Venerdì 22 Marzo 2019
   
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Da Francesco Vitale da Noja ai vecchi vasai: interessi e curiosità

Noicattaro. Presentazione libro Conversano front

 

Presso il Monastero di San Benedetto a Conversano, è stato presentato in data 5 Novembre scorso il volume “Storia e cultura in terra di Bari”, con due contributi riguardanti Noicattaro: “Francesco Vitale da Noja, un intellettuale al servizio dei re cattolici”, del prof. Sebastiano Valerio, e “Quando a Noja c’erano i vasai”, di Michele Sforza.

Racchiudente i lavori di diversi autori e ospitando saggi che spaziano dall’antichità greca e romana alla storia contemporanea e dall’archeologia alla letteratura, l’opera rappresenta il risultato di ricerche e studi dei soci della Sezione del “Sud Est-barese” della Società di Storia Patria per la Puglia, coprendo un territorio che va da Noicattaro ad Alberobello, per interessare Rutigliano, Conversano, Turi, Castellana, Putignano e Noci.

Il saggio del prof. Valerio intende portare all’attenzione un personaggio assolutamente sconosciuto ai più: Francesco Vitale da Noja. Lo studioso riprende i documenti attraverso la bibliografia e la lettura dell’opera edita, ricostruendo in maniera sintetica la storia di questo personaggio, al contempo ecclesiastico, diplomatico, intellettuale e anche scrittore. Vissuto tra il 1430 e il 1490 - termini cronologici abbastanza approssimativi - dalla sua Noja di partenza Francesco Vitale va poi fuori al servizio di re cattolici di Spagna, gli Aragonesi. Per i suoi meriti intellettuali e di studioso viene così apprezzato tanto da divenire maestro del re Ferdinando il Cattolico e segretario in seguito. Successivamente sarà docente della figlia dei re cattolici e coprirà incarichi diplomatici di una certa delicatezza in mezza Italia: da Roma sede papale a Firenze con i Medici, a Genova e via discorrendo. Gli vengono riconosciuti i suoi meriti di abile diplomatico venendo anche gratificato con prebende (compensi più o meno lauti conseguiti grazie a incarichi straordinari, ndr). Nel 1484 viene nominato vescovo di Cefalù (la Sicilia all’epoca è terra Aragonese), fermandosi nella città fino alla sua morte. È noto agli studiosi di Letteratura Umanistica in quanto rappresenta il divulgatore in Spagna dell’opera di Sallustio, lo scrittore storico latino, traducendo in spagnolo alcune delle sue opere principali e scrivendo anche di lirica. Si tratta insomma di un personaggio accattivante, da scoprire tra curiosità e interessi letterari.

Con il suo “Quando a Noja c’erano i vasai”, Michele Sforza si lancia in un remake, ricordando che in Noicattaro c’erano i quartieri dei vasai come oggi a Grottaglie, una serie di fabbriche dove gli artigiani lavoravano la creta mettendo a frutto l’argilla del territorio di Rutigliano e Noicattaro. Il saggio va indietro indietro richiamando i precedenti storici, una storia antica di epoca peucetia, appula e romana. Viene menzionata Azezio (l’antica Azetium) situata tra i due Comuni sopra citati e circondata da mura, le cui tombe e corredi funerari rappresentano la testimonianza dell’attività descritta che non solo importava dall’esterno i materiali prodotti, ma fabbricava anche sul posto. Sebbene le situazioni siano oggi molto cambiate, rimane la tradizione locale che si tramuta in fischietto o qualcos’altro a seconda delle circostanze e delle occasioni. Emblematico è il richiamo nel saggio ad Antonio Samarelli, un ultimo di questi artigiani.

Come sostiene il prof. Vito L’Abbate, presidente dell’associazione, “l’intero volume mira in definitiva ad ampliare e ad approfondire la conoscenza del nostro territorio, contribuendo a dare forza a quella identità che ci caratterizza”.


[da La Voce del Paese del 14 Novembre]

Noicattaro. Presentazione libro Conversano intero

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