Sabato 20 Luglio 2019
   
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“Nutrimenti”: il Presidio da la parola al prof. Nicola Troiani

Noicattaro. Incontro Presidio del Libro front

 

Il progetto tematico del Presidio del Libro - Ali di Carta - va avanti. La scorsa domenica, alle 19, nella biblioteca comunale il professor Nicola Troiani, docente di storia dell’arte al liceo classico “Domenico Morea” di Conversano, ha tenuto una conferenza sulle “Nature morte e storie vive. Frammenti di un racconto”.

L’evento si inserisce nell’ambito del progetto “NutriMenti - anima corpo memoria” che, ricordiamolo, è nato dalla collaborazione tra l’associazione Ali di Carta-Presidio del Libro e il Comune di Noicattaro. Esso propone un percorso che prende in considerazione ciò che costituisce nutrimento per l’anima, per la memoria e per il corpo attraverso l’analisi di espressioni e linguaggi scientifici e artistici.

Quello di domenica, per l’appunto, ha preso in esame il linguaggio artistico effettuando un viaggio fra bellezza, società, memoria e alimentazione. Al centro dell’incontro c’è stata la fruizione delle opere d’arte che mostrano il cibo nell’arte. Il professor Troiani, partendo dal celebre dipinto del pugliese Giuseppe De Nittis “Colazione in giardino”, ha cominciato la propria esposizione di quei “frammenti di un racconto” di cui il titolo dell’incontro. La scelta di partire proprio con questo dipinto non è stata casuale. Infatti “Colazione in giardino” è stato il dipinto che ha accolto i visitatori di Expo 2015 nella mostra “Art & Foods. Rituali dal 1811”. L’opera - dice il prof. Troiani - ricalca i temi cari all’impressionismo e ha un forte richiamo alla “Colazione sull’erba” di Manet. La scena rappresentata, infatti, coglie un attimo di intimità familiare che si svolge in giardino durante la colazione mattutina: una signora, un bambino, rispettivamente moglie e figlio di De Nittis, fanno colazione in una tavola imbandita da pregiate stoviglie. Vi è anche un terzo posto - quello dell’artista stesso - lasciato vuoto, come di chi volesse fare una foto ricordo e stia per rimettersi subito a sedere. Il tutto è immerso in una giornata soleggiata, la luce inonda l’erba alle spalle del ragazzo, sullo sfondo un grande albero e la sua larga ombra, un laghetto e delle papere. Tutto dà un senso di serenità e si inserisce perfettamente nello scopo primario degli impressionisti, ovvero rappresentare la realtà sensibile e far emergere solo i lati positivi di questa.

Il quadro successivo è diametralmente opposto al primo. Si tratta de “I mangiatori di patate”, di Vincent Van Gogh, considerata l’opera che inneggia all’autenticità del popolo, della classe subalterna, un quadro cruento che commuove. Una famiglia povera, raccolta attorno al tavolo scarsamente illuminato, consuma un pasto frugale, le patate appunto, dopo una giornata di duro lavoro. Lo sfondo della capanna si vede a malapena, l’unica fonte di luce è una piccola lampada ad olio che rende ancor di più grotteschi e deformi i protagonisti. In realtà la struttura del quadro è davvero complessa. La luce si limita a sciabolare le immagini per mettere in evidenza determinate caratteristiche e per trascurarne altre. “Questa sorta di ‘Illuminismo’ ci fa capire - dice il professore d’arte - che Van Gogh non è quel genio sregolato non amante della tecnica e delle regole, come molti sono tentati di credere, ma dietro ai suoi quadri vi era, al contrario, un’attenzione quasi spasmodica, una preparazione e uno studio minuziosi”.

L’incontro è poi continuato con l’illustrazione ed il rispettivo commento di molte altre opere, di frammenti di queste, delle relazioni e differenze fra esse. Un percorso che ha toccato Guttuso con il suo “Mercato Vucciria”, Oldenburg con il suo “Roastbeef”, Carrocci Annibale con “Grande Macelleria” e molto altro ancora. Da Caravaggio fino alla Pop Art, dall’impressionismo fino all’arte contemporanea, ogni artista ha saputo parlare del cibo. Il cibo che attraverso l’arte viene trasposto in una dimensione diversa, trascendendo dunque il suo significato materiale. Cibo che da “natura morta” diventa una “storia viva”, il vero simbolo della vita.


[da La Voce del Paese del 21 Novembre]

Commenti 

 
#1 Angelo a Cavallo 2015-11-24 13:50
Chissà se è emerso il significato autentico dell'origine del tema "natura morta". Saluto.
 

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