Chiude la storica “edicola di Alfio” di via Console Positano

Noicattaro. Edicola Alfio front

 

Si sa, la vita in paese scorre più lenta rispetto a quella di una grande città, le attività commerciali tendono spesso alla ridottissima dimensione e si crea un rapporto umano unico tra cliente e negoziante: per la scelta di un prodotto si aggiunge così una variabile affettiva, che finisce per rendere anche attività “meno trafficate” come le edicole un punto di ritrovo. A Noicattaro, per chi come il sottoscritto ha vissuto la propria infanzia negli anni ’90, dire domenica mattina significava dire Alfio: lo stress del papà costretto dal figlio a comprare le figurine dei calciatori beniamini, impazzendo cercando l’idolo mancante, o ancora collezionare peluche o bambole per le bambine, con gli occhi curiosi nel cercare la più bella, tra lo sguardo benevolo e un po’ rassegnato del papà o della mamma di turno e le poche ma sempre simpatiche parole di Alfio, il cui viso rimane in testa nonostante gli anni che passano e le visite sempre meno frequenti nell’edicola.

Ci siamo tornati, venuti a sapere dell’imminente chiusura, per una piacevole chiacchierata con il sig. Alfio Neri, marito della titolare Giuseppina Mastrullo, che in compagnia della disponibilissima figlia ci ha raccontato, fra le tante cose, le origini dell’edicola ed i motivi della chiusura. Buona lettura e grazie alla famiglia Neri-Mastrullo per quanto dato alla cittadinanza in tutti questi anni!

Da quando avete iniziato con questa attività? Quali ricordi le sono più cari?

Siamo partiti nel 1997, personalmente è stata un’esperienza nuova dopo aver lavorato come finanziere a Bari. Ricordi? Certamente tanto lavoro, poi tanta gente che abbiamo conosciuto e che con noi ha condiviso la quotidianità, ma soprattutto l’immagine dei moltissimi bambini, specialmente la domenica mattina dopo la Messa della Chiesa del Carmine. L’edicola è poi diventata un punto di riferimento per tante persone, amici che si intrattengono tra lettura e chiacchiere.

Cosa le riserverà il futuro?

Un po’ di riposo, ma qualcosa da fare si trova sempre, ad esempio credo che mi diletterò curando un pezzettino di terra come passatempo. Sono arrivato a 64 anni, potrò godermi la mia famiglia, le mie tre figlie, due delle quali ancora a casa.

Si sa già se dopo la vostra chiusura qualcuno aprirà una nuova edicola?

Qualcuno che la vuole prendere c’è, so che l’interessato è andato al Comune per discutere della licenza, non dovrebbero esserci problemi per averla. Poi però si dovranno completare una serie di pratiche; credo che dopo il cambiamento di alcune leggi dovranno essere aggiunti degli impianti in particolare.

Come funziona in quest’ambito?

Avere una licenza per un’edicola è semplice, basta fare richiesta al Comune e teoricamente subito dopo l’approvazione si potrebbe già chiamare il distributore dei giornali per iniziare subito l’attività.

Va detto che negli ultimi anni il business è diventato certamente meno remunerativo…

Rispetto a prima decisamente, posso dirvi che gli introiti sono esponenzialmente calati, forse dimezzati, soprattutto negli ultimi cinque, sei anni. Internet ha dato la mazzata definitiva, ormai la lettura di buona parte delle persone avviene direttamente su tablet e smartphone, la carta è diventata un qualcosa di nicchia o una passione della persona un po’ più avanti con l’età.

Parliamo però spesso di una lettura meno attenta e più pressappochista, la carta avrà comunque dalla sua un fascino particolare. Si dovrebbe lavorare di più per preservarla, non crede?

Si, leggere un giornale è tutt’un’altra cosa, anche se qui a Noicattaro in particolare non si legge poi così tanto. Non so cosa ci si possa inventare per far sopravvivere degnamente la carta, penso magari anche ai giornali che portano a scuola, potrebbe essere un’occasione, e invece rimangono lì spesso nemmeno toccati.

Da dove viene lei? Come è arrivato qui in Puglia?

Dalla provincia di Catania, precisamente da Adrano. Avevo intrapreso la carriera da finanziere e dopo la permanenza a Gaeta sono stato trasferito a Bari, dove ho conosciuto mia moglie. Poi dal 1996 sono qui a Noicattaro, avevo 45 anni circa.

Cosa le mancherà dell’attività?

La conoscenza delle persone, il “pettegolezzo” della gente. Ma va detto che è anche un lavoro stancante, subito attivi sin dal primo mattino, si lavora tutti i giorni e riposa solo la domenica pomeriggio. Una fatica per cui negli ultimi anni è valsa molto meno la pena, mentre magari un tempo si lavorava meglio: i tempi passano e tutte le edicole sentono questa pressione.

Cosa pensa di Noicattaro, che idea si è fatto con gli anni?

Questo è un complicato, particolare, spesso la gente bada solo al lavoro senza pensare ad altro; ho visto mutare col tempo il livello di sicurezza, un tempo la situazione era più vivibile, ora invece è meno tranquillo, più pericoloso, si avverte un aumento della delinquenza, vedremo cosa ci riserva il futuro.


[da La Voce del Paese del 28 Novembre]

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