Giovedì 17 Ottobre 2019
   
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Torre a Mare. C’era una volta il nostro litorale, ora crollato a pezzi

Torre a Mare. Coste mangiate dal mare front

 

Il vento di Greco soffia e sferza la città per una notte intera, il mare forza nove schiaffeggia la costa, il manto stradale si trasforma in una battigia, le strade si allagano, la fogna straripa, mentre quotidiani e social festeggiano un foglio di carta con qualche firma. Un tempo c’era il Piano Coste, oggi c’è il Protocollo d’Intesa, e domani non ci sarà più nulla di cui discutere.

La scorsa settimana ci siamo occupati nel dettaglio del Protocollo d’Intesa firmato dal Comune di Bari con ANCE e Confindustria. Il documento in questione prevedeva otto studi di fattibilità per altrettanti interventi di micro-urbanistica costiera. Sta di fatto che tra le firme e gli studi a farsi, la natura ha pensato bene di ricordarci quanto la nostra costa sia ormai vulnerabile. Siamo allibiti nel constatare, ancora una volta, come il problema coste non venga affrontato in maniera decisa e definitiva ma attraverso accordi, firme, carte e cartuccelle, che lasciano il tempo che trovano.

Mancano i fondi? Non ci sono risorse? Stato e Regione hanno altro di cui occuparsi? Un ritornello che ormai conosciamo a memoria. Ciò che resta dinnanzi ai nostri occhi è distruzione, disagi, sporcizia e pericoli di stabilità strutturale dell’intera costa e delle arterie stradali, che su di questa insistono. La litoranea, che collega San Giorgio a Torre a Mare è una di queste (foto di Francesco Ventrella e Pasquale Gallo).

Venerdì mattina il manto stradale era assolutamente impraticabile: la violenza del mare ha riversato a ridosso delle abitazioni rami, rifiuti di ogni tipo, pietre e ciottoli, impedendo di fatto il regolare flusso veicolare. San Giorgio si presentava in uno stato pietoso. Guard Rails prossimi al cedimento, asfalto divelto, fermate dell’Amtab a rischio crollo e a Torre a Mare la situazione non era certo migliore. A complicare le cose ci ha pensato la ormai famosa condotta fognaria che, soffocata, ha strabordato creando laghi e fiumi di melma.

Il piccolo borgo di pescatori a sud di Bari ha subito ingenti danni, in particolare la zona del Lungomare via dei Trulli, che solo tre mesi fa era stata oggetto di diversi interventi di sistemazione e ripristino. Via Lama Giotta si è trasformata in un fiume di melma; a ridosso del lido Azzurro la presenza di una montagnola di sabbia e di diversi “jersey” (spartitraffico), abbandonati lì da anni, non hanno permesso il deflusso delle acque, complice anche il moto ondoso che si riversava nella zona dell’ex delegazione “Spiagge della Capitaneria di Porto”. La zone di Cala Colombo e Cala Settanni, già tragicamente segnate dal fenomeno erosivo, presentavano ulteriori cedimenti.

Numerose le segnalazioni a Vigili Urbani, Vigili del Fuoco ed Amiu da parte dei residenti e Comitati di Quartiere. Le condizioni metereologiche ed il forte vento di maestrale non hanno permesso a mezzi e uomini di ripristinare la situazione, tornata alla normalità soltanto nella giornata di sabato. Al momento le zone colpite sono state transennate ed è stato segnalato il pericolo.

Da Palazzo di Città l’assessore ai Lavori Pubblici Galasso rassicura garantendo interventi di riparazione in meno di dieci giorni, ma la domanda sorge spontanea: “Come può, una risorsa come il mare, trasformarsi in una minaccia?”. Ebbene il degrado costiero attanaglia l’intero litorale da anni. Da anni si parla, si firma, si discute e si chiacchiera circa le modalità per tutelare la costa e metterla definitivamente in sicurezza, ripascimento, frangiflutti ed altre opere di bonifica, ma nel frattempo si è lasciato al mare il compito di ricordarci che non si può fermare il corso della natura, ma soprattutto che non abbiamo più tempo per discutere. Tutto questo ci rattrista profondamente, inevitabilmente ci costringe a riflettere, ad essere diffidenti. Ma sistematicamente alla prossima riunione, al prossimo Protocollo, saremo in prima fila, animati da speranze che verranno disattese trasformandosi in profonda delusione e, mentre aspetteremo invano, della nostra costa resterà solo un caro e piacevole ricordo.


[da La Voce del Paese del 5 Dicembre]

Torre a Mare. Coste mangiate dal mare intero

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