Domenica 21 Luglio 2019
   
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“Siamo atleti e non esaltati”. Il nuovo club di softair si presenta

Noicattaro. Club soft air front

 

A Maggio avevamo già parlato dell’air soft, o softair, l’attività ludico sportiva che simula in modo realistico i combattimenti militari. Abbiamo illustrato le caratteristiche e i preconcetti legati a questa attività sportiva. Oggi invece, parleremo di un’importante novità legata ad essa: la nascita di una nuova associazione che assembla il territorio di Noicattaro e Rutigliano. Nata il 30 Settembre del 2015, regolarmente registrata al C.S.E.N (Centro Sportivo Educativo Nazionale), il nuovo club “Black Unit A.S.D” ha eletto come presidente Giammichele Morgante, a cui abbiamo rivolto qualche domanda, insieme ad un associato, Francesco Perilli.

Avevamo parlato del sopraggiungimento del softair a Noicattaro e Rutigliano, grazie alla LNI (Legio Nova Invicta), un’associazione di Monopoli. Ora invece la nascita di un nuovo club proprio qui, nei nostri territori. Come mai?

Innanzitutto perché Il Legio Nova Invicta di Monopoli era sempre difficile da raggiungere per molti di noi. Quindi in primis per problematiche legate alla distanza del club, i nostri paesi meritano un’associazione propria. In secondo luogo perché con questo nuovo club tentiamo di rompere il muro di ignoranza, chiamiamola così, legata a questo sport.

Ci sono ancora cattive idee che aleggiano attorno al softair?

Purtroppo si, esistono tanti preconcetti ancora. E siamo consapevoli che sarà difficile far entrare l’idea del softair nella mentalità dei nostri paesi. Credo che comunque qualsiasi sport, da quello più semplice a quello più complesso, abbia avuto una iniziale difficoltà nel radicarsi nella società, quindi bisogna solo insistere ed essere fiduciosi. Comunque le titubanze sul softair derivano, da una parte, dal fatto che non è uno sport comune come può esserlo il calcio, dall’altra perché in molti casi ci sono state persone che si sono avvicinate al softair perché mosse da una passione per le armi. Quello che vogliamo invece far capire a tutti è che siamo tutt’altro che personaggi filo-militari, siamo atleti e non esaltati.

Dunque, qual è il vostro obiettivo?

Il nostro obiettivo principale è quello di passare del tempo diverso da quello che normalmente viviamo. Rompere la quotidianità legata agli smartphone e vivere l’ambiente che ci circonda, il nostro territorio, tenendoci, allo stesso tempo, in forma.

Avete già ottenuto le autorizzazioni necessarie?

Abbiamo accennato alla cosa, ma con uno scarso risultato, purtroppo ci sono stati posti i primi muri. I Comuni di Noicattaro e Rutigliano stanno facendo un po’ di storie. Vorremmo per questo l’autorizzazione a utilizzare degli spazi, il Parco Trisorio Cipolluzzi, ad esempio, ad oggi inutilizzato perché abbandonato a sé stesso. Non promettiamo una bonifica che richieda del denaro, perché economicamente ci stiamo ancora arrangiando, ma almeno lo ripuliremmo dalle erbacce, lo renderemmo un po’ più sicuro cosicché possa esser adibito a nostro campo d’allenamento. Se non questo, comunque ci sono altre lame in disuso, dove regna l’incuria. Auspichiamo a più disponibilità dell’ente comunale perché per il momento non sono stati molto favorevoli.

State facendo qualcosa per farvi conoscere?

Sì, abbiamo partecipato a diverse iniziative, come quella della Notte Bianca dei Bambini di domenica 25 Ottobre. Con un mio amico, Vito Detoma, il presidente dello IAT, stavamo pensando di organizzare una giornata alternativa dello sport, per mostrare gli sport alternativi come il nostro, il softair, ed anche altri, come la scherma medioevale. Quindi qualcosa fuori dagli schemi, qualcosa che proietti la gente verso la conoscenza di sport non tradizionali come il calcio, la pallavolo o il basket. Tutto ciò è previsto per l’8 Dicembre. Ma non è ancora niente di sicuro.

Come avevamo già detto nel precedente articolo, questo non è uno sport che presenta delle pericolosità. È così?

Si, in effetti è proprio così. Non è per nulla pericoloso. Non avviene nessun contatto fra i giocatori, come può avvenire in altri sport. Indossiamo la maschera perché gli occhi sono l’unica parte che può esser lesionata dai pallini delle ASG (Air Soft Gun). I pallini, tra l’altro sono biodegradabili, quindi ad impatto zero, non pericoloso neanche per l’ambiente. È ovvio che, come tutti gli sport, non sono esclusi gli infortuni sul campo, e per questo che noi abbiamo provveduto ad essere coperti da un’assicurazione.

Dunque per iscriversi come bisogna procedere?

In realtà noi per quest’anno abbiamo già raggiunto la soglia di iscritti. Proprio perché siamo in una fase iniziale, non vogliamo soffermarci sul recruiting ma pensare più alle problematiche cui siamo purtroppo assoggettati. Comunque sia, anche in futuro abbiamo intenzione di mantenere un numero chiuso di iscritti perché non vogliamo che diventi un’associazione in cui si badi più ad incrementare il fondo cassa che all’introduzione di gente con intenzioni consoni al nostro scopo di gioco. Infatti ci sarà una selezione dei giocatori che non riguarderà assolutamente le qualità fisiche, quanto piuttosto quelle comportamentali. Lo faremo semplicemente per il fatto di evitare il reclutamento di gente scurrile o violenta, con uno scopo diverso dal nostro. Abbiamo un criterio morale abbastanza ferreo che prevede onestà e lealtà. Per il futuro, comunque, per chi volesse iscriversi basterà semplicemente contattare il direttivo in carica, o qualsiasi dei consiglieri, ed effettuare una prova. Nel caso in cui venga superata, la tassa di iscrizione annuale si aggira attorno ai 30-50 euro ed è rivolta a tutte le persone maggiorenni, di ambo i sessi.


[da La Voce del Paese del 7 Novembre]

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