Lunedì 17 Giugno 2019
   
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Madonna della Lama, inaugurata la Statua di Sant’Agostino. Foto

Noicattaro. Inaugurazione Statua Sant'Agostino front

 

In tanti sono accorsi per rendere omaggio alla Statua Bronzea dedicata a Sant’Agostino, realizzata dagli artisti Pino Massarelli e Meo Castellano. L’inaugurazione, celebrata sabato 24 Ottobre nell’atrio dell’ingresso principale dell’Istituto S. Agostino, è stata l’occasione per ricordare la figura del Santo ma anche per rammentare gli episodi che hanno portato alla nascita del Centro di Riabilitazione.

“Con l’inaugurazione della statua ricordiamo l’intramontabile figura di Sant’Agostino e dell’importante attività pastorale e sociale che si svolge qui a Noicàttaro”, ha detto Padre Luis Marin, assistente generale dell’Ordine Sant’Agostino. L’incontro ha visto la partecipazione del Priore Padre Ermanno, il Direttore Generale dell’Istituto Sant’Agostino dott. Vito Santamaria, il Vicario Generale dell’Arcidiocesi di Bari Monsignor Mimmo Ciavarella e il vice Commissario dott. Natale Carone. “L’Istituto è per molti un vero punto di riferimento. Lavora al servizio del popolo di Dio nel solco della tradizione agostiniana di aperta disponibilità alle necessità della Chiesa”, ha concluso dicendo Padre Marin.

Don Giacomo Lioce, arciprete di Noicàttaro, aveva un sogno: realizzare una realtà religiosa che potesse essere d’aiuto al prossimo nell’educazione e nell’apostolato. Da quel sogno sono seguiti i primi incontri. Padre Racanelli, Priore di Cassano, e Padre Domenico Prisco, Priore Provinciale, con passione hanno saputo cogliere questo invito grazie anche all’arcivescovo Monsignor Marcello Mimmi, divenuto in seguito Cardinale, il quale accettò con amore di trasformare il sogno in realtà. Fu scelta la Chiesa della Lama in quanto in quel periodo essa era fuori dal centro cittadino; disponeva di un ampio terreno sul quale era stato edificato il vecchio cimitero e ciò permetteva di costruire un istituto secondo il sogno di don Giacomo Lioce e secondo lo stile degli Agostiniani, dediti alla cultura e allo studio.

Il 22 Agosto ’41 l’arcivescovo diede il consenso e il 13 Ottobre sempre di quell’anno fu eletto canonicamente convento di Santa Maria della Lama. Nonostante l’euforia per il consenso, la seconda guerra mondiale era ancora nel pieno della sua brutalità, ma il popolo nojano incominciò a distribuire manifesti di aiuto sia a Noicàttaro ma anche a chi era emigrato negli Stati Uniti per raccogliere fondi e realizzare la grande opera Agostiniana. I primi frati accorsero già nel ’39, fra questi frate Antonio Ferrara e frate Giuseppe Barbato i quali, non avendo dimora, vissero nella casa di Don Giacomo Lioce.

“La vera svolta ci fu quando vennero due padri che seppero creare un legame forte con la gente: padre Nicandro Racanelli nel ’41, e padre Consiglio nel ’42”, ha detto padre Luciano, Priore Provinciale presente anche lui alla cerimonia. “Furono loro a gettare le fondamenta per la realizzazione dell’Istituto”. Padre Nicandro era un uomo magro, riservato, con una voce rauca quasi cavernosa, mentre padre Consiglio era robusto, aveva un tono oratorio ma era soprattutto sorridente. Se padre Nicastro era considerato la mente, padre Consiglio era la parola.

Il periodo storico, tuttavia, non lasciva spazio alla speranza, alla realizzazione concreta del sogno: la guerra non toglieva solo il cibo dalla tavola dei nojani ma toglieva anche il loro capo famiglia. “Padre Nicandro usciva ogni giorno tra la gente per rincuorarla”, racconta padre Luciano, che durante il suo intervento ricorda la testimonianza del prof. Onofrio Sansonetti: “Noi giovani che incominciammo per primi a frequentarli (i conventi, ndr), spesso chiedevamo «Ma padre dove dormite? Chi vi cucina? Cosa mangiate? Se qui non siete degni di una sedia e una luce, se non quella di mozziconi e di candele già quasi consumate». Padre Consiglio abbozzava un sorriso abbastanza comprensivo. Nella Chiesa vi era solo una sacrestia di pochi metri quadrati e attraverso una scala di pietra pericolosa si accedeva, dall’alto dell’altare dove vi era un organo che non funzionava chissà da quanto, in una umida e buia camera dove dormivano, mangiavano, studiavano e pregavano. Il letto, un materasso ripieno di paglia di granturco, era adagiato su due vecchie tavole scricchiolanti. Cosa mangiamo? Quello che la provvidenza divina ci manda, rispondeva sorridente e sereno padre Consiglio”.

Nel ’42 finalmente il Convento prende forma ma nel ’44 padre Consiglio, per motivi di salute, viene trasferito a Napoli, e due anni dopo padre Nicandro verrà trasferito prima a Cusano Mutri e poi ad Andria. “Chi ha lavorato tanto per la realizzazione dell’Istituto non ha visto o non ha vissuto tanto per poter gioire del risultato. Anche questo è segno di grande umiltà, di grande dono: non costruire per se stessi ma per gli altri”, ha detto padre Luciano. Negli anni a seguire - siamo nel 1948-49 - molti furono i padri Agostiniani che entrarono nel Convento, tra questi ricordiamo padre Tommaso Autiero e padre Umberto Lacamera, quest’ultimo è stato da molti considerato un uomo intelligente, lungimirante che invogliò tutta la comunità per dar vita alla scuola tanto desiderata. Morì improvvisamente l’anno dopo e nel ’50 iniziarono i lavori per la costruzione della scuola media parificata Sant’Agostino. Fino al ’50 il Convento era la casa di tutti: “Giovani, ragazzi, uomini e soprattutto studenti avevano come punto di riferimento il Convento. Si giocava, si studiava, si pregava e quando era possibile si pranzava insieme. Non c’era orario, si veniva di mattina, di giorno, a qualunque ora. Nacque a quei tempi il primo Circolo Universitario Nojano”, racconta padre Luciano. Questo genere di vita, così poco monastico, è stato per i giovani e per la comunità nojana un tesoro di infinita ricchezza.

La convivenza tra frati e giovani si alimentò di un tessuto fortemente umano. Pensiamo alla biblioteca che padre Tommaso Autieri ha fortemente voluto, e che oggi porta il suo nome, la quale è frequentata da molti giovani universitari. Nel Settembre ’69, infine, la scelta di dar vita all’Istituto Psicopedagogico, un centro che garantisse servizi volti al recupero funzionale e all’integrazione sociale di persone con disabilità e assistenza sanitaria riabilitativa a soggetti neuro motulesi e insufficienti mentali. “Ho visto qui l’amore come funziona”, ha pronunciato Eminenza Cardinale Prospero Grech. “Propongo all’amministrazione comunale di dare a Sant’Agostino la cittadinanza onoraria in quanto rappresentante di questo Istituto che è il cuore sociale di Noicattaro”.

L’inaugurazione si è conclusa con una breve predica e la benedizione della Statua di Sant’Agostino.


[da La Voce del Paese del 31 Ottobre]

Qui alcune foto, scattate da Vito Lasorella.

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