Martedì 18 Giugno 2019
   
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Da Torre a Mare a Los Angeles, il ricordo del maestro Nino Rota

Torre a Mare. Nino Rota front

 

Quante volte abbiamo percorso via Leopardi a Torre a Mare, quante volte distrattamente ci siamo imbattuti nel civico numero 40. In quella piccola casa ha vissuto un uomo straordinario, un compositore, capace di emozionare, un musicista apprezzato a livello internazionale: il suo nome è Nino Rota. Oggi il maestro viene ricordato soprattutto per la colonna sonora del film “Il Padrino” di F. F. Coppola, che gli valse l’Oscar, ma la sua formidabile carriera lo ha visto al fianco di Federico Fellini e moltissimi altri personaggi di un’epoca fatta di immagini, e note che rappresentavano i sogni di un intera generazione.

Nino Rota nacque a Milano il 3 Dicembre 1911, si dedicò alla musica sin da bambino, grazie agli insegnamenti della madre pianista Ernesta Rinaldi, a sua volta figlia del pianista Giovanni Rinaldi. Il talento del giovane Nino catturò l’interesse materno a tal punto che la stessa abbandonò la sua carriera artistica, per dedicarsi completamente al genio di casa. Il giovane Nino esordisce come autore e direttore a soli dodici anni, si diplomò in composizione nel 1930 all’Accademia Santa Cecilia per poi proseguire gli studi negli Stati Uniti. Si laureò in Lettere e vinse la cattedra di Teoria e Solfeggio presso il Liceo Musicale di Taranto.

L’arrivo in Puglia segna l’inizio di un amore profondo per questa terra a tal punto che il clima mite ed il calore dei pugliesi lo rinforzarono nel corpo e nell’anima. Nel 1939 ottenne il trasferimento presso il Liceo Musicale di Bari. Da questo momento in poi il maestro non volle più allontanarsi dalla Puglia. La sua sconfinata passione per le nostre scogliere, il mare, la nostra tradizione, lo portò a rifiutare incarichi presso numerosi istituti musicali di prestigio. In questo periodo il maestro decide di stabilirsi a Torre a Mare, in quella casa in via Leopardi che oggi lo ricorda con una targa.

In questi anni Nino Rota si dedica alla sua attività di compositore di teatro e sale da concerto, ed era molto richiesto per le sue sonorizzazioni di opere cinematografiche. Fu proprio il cinema a dare lustro e prestigio al maestro, che si affermava sempre più sul panorama cinematografico mondiale. I migliori registi Italiani ed americani volevano le sue composizioni, su tutti il grande Federico Fellini. Nino Rota, infatti, viene oggi ancora ricordato come il “musicista di Fellini”, in quanto affiancò il regista in tutte le sue opere. Su tutti ricordiamo “La Dolce Vita” di Fellini, “Il Gattopardo” di Visconti, “La Grande Guerra” di Monicelli, “Amarcord” sempre di Fellini, “Romeo e Giulietta” di Zeffirelli ed i primi due episodi de “Il Padrino” di F. F. Coppola, che gli valse l’Oscar e moltissimi altri ancora. Ciò che rendeva unico il maestro Rota era la sua capacità di improvvisare, a tal proposito il grande Fellini lo ricorda così: “Nino è un amico angelico fatto di musica, assistito dall’angelo della musica…”.

La fama e i numerosi impegni di lavoro lo allontanavano spesso da Torre a Mare e da Bari, a tal punto che il maestro meditò di lasciare l’insegnamento a Bari, cosa che non accadde mai, sempre in ragione del profondo amore che egli stesso nutriva per Bari e i suoi abitanti; un amore che gli valse la cittadinanza onoraria nel 1976. Bari e Torre a Mare, un amore unico, fatto di cose semplici come lo stesso maestro ben descrive nel tributo musicale a quel piccolo borgo di pescatori a sud di Bari. “O passeggero che vai cercando pace lungi dal fremito della città, ferma il tuo passo nel paesello ameno, che il mare accoglie nel suo azzurro seno. Là per i clivi ferve primavera e tutto in brio è il bosco e la riviera. O Torre a Mare, oasi di felicità tu sei il ristoro d’ogni cuore afflitto. Chi aspetta il bello dopo la bufera venga a goder la tua serenità. Son poche case e pochi marinai, son cuori semplici, anime gentili. Ma il mare e il piano dan beni infiniti e specialmente i pesci più squisiti. Poi v’è un tesor ch’ogni altro sopravanza: son pochi amici che si vogliono bene. Con essi sfumano tutte le pene, vola in un lampo tutta l’eternità. O Torre a Mare oasi di felicità, per ogni dove c’è fragor di guerra; ma niuna forza, finchè mondo è mondo, potrà turbare la tua serenità”.

Da questo breve componimento emerge un profondo affetto, misto a gratitudine, del maestro nei confronti di questo borgo di poche case di pescatori. Il maestro descrive Torre a Mare come un luogo dove l’anima si acquieta ed il cuore respira, un posto dove tornare sempre e comunque.

Il maestro Rota rimase alla guida del Conservatorio di Musica di Bari per ben 27 anni - dal 1950 al 1977 - si fece promotore dell’Orchestra Sinfonica di Bari. Una carriera straordinaria, un uomo discreto e geniale.

Rota morì improvvisamente a Roma il 10 Aprile 1979, all’età di 67 anni, senza essersi mai sposato. Questo pezzo vuole essere un modestissimo tributo alla genialità di un uomo, che ha vissuto Torre a Mare, che ne ha colto la sua vera essenza, che ha saputo trovare l’ispirazione tra i nostri scogli, passeggiando sul porticciolo. Ci piace immaginare e ricordare il maestro in questo modo, avvolto nei suoi pensieri, catturato dalla semplicità dei pelosini, innamorato della nostra Torre a Mare. Appare tuttavia assurdo che a Torre a Mare non esista una via o una piazza dedicata al compianto maestro ed è proprio per questo motivo che il Comitato di Quartiere, interpretando il volere di tutti gli abitanti, si sta prodigando per intitolargli la balconata in prossimità del Circolo Unione.


[da La Voce del Paese del 31 Ottobre]

Torre a Mare. Nino Rota intero

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