Sabato 23 Marzo 2019
   
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Nojarella, la voce dei Free Walking Trio e dei The Whip Hand

Noicattaro. Nojarella The Whip Hand front

 

Dopo l’intervista ai “Terminal Front” e ai “John Canoe”, ospiti del festival musicale Nojarella, questa settimana vi proponiamo le emozioni e il vissuto di altre due band - i “The Whip Hand” e i “Free Walking Trio” - salite sul palco di Largo Pagano lo scorso 27 Dicembre. Iniziamo dalle parole di Francesco Adduce, bassista dei “The Whip Hand” (foto in alto).

Quando è nato il progetto “The Whip Hand”?

Il progetto è nato alla fine del 2012, inizialmente formato soltanto da Gianni, il chitarrista, e da Tony, un altro ragazzo che ci ha accompagnato fino a qualche mese fa. Ci siamo divisi per impegni vari e contrastanti. Invece, con il nucleo con cui ci presentiamo oggi abbiamo già sostenuto cinque/sei concerti; Gianluca, il batterista, è con noi più o meno un anno mentre Luca, il cantante, è il nostro ultimo “acquisto”.

Qual è il genere a cui vi ispirate?

Il periodo di riferimento della nostra musica è a grandi linee quello degli anni ‘80-‘90, quindi uno stile post punk, new wave, e ci ispiriamo ai The Cure, ai My Bloody Valentine o altri.

Questa è la vostra prima volta qui a Nojarella: cosa ne pensate?

Prima di tutto è doveroso fare i complimenti all’organizzazione, ed in particolare a Gaetano e Marica, che ormai sono nostri amici e dai quali ci siamo sentiti subito accolti. Abbiamo trovato un clima nuovo e particolare. Sicuramente non ci aspettavamo una partecipazione ed un entusiasmo del genere da un Comune comunque piccolo rispetto a quello di Trani o dei posti in cui ci esibiamo.

Quali sono gli ostacoli che una band come la vostra può incontrare nella diffusione della propria musica?

Sicuramente incontriamo ostacoli sia interni che esterni. Interni perchè a volte dobbiamo fare i conti con la nostra vita privata, gli impegni personali ed il lavoro, dal momento che non siamo più nell’Inghilterra degli anni ‘80, in cui si viveva di musica. Inoltre, a rendere più difficile la diffusione della nostra musica, c’è inoltre il fenomeno delle “tribute band”, che ha un po’ tagliato le gambe alla curiosità del pubblico verso i brani inediti.

Quali progetti avete in mente per il futuro?

Stiamo organizzando altri concerti in centro Italia, per poter promuovere la diffusione della nostra musica e poter pubblicizzare il nostro ultimo EP, uscito lo scorso Ottobre.

Spazio anche ai Free Walking Trio/Officina dell’Arte (foto in basso). Ai nostri microfoni Giuseppe Pascucci.

Cosa propongono i Free Walking Trio e di cosa si occupa l’Officina dell’Arte Bkk?

Free Walking Trio è un gruppo strumentale composto da tre mus(amici)sti con percorsi individuali tangenti; è un laboratorio condiviso di composizioni e di interazioni acustiche spontanee. L’inaspettato nella performance è un ingrediente fondamentale per la creazione stessa della musica e per l’interpretazione delle composizioni; la musica che ne esce esprime la nostra formazione affine, quale può essere quella di deriva(zione) accademica, jazzistica o del rock sperimentale, le nostre debolezze o convinzioni toccando ampi scenari sonori. L’Officina dell’Arte, invece, è uno spazio associativo che si occupa principalmente di musica e performance, cercando di connettere le persone tramite la “pratica” di un luogo e la formazione spontanea reciproca. Attraverso gli interessi di chi frequenta gli spazi associativi si ha l’opportunità l’uno di servire un’idea dell’altro, sperimentando ciascuno la propria funzionalità rispetto a ciò che si deve realizzare. Ci occupiamo della diffusione della musica improvvisata, della musica del cantautore corpofonista molese Enzo Del Re, delle Very Nice Sensations; realizziamo condivisione una residenza per autori giunta alla 4a edizione. Rcentemente abbiamo sostenuto l’associazione AUT di Conversano per il progetto vincitore di un bando regionale “Groove Your Talent”, nel quale faremo dei laboratori di composizione estemporanea presso La Casa Delle Arti. Tra gli obiettivi c’è quello della costruzione di una socialità complessa ma fluida, che contempli le diverse espressioni individuali in un corpo attivo e pubblico.

Cosa vi ha spinto ad accettare l’invito e la collaborazione a Nojarella?

Ci è piaciuta la spontaneità ed il sincero interesse per la costituzione di una rete umana di conoscenza e sostegno in un paese con una vitalità latente ed un senso di comunità in costruzione; abbiamo apprezzato la presenza costante e il desiderio di aprire gli spazi del territorio per renderli luoghi di socialità ed aggregazione, agevolando il protagonismo giovanile. Per noi una spinta ulteriore verso una connessione reale ed indispensabile alla circolazione di informazioni e senseiscions.

Cosa è per voi fare e ascoltare musica?

Posso dire, almeno in parte, che fare musica insieme è costruire un immaginario comune, forse un passo verso quella socialità fluida e complessa cui anelavo prima.


[da La Voce del Paese del 23 Gennaio]

Noicattaro. Nojarella Free Walking Trio intero

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