Sabato 20 Luglio 2019
   
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L’associazione “Arcy Di Gioia” illustra i suoi obiettivi

Noicattaro. Associazione Arcy Di Gioia front

 

Testarda, determinata, sempre pronta a far risuonare la sua voce quando le cose non le piacevano. Combattiva, guerriera. Credeva che la politica fosse l’unica e pacifica arma da utilizzare per garantire il benessere dei cittadini. Ma soprattutto donna, amica; quella amica che ognuno di noi ha sempre voluto al proprio fianco, che ti sprona ad andare avanti anche quando non c’è più nulla per cui combattere. Basta pronunciare il suo nome per scaturire nell’animo di ognuno un mix di amarezza e allegria, e non a caso il suo cognome la rappresentava egregiamente.

Arcy Di Gioia vive nei cuori dei suoi concittadini; di quelli che l’hanno amata e continuano in silenzio a farlo, e di quelli che hanno cercato di infangare il suo nome perché un politico onesto, ma soprattutto donna, da fastidio. Nella sua breve ma intensa attività politica molti erano i progetti sui quali Arcy ha dedicato tutto il suo tempo. “Il suo progetto era su larga scala”, ha precisato Anna Di Gioia, presidentessa dell’associazione ‘Arcy Di Gioia’. “Come il sociale, l’ambiente, la sensibilizzazione e far sì che vi sia l’attaccamento del cittadino nei confronti del suo paese e di tutti gli aspetti riguardanti il suo accrescimento”.

Da alcuni mesi il sogno di realizzare un’associazione in suo onore è diventato presto realtà. Come ha chiarito Anna Di Gioia, l’associazione nasce dall’idea di un percorso politico già avviato da Arcy. Tuttavia “noi vogliamo utilizzare uno strumento diverso: lei ha utilizzato lo strumento politico, noi pensiamo che l’associazionismo sia un modo ancora più democratico di accogliere tutti senza appartenere necessariamente ad uno schieramento politico”. Il direttivo dell’associazione è composto da Luigi Dipinto, Pino Fonzo, Cristiano Marti, Valentina Ronzulli, Rossana Saponaro, Giovanna Armagno, Anna Di Gioia e Anna Rita Didonna; quest’ultime, rispettivamente nei ruoli di presidentessa e vice presidentessa. Questi, domenica 13 Dicembre, in occasione dei mercatini di Santa Lucia, hanno fatto conoscere lo scopo dell’associazione, gli obiettivi e i progetti che essa intende realizzare a cominciare da “un nodo ai laccetti”. Un curioso progetto che il direttivo ci ha spiegato.

“Un nodo ai laccetti”: un modo un po’ insolito di presentare una associazione…

Cristiano Marti. Volevamo dare un segno a livello di comunicazione e di messa in pratica di quello che vogliamo fare. Utilizzando i lacci che si usano in campagna abbiamo avvicinato i curiosi e fatto fare qualsiasi cosa, anche un semplice nodo che successivamente assembleremo creando una installazione per il paese. Il nodo è il simbolo del contributo spontaneo di coloro che hanno collaborato alla sua realizzazione.

Che approccio ha avuto la gente quando ha ascoltato l’obiettivo dell’associazione?

Anna Di Gioia. Positivo. Può apparire come un’utopia ma sarebbe bello se riuscissimo a unire tante competenze diverse in un’unica associazione, e metterle al servizio della società. Il 13 Dicembre è successo proprio questo! Le persone che lavorano in campagna si sono avvicinate incuriosite al loro mondo e l’hanno modellato in tanti modi diversi.

Arcy utilizzava la politica per realizzare fini buoni per la collettività e sulla scia di questa sua volontà l’associazione intende portare avanti il suo lavoro lasciato in sospeso…

Pino Fonzo. Lei cercava di dare voce soprattutto agli esclusi, agli emarginati. L’associazione nasce seguendo questa idea. Ho scelto di aderire a questa iniziativa perché ho avuto l’onore di esserle amico, ma soprattutto ho conosciuto i suoi principi, il suo amore per il sociale e per gli altri. Di politica c’è solamente il coinvolgimento della polis (città-stato, ndr). Poiché in questo momento storico stanno nascendo movimenti politici e comitati, vogliamo dire che in questa associazione ci riconosciamo solamente come semplici amici, semplici cittadini che vogliono onorare il solco tracciato da una carissima amica, una persona con le idee chiare che la vita ha strappato precocemente ai suoi affetti più cari e alla società. Per queste ragioni invitiamo tutti coloro che vogliono aderire; qualunque sia il loro colore politico, fermo restando che da noi l’unica politica ammessa è quella sociale.

Anna Rita Didonna. Il suo obiettivo, e quello dell’associazione, è la valorizzazione del territorio a 360 gradi. Arcy non era una femminista, ma contava molto sulla sensibilità delle donne.

Luigi Dipinto. La speranza è quella di allargare l’associazione ad altre persone e di riuscire a trovare un luogo dove poterci confrontare e diventare un punto di riferimento.

L’associazione è un modo per riscattare Arcy dalla possibilità che non le è stata data?

Anna Di Gioia. Assolutamente sì! Glielo dobbiamo perché il percorso di Arcy è stato bloccato. Lei amava Noicattaro. Tutto quello che ha fatto, lo ha fatto per il paese.

Pino Fonzo. Arcy non è stata capita politicamente perché come tutte le persone generose ci metteva l’impeto nel realizzare i progetti. Siamo abituati alla superficialità, e quando vediamo la gente troppo dedita al suo lavoro siamo portati a pensare a qualcosa di recondito e a innalzare muri.

Obiettivi futuri?

Pino Fonzo. Abbiamo in cantiere una serie di iniziative tra cui manifestazioni di educazione sanitaria, coinvolgendo gente altamente qualificata al fine di sensibilizzare la popolazione. Per il nuovo anno stiamo pensando di organizzare un convegno sulle malattie tumorali coinvolgendo il dott. Vito Lorusso, direttore del reparto oncologico. Tuttavia qualsiasi proposta esterna coerente con il fine dell’associazione sarà ben accolta.


[da La Voce del Paese del 30 Gennaio]

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