Venerdì 22 Marzo 2019
   
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Anno giubilare: la misericordia di S. Agostino e dei Papi

Noicattaro. Tavola Rotonda Giubileo front

 

Sabato 23 Gennaio, presso la Sala Cassiciaco dei Padri Agostiniani di Noicattaro, si è tenuta la tavola rotonda dal titolo “Il Giubileo della Misericordia: in S. Agostino; dal Vaticano II ad oggi; in Papa Francesco”. A tal proposito hanno partecipato Padre Vittorino Grossi, Monsignor Luigi Manca e la professoressa Stefania Miscioscia. Ad aprire le danze è l’intervento di Padre Ermanno Cristini - moderatore della serata - il quale ci ha spiegato che la parola “misericordia” ha una tradizione cristiana antichissima. Nell’Antico Testamento viene spesso messo in risalto l’atteggiamento misericordioso di Dio che, pur castigando l’uomo, alla fine lo perdona sempre. La misericordia ha un ruolo importante anche con l’ascensione sulla terra del Signore, poiché Gesù ha saputo dimostrare con i fatti cos’è la misericordia ossia “l’uomo che va verso l’altro uomo per salvarlo”; non a caso per questo Giubileo Papa Francesco ha più volte ripetuto: “Siate misericordiosi come il Padre”.

La tavola rotonda ha avuto inizio con l’analisi della misericordia in S. Agostino. A prendere la parola è Padre Vittorino Grossi, che ci dice che per S. Agostino la misericordia è “il vedere con il cuore o con l’amore del cuore”. Per spiegare questo Padre Vittorino prende ad esempio la Madonna alle Nozze di Cana e dice: “Lei solo si accorge che al banchetto stava per finire il vino, solo Lei con gli occhi della Madre; in questo consiste il guardare con il cuore; la Madonna è intervenuta affinché non si rovinasse una momento di gioia come il matrimonio”. Lo stesso poi prosegue dando dei consigli su come attuare la misericordia: “Cerchiamo di non puntare l’attenzione solo su noi stessi, ma anche sugli altri, donando e senza pensare che tutto ci sia dovuto. Ovunque: in famiglia, sul lavoro, in strada. Nel momento in cui aiutiamo qualcuno non dobbiamo far pesare su questi ciò che abbiamo fatto; proprio come ha fatto la Madonna, che dopo aver chiamato Gesù alle nozze per la moltiplicazione del pane e del vino, si ritira. Dopo aver aiutato gli sposi, esce di scena in silenzio, senza alcun vanto. Importante è, inoltre, non giudicare. Se si giudica non si usa l’occhio del cuore”.

Don Vittorino ha concluso sottolineando l’importanza della libertà dell’uomo, che si ottiene solo son la grazia del Signore. Per spiegare meglio questo, S. Agostino usa un esempio molto significativo: “Ci sono due innamorati, uno abbracciato all’altro, che camminano. Una è la Libertà dell’uomo e l’altra è la Grazia di Dio, la prima vuole camminare solo con la seconda, e quando queste due non camminano insieme ecco che si crea un danno”.

La tavola rotonda prosegue con l’intervento di Monsignor Luigi Manca, il quale ha fatto un excursus storico sul significato della misericordia per tutti i Papi che si sono susseguiti dal Vaticano II ad oggi, tralasciando Papa Francesco che viene analizzato dalla professoressa Stefania Miscioscia. Anche Papa Francesco, così come S. Agostino, ha come punto di riferimento la misericordia, e questo lo si nota dalla frase sul suo stemma “Miserando atque eligendo”, che tradotto significa “misericordiandolo e scegliendolo”, o meglio “siccome lo guardò con sentimento d’amore lo scelse”. Ccon questa frase Papa Francesco si riferisce ad un evento in cui prevale questo sentimento di misericordia e cioè quando Gesù scelse il peccatore Matteo per seguirlo, per far parte dei suoi apostoli.

Interessante e accattivante per il pubblico è stata la prima esperienza di misericordia di Papa Francesco: “Bergoglio, all’età di 17 anni, durante una confessione capisce che la misericordia di Dio è molto più dell’errore, l’errore è molto meno della persona e la persona è molto più dell’errore”. Questa riflessione nasce dalla lettura del passo del Vangelo di Giovanni, che si riferisce all’adultera. Tutti vorrebbero condannarla alla lapidazione tranne Gesù che, pur consapevole dell’errore della donna, è pronto a perdonarla aggiungendo: “Però non sbagliare più”. Particolare di non poca importanza.

Quindi possiamo concludere proprio con una frase di questo ultimo passo del Vangelo “Chi è senza peccato scagli la prima pietra”. Ognuno di noi fa degli errori ma il senso profondo della misericordia è proprio quello di saper perdonare, aiutare a non commettere più l’errore e cercare di non perseverare nell’errore stesso.


[da La Voce del Paese del 30 Gennaio]

Noicattaro. Tavola Rotonda Giubileo intero

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