Mercoledì 20 Marzo 2019
   
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La Cena in Bianco 2.0 non si farà? Non mancano i problemi

Noicattaro. Cena in Bianco front

 

Amarezza, delusione, sconforto. Sono questi i tre aggettivi che spiegano lo stato attuale di Giacomo Innamorato, presidente dell’associazione Movimento Nojano. Il motivo è presto spiegato: l’evento ˈCena in biancoˈ, quest’anno, “non s’ha da fare”. Il fiore all’occhiello di Noicàttaro che lo scorso anno ha visto la partecipazione non soltanto dei cittadini nojani, entusiasti nell’aver partecipato ad una lodevole iniziativa che unisce il cibo con l’amicizia e lo stare insieme, la nostra modesta cittadina ha finalmente, dopo anni e tralasciando le consuete feste patronali, visto la partecipazione sul proprio territorio del cosiddetto forestiero, quello che viene da “fuori” per usare il gergo nojano.

Finalmente Noicàttaro può essere annoverata tra i paesi limitrofi che dominano le afose sera d’estate con i loro eventi modesti o imponenti. E invece no; per chissà quale penitenza, Noicàttaro non merita eventi di così grande portata. Ironia a parte, l’evento ˈCena in biancoˈ, realtà consolidata in quasi tutto il mondo, non s’ha da fare, dicevamo, perché essa ha incontrato non soltanto l’insormontabile scoglio impersonato nell’attuale amministrazione, o per meglio dire dal Commissario Prefettizio, ma anche dalla poca disponibilità del Comando dei Vigili Urbani a concedere spazi ad hoc per consentire agli organizzatori la riuscita dell’evento. No, silenzi e rinvii sono state le risposte alle innumerevoli domande che Giacomo Innamorato ha rivolto a chi di competenza.

Il motivo di questo rifiuto? “Non riesco a capirlo neanche io” ha esordito con toni amari Giacomo il quale tenta invano da quasi tre mesi di far cambiare idea al Commissario senza, tuttavia, riuscirci. “L’anno scorso” - ha continuato - “ho trovato ampia disponibilità da parte dell’assessore alla cultura il quale ha accolto l’evento ˈCena in biancoˈ con molto entusiasmo; situazione che purtroppo non ho riscontrato nell’attuale amministrazione”. Soltanto porte chiuse in faccia e orecchie da mercante sono state quindi le risposte alle sue richieste, “in fondo quello che chiedo è soltanto un irrisorio aiuto economico che riguarda cartelloni pubblicitari e un modesto contributo per la SIAE”.

L’unica nota positiva “sono gli sponsor che credono nell’evento e sono molto motivati e fiduciosi nella sua riuscita” ha detto Giacomo, che ha poi aggiunto: “Sono molto dispiaciuto; la ˈCena in biancoˈ è un evento che non può subire battute d’arresto in quanto deve migliorare e crescere anno dopo anno. Lo scorso anno ha avuto un successo per me inaspettato; vuol dire che abbiamo lavorato bene e la gente l’ha percepito”. Quest’anno l’evento doveva essere il banco di prova, importante e decisivo per determinare il valore e riconfermare il successo passato, ma il fermo imposto “mi scoraggia molto, in primis come cittadino e in secundis come presidente di una associazione culturale che crede nelle risorse del suo paese. Spero di ricevere a settembre l’autorizzazione a procedere per ora, purtroppo, nulla è cambiato” ha concluso.

Noi invece vogliamo concludere questo articolo dicendo: tagliare (adottare misure di austerity) sul guadagno (ossia sulle entrate economiche che gli eventi in generale recano, basti chiedere a titolo informativo a un qualsiasi esercizio commerciale), non ha mai portato nulla di buono.

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