Domenica 21 Luglio 2019
   
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Commemorazione dei defunti, la Messa al cimitero. Foto

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Il 2 Novembre è la giornata dedicata alla commemorazione dei nostri cari defunti. Non è un giorno “rosso” sul calendario ma le scuole - quasi tutte - sono chiuse.

Anche quest’anno, complice la giornata di sole quasi primaverile, tantissime persone ne hanno approfittato per far visita ai propri cari. C’è chi ha ripulito la tomba del suo familiare, chi ha messo fiori freschi appena colti e chi ha acceso un semplice cero. Ognuno, nel suo piccolo, ha contribuito.

Anche se, così come riferiva una mamma al suo piccolo, non bisogna ricordarsi dei defunti solamente il 2 Novembre di ogni anno. Come darle torto. In effetti, per pregare i defunti non è necessario recarsi al cimitero: c’è chi lo fa da casa ogni giorno, davanti al suo altarino di “pagelline”. Un gesto più efficace di chi si reca al camposanto una volta all’anno.

Tornando alla giornata del 2 Novembre scorso, nello spazio antistante la chiesetta sita nel cimitero di Noicattaro - fortemente voluta e arredata dai soci dell’associazione “Ragazzi del Cielo - Ragazzi della Terra” - è stata celebrata, come ogni anno, una Santa Messa solenne. L’organizzazione della stessa è affidata, a rotazione, ad una parrocchia diversa. Quest’anno sono stati i parrocchiani della Chiesa Madre ad animare la Messa. La celebrazione, alla quale hanno partecipato numerosi preti, è stata presieduta don Vito Campanelli, il quale aveva fatto il suo ingresso nella Chiesa Matrice poco più di dodici ore prima.

Presenti anche le autorità: il Commissario Prefettizio, dott.ssa Padovano, il Comandante della Polizia Locale, dott. Rubino, e il Maresciallo Mestola, rappresentante dell’Arma dei Carabinieri.

La celebrazione è stata davvero emozionante, ma don Vito ha invitato i fedeli a gioire nell’amore, nonostante i lutti che possono colpire le nostre famiglie.

Ma la commemorazione dei defunti passa anche per la tradizione. Molte sono le famiglie che, nella notte tra l’1 e il 2 Novembre apparecchiano “a taue di muort” (“la tavola dei morti”). Soprattutto nel passato c’era l’usanza di preparare la tavola con una tovaglia bianca, una brocca d’acqua e un pezzo di pane. Elementi semplici che avrebbero accolto le anime dei defunti. “Solo per questa notte è consentito, ai defunti, tornare a casa e fare visita ai parenti”, ha detto una signora mentre passeggiava nel cimitero la sera del 1° Novembre. “Un modo per assicurare loro pace e benessere”.


[da La Voce del Paese del 7 Novembre]

Qui alcune foto.

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