Giovedì 17 Gennaio 2019
   
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“Liberi di essere, liberi di muoversi”. Un anno dopo

Noicattaro. Doblò Protezione Civile front

 

Ad un anno dal conferimento del Doblò Fiat all’Associazione Volontari Protezione Civile Noicattaro si tirano le somme. L’associazione, costituitasi nel Febbraio del 2011, si è messa attivamente in prima linea per aiutare le fasce più deboli della cittadinanza nojana attraverso eventi per raccolte di beneficenza, collette alimentari, e, da un anno circa, sta offrendo anche un aiuto per il trasporto a persone che si trovano in difficoltà.

Il servizio, nato dal progetto “Liberi di essere, liberi di muoversi”, si occupa di garantire un trasporto per tutti: da e per le strutture ospedaliere, assistenza in manifestazioni sportive, spettacoli ed eventi, servizi di accompagnamento, trasporto per diversamente abili in sedia a rotelle, per visite, terapie e dialisi, trasporto scolastico e per strutture sportive e ricreative. Un anno fa, si conferivano le chiavi al segretario dell’AVPCN, Vincenzo Sciannameo, da parte del dott. Ippolito, rappresentante della società “Mobility Life” di Milano: oggi si cerca di fare il punto della situazione. La risposta da parte della cittadinanza c’è stata, paradossalmente non si dovrebbe neanche esser contenti di questo, visto che si presuppone che alla base di ciò vi siano situazioni di disagio e/o di difficoltà di vario genere. Ma una nota positiva c’è e sta proprio nella presenza e nell’efficacia del servizio. Ed è tanto se si considera il fatto che un mondo privo di problemi è solo un’utopia.

La difficoltà economica c’era all’inizio e continua a permanere, come sottolinea lo stesso segretario, ma i volontari, sotto l’egida del presidente Rocco Leo, continuano a garantire questo servizio, addirittura allargandolo. “Abbiamo cercato di dare una mano nel trasporto anche a persone che avevano una invalidità momentanea, dovuta, ad esempio, all’ingessatura di un arto. Non ci siamo fossilizzati e limitati al trasporto sanitario”, ci dice il segretario Vincenzo Sciannameo. Si è cercato di abbracciare dunque anche quelle situazioni di disagio che vanno un po’ oltre gli scopi prima elencati, disagi che comunque si misurano con le barriere architettoniche difficili da eludere se non si possiedono i giusti mezzi.

Il servizio viene effettuato sotto il corrispettivo di un contributo minimo, si tratta di pochi euro che permettono all’associazione di essere ancora in piedi. Purtroppo ad oggi non si è ancora riusciti a raggiungere l’obiettivo di farlo diventare un servizio totalmente gratuito. Ma comunque è questione irrisoria a fronte del grande e continuo impegno che l’associazione assurge quotidianamente, un impegno che mette ben in evidenza il ruolo di volontariato del gruppo. Questo, insieme ad altri, sono i servizi utili e concreti che servono a chi non possiede mezzi economici. Nonostante la crisi e i conseguenti tagli che hanno colpito il sociale, l’associazione ha dimostrato che qualcosa si può comunque fare, un aiuto può esser sempre offerto, e che i risultati possono essere sempre raggiunti.


[da La Voce del Paese del 21 Novembre]

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