coppia omosessuale è contro la natura stessa delle cose, perché un bambino deve avere un padre e una madre. Speriamo che il buonsenso prenda il sopravvento.

Cosa ne pensa degli scandali che hanno investito la Chiesa negli ultimi anni, come la pedofilia?

Qualsiasi tipo di scandalo, e a maggior ragione quello che riguarda i minori, è da condannare. Basta andare sul Vangelo. Gesù stesso in un passo, disse che se qualcuno scandalizza i bambini sarebbe meglio che gli fosse messo al collo una macina. Quindi anche se questo riguarda un prete, esso va condannato e non assolutamente coperto. Nel tempo non è stata la Chiesa a commettere degli errori, ma gli uomini al suo interno, che sono esseri umani, a farli. Dunque è la singola persona che sbaglia e deve pagare, non la Chiesa nel suo insieme. Un po’ come il caso della politica. Si dice spesso, oggi, che la politica è qualcosa di sbagliato. Ma non è così, l’amministrazione della polis è qualcosa di nobile, è chi è al suo interno che sbaglia in suo nome e che deve essere condannato, non la politica di per sé.


[da La Voce del Paese del Paese del 17 Ottobre]

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