Venerdì 22 Marzo 2019
   
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Torre a Mare contro la violenza, dalla parte delle donne

Torre a Mare. Piazza Ferrarese Bari front

 

Anche quest’anno il 25 Novembre le piazze delle principali città si sono riempite di gente per manifestare contro la violenza di genere, crimine sempre più diffuso che vede coinvolte donne e bambine vittime di violenze spesso taciute e che proprio per questa ragione si concludono con la morte di queste ultime.

Anche la città di Bari si è stretta attorno a questo tema e nel pomeriggio di mercoledì scorso piazza del Ferrarese è divenuta luogo di sensibilizzazione, memoria e protesta grazie all’iniziativa dell’Assessorato al Welfare che - in collaborazione con l’Ufficio del Garante dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, e con il supporto di tutte le associazioni e le organizzazioni cittadine - ha promosso la terza edizione di “Generare culture non violente”, una serie di eventi contro ogni forma di discriminazione e violenza, circostanze che hanno visto particolarmente impegnata Francesca Bottalico, assessore al Welfare del Comune di Bari, adottata dal borgo pelosino.

Proprio il borgo pelosino ha potuto in passato vivere da vicino l’esperienza drammatica dell’omicidio della povera Caterina Susca. A Torre a Mare il Centro Ascolto Famiglie da sempre presta la propria opera di sostegno ed assistenza alla comunità ed alle famiglie, che vivono problematiche di vario genere. Le attività dei Centri di Ascolto Famiglie, e dei numerosi assistenti sociali che operano sul territorio della città, trovano riscontro nella grande partecipazione che l’evento di piazza Ferrarese ha testimoniato. Torre a Mare era ovviamente presente, con i suoi operatori, volontari, amici e cittadini, che hanno voluto manifestare e gridare il proprio “No” alla violenza. Una manifestazione che ha visto coinvolte tutte le associazioni che da sempre partecipano e collaborano tra loro e di concerto con l’Assessorato al Welfare. Generare culture non violente, sviluppare ed incentivare l’altruismo e la disponibilità, queste le finalità dei Centri di Ascolto, dei loro operatori e volontari.

Il tema della violenza sulle donne, individuata come violenza di genere, mette in luce una dimensione “sessuata” del fenomeno per via del fatto che essa non è altro che la manifestazione di un rapporto tra donne e uomini, storicamente disuguali, che ha portato questi ultimi a prevaricare e discriminare le donne fino a ritenerle inferiori e subordinate soprattutto all’interno dei rapporti di coppia.

La violenza di genere si manifesta in vari modi e in tutti i paesi del mondo: si pensi alla violenza domestica esercitata in ambito familiare o all’interno di una cerchia di conoscenti che si manifesta attraverso maltrattamenti fisici o psicologici, attraverso percosse abusi sessuali, delitti passionali ecc. Molte donne ancora oggi subiscono abusi e molestie sul posto di lavoro, e questo è niente in confronto a quello che accade in molti paesi dove le donne non hanno alcun diritto e sono vittime di schiavitù sessuale, costrette a contrarre matrimoni combinati o riparatori, a subire mutilazioni dei genitali o stupri di guerra.

Il femminicidio, inoltre, ha diverse forme. In Italia si manifesta come un atto scaturito da motivazioni di carattere familiare legate alla gelosia e al possesso o come atti d’impeto a danno di donne spesso ignare del destino che le attende. Ma ci sono paesi in cui esso assume l’ancor più atroce forma per esempio dell’aborto selettivo, volto ad indurre le donne a partorire solo figli maschi perché socialmente accettati, o ancora la sterilizzazione e l’aborto forzato, tutte atrocità contro le quali l’umanità si batte da tempo.

Sono state le femministe degli anni Settanta le prime a mobilitarsi contro la violenza di genere, lottando contro il maltrattamento domestico e lo stupro, mettendo in discussione la figura dell’uomo “padre padrone”, e rifiutando ogni forma di violenza in particolare quella intra-familiare che ancora oggi, trascorsi quasi cinquant’anni, rappresenta uno dei fenomeni sociali più nascosti e difficili da prevedere.

La Giornata Internazionale per l’eliminazione della Violenza contro le Donne è una ricorrenza istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 17 Dicembre 1999: essa ha appunto indicato il 25 Novembre come data della ricorrenza invitando i governi a sensibilizzare l’opinione pubblica su un tale importante tema.

In Italia alcuni centri antiviolenza hanno iniziato a celebrare tale giornata solo nel 2005, ma con gli anni le manifestazioni si sono moltiplicate e oggi centinaia di iniziative vedono coinvolto il nostro paese nella giornata del 25 Novembre per dire no alla violenza, la città di Bari non vuole mancare all’appuntamento e ci rende orgogliosi dei riflettori puntati con consapevolezza su un tema così complesso e tristemente attuale.


[da La Voce del Paese del 12 Dicembre]

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