50 ANNI DALLA PILLOLA: NOICATTARO TRA MOVIMENTO PER LA VITA E CONSULTORIO
L’economist l’ha definita “il più grande progresso scientifico del Novecento”, la si ritiene responsabile di una vera e propria rivoluzione sociale in un’epoca in cui si propaganda la parità dei sessi, ha cinquant’anni e non perde notorietà: è la pillola anticoncezionale.
È stata in copertina su molte blasonate riviste internazionali per celebrarne l’anniversario, voglio affrontare l’argomento anche su noicattaroweb a partire da due presupposti: Il Movimento per la Vita, organizzazione di matrice cattolica che si occupa di difendere il diritto alla vita, a Noicàttaro è una realtà dal 1999; il grande successo del lavoro del Consultorio di Noicàttaro nel campo.
È per questo che ho realizzato un botta-e-risposta tra le due parti: l’ostetrica Maria Antonietta Ingrosso del consultorio nojano, e la consigliera nazionale del Movimento per la Vita, nonché presidente della sezione locale Rossella Cinquepalmi.
Non ci ero mai entrata prima. L’ambiente sobrio mi mette comunque a mio agio. Scopro pian piano che la professionalità non è un’impressione, è reale ed è il motivo per cui, dai 13 agli 80 anni, sono in tanti a frequentare il consultorio. A prendere la pillola anticoncezionale grazie al servizio sono circa in novanta. Sono sempre più giovani le ragazze che vi si rivolgono ma, ci tiene a precisare tanto l’ostetrica Ingrosso quanto la Dott.ssa Poppa: “non favoriamo la contraccezione, bensì la consapevolezza. Quando possibile cerchiamo di far evitare l’interruzione volontaria di gravidanza (IVG) e soprattutto cerchiamo di stabilire un rapporto tanto prima quanto dopo l’assunzione della pillola o la decisione di interrompere la gravidanza. Il nostro intento è quello di favorire una consapevolezza genitoriale.”
Non ci stanno a far passare il consultorio come un centro d’aborticidio, perché la pillola anticoncezionale non è un aborto.
Questo è almeno il parere medico-scientifico. Arriva professionale e agguerrita invece la Cinquepalmi, forte delle sue convinzioni che non esita a dichiarare già aprendo la porta dell’ufficio: “Oggi un esperto economista ha dichiarato in tv che la soluzione per uscire dalla crisi economica è fare più figli”.
Coerentemente non può che rispondermi di essere contraria, a nome del Movimento per la Vita, alla pillola anticoncezionale: “Non è altro che l’anticamera dell’aborto che porta ad una banalizzazione della sessualità. Questo vale per tutti i tipi di contraccettivi.”
“C’è ancora il timore degli effetti collaterali che la pillola può dare?”. Lo chiedo all’ostetrica: “No, anche perché ormai la scienza si è così evoluta che gli effetti collaterali sono rarissimi e minimizzati. Al contrario, è dimostrato che l’assunzione della stessa abbassi le probabilità di tumore al seno”.
La domanda che pongo a Rossella a questo punto mi viene spontanea: “Se ipoteticamente venisse inventata una pillola miracolosa in grado di prevenire con certezza i tumori al seno, ma che avesse come effetto collaterale proprio l’essere un anticoncezionale, saresti favorevole?”
“Ma è impossibile.”
“In linea teorica?”
“No, l’ipotesi non è ammissibile. Con questo non vogliamo certo dire che chi assume questo genere di pillola a scopo terapeutico non sia giustificabile.”
“È veramente una rivoluzione sociale?” chiedo.
Sia la Dott.ssa Poppa che l’ostetrica Ingrosso non hanno dubbi: “ Decisamente, non solo se pensiamo alle donne che hanno potuto scegliere come disporre del proprio corpo, ma anche solo per il fatto che realmente si aiutano le donne a evitare una gravidanza che sarebbe indesiderata e porrebbe problemi seri. Ciò non significa che somministriamo pillole anticoncezionali senza riguardo: il nostro lavoro è anche di supporto psicologico, di tipo formativo ed infatti facciamo incontri periodici con i ragazzi delle scuole medie, e assistiamo anche le donne incinte in tutto, anche prenotando loro gli esami necessari.”
Di tutt’altro parere il Movimento per la Vita: “non penso proprio che non voler godere della maternità sia una rivoluzione sociale. Essere madre è una condizione naturale cui la donna è portata. Secondo i nostri dati, non sono le donne a scegliere per convinzione personale di non avere figli, è la società che glielo impone. Non si avrebbero altrimenti tanti aborti oggi, a testimonianza del fallimento del contraccettivo. Il cavallo di battaglia dei pro-anticoncezionale è l’idea che l’uso dell’anticoncezionale faccia matematicamente ricorrere meno all’aborto. Allo stesso modo il cavallo di battaglia della legge sull’aborto nelle strutture ospedaliere pubbliche, la legge 194, era il sostenere che gli aborti clandestini sarebbero diminuiti, invece la percentuale è sempre alta e sono soprattutto le straniere a ricorrervi”
Il che è abbastanza ovvio, anche perché sono proprio le straniere tante volte a non sapere della legge 194 e del fatto di poter usufruire dell’anonimato. Ma mi chiedo se sia legittimo poter scegliere di non avere figli.
“Noi rispettiamo le scelte personali.”
“Però vorreste l’abolizione della legge 194…”
“No, o meglio sarebbe auspicabile perché cerchiamo di diffondere una mentalità pro-vita e non si può ammettere che sia legalizzato l’aborto essendo un omicidio, ma sappiamo che non avverrà mai. Dunque, almeno ne chiediamo l’applicazione delle parti buone: la possibilità che anche il padre possa dire la propria; fare in modo che i consultori non siano solo dei luoghi di mera distribuzione di contraccettivi ma abbiano una funzione di monitoraggio; la presenza di volontari pro-vita negli ospedali.”
Il discorso slitta sulla pillola del giorno dopo.
“Non è un aborto. Scientificamente non lo è ed ha il vantaggio di evitare alle donne il trauma di un aborto classico che comporta una vera e propria operazione chirurgica. Abbiamo avuto dei casi in cui ci è stata richiesta ma ovviamente non la somministriamo a chiunque e senza alcun riguardo: analizziamo sempre tutto caso per caso, ci assicuriamo che l’assunzione non sia un’abitudine e teniamo sempre sotto-controllo le pazienti nel caso si dia il via libera all’assunzione. Infatti è una pillola che si può assumere solamente un numero limitato di volte. Il nostro lavoro non è occasionale ma continuo, infatti abbiamo utenti da anni che vedono in noi un punto di riferimento.” Sostengono le professioniste del consultorio.
“È un aborto vero e proprio e non penso affatto che risparmi il trauma di un aborto. Anzi l’aborto chirurgico dà più tempo per riflettere sulla decisione.”
La questione a cinquant’anni dall’entrata ufficiale nel mercato della pillola insomma, non accenna a calmarsi, forse anche per le forti influenze vaticane.
“Io non sono credente - conclude l’ostetrica Ingrosso - ma sono un’obiettrice di coscienza. Tuttavia non credo si possa assumere una posizione di principio: è una questione talmente dedicata da richiedere un’analisi caso per caso, un estremo rispetto della persona e obiettività.”
“Noi siamo ottimisti nei confronti delle nuove generazioni: dai nostri sondaggi emerge che oggi, se si riproponesse il referendum del 1981 non ci sarebbe lo stesso 68%” conclude La Presidente Cinquepalmi.
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Commenti
chi deve consigliare o meno (consultori e ginecologi) l'uso della pillola tende a favorire la consapevolezza genitoriale, ma la pillola protegge anche da gravidanze indesiderate ed ad alto rischio........e da aborti drammatici che segnano per sempre.......
chi invece parla di protezione della vita sin dal suo concepimento definisce la pillola anticamera dell'aborto e banalizzazione della sessualità......
ma le donne in tutto questo che ruolo hanno oggi, tra chiesa che demonizza e scienza che protegge e offre una scelta della vita consapevole sulla base di situazione diversificate, che coinvolgono la sfera femminile ??????
Vorrei proprio che le donne esprimessero liberamente il loro pensiero ricordando cosa era la nostra vita prima di questa invenzione medica.....(il libero sfogo su eventi passati ne è un escursus).....e cosa è oggi che la donna è consapevole delle proprie scelte...........:cry::cry::cry:
Ma sappiamo di cosa parliamo quando tocchiamo la vita delle donne .....il loro bisogno di maternità e la soffernza di rinunciare ad un figlio per l'impossibilità di portare avanti la gestazione. Mia madre è morta vecchia.... per fortuna...avevano inventato la pillola che le ha permesso di sopravvivere al suo dolore ed ai tanti aborti non volti ma dovuti.... e sottolineo dovuti. I figli si debbono avere,ma se ci sono circostanze terribili che distruggono la vita della donna... è bene che la scelta sia la più giuta. E' un principio morale.....intanto la vita è un dono e va tutelato sin dal concepimento, ma emettere giudizi senza cognizione di causa su chi sceglie la via della pillola....è poco cristiano e di grande arroganza. Ogni donna è un caso a se,un vissuto,un dolore, e nessuna donna vorrebbe rinunciare alla maternità consapevole, se messa nelle giuste ccondizioni.
Conosco bene Maria Antonietta, il consultorio opera per il meglio e meno male che c'è.....prima le donne erano disperate e senza voce, oggi la lagge e la scienza hanno ridato dignità a tutte le donne.Non parliamo a vanvera, aggiorniamoci sulla storia pregressa delle donne.....e lasciamo la libertà di discernimento a ciascuna di essere...