Anche quest'anno inizia "l'Estate Ragazzi"!
Alcuni anni fa, nel nostro comune Noicattaro, viveva un bimbo di sette anni di nome Francesco.
Poverissimo, figlio disagiato e solo, che per la non cultura di chi gli aveva dato la vita, aveva imparato, nella sua tenera età a fare un numero di telefono, quello dell'unica persona amica, per dirle con voce tremula :aiuta la mia mamma che non sa leggere e scrivere.
Ed i momenti di bisogno della sua mamma erano tanti e tanto sofferti.
Francesco era diventato la voce della sua mamma, una donna spaventata dalla vita, muta, pavida.
Arrivò l'estate e le parrocchie organizzarono la colonia estiva, un mese di giochi, dalle cinque alle otto per i bambini
più bisognosi del paese con iniziative svolte sia presso le opere parrocchiali, sia all'esterno in piazzetta o al parco.
Francesco avrebbe voluto partecipare, ma nessuno in famiglia lo ascoltava. Rosi una delle animatrici della parrocchia
Carmine lo andò a trovare e si offri di portarlo ai giochi tutti i giorni e di averne cura sino al termine dei giochi .
Rosi aveva solo 17 anni ed abitava nei pressi della casa di Francesco. Era una ragazza sensibile e materna e si prese grande cura di lui.
Era attenta anche alle piccole esigenze del piccolo che a volte non aveva pranzato e arrivava in parrocchia con i grandi occhioni spalancati ed un buco nello stomaco.
Le animatrici ne organizzavano la cena o gli portavano panini ed altro.
Non si poteva fare molto, il padre era irascibile ed era già tanto per Francesco essere stato inserito con gli altri bimbi.
Il mese di luglio passò, e lungo quei giorni il sorriso del piccolo divenne sempre più ampio ed il suo chiacchiericcio più sciolto ed intenso.
Aveva imparato ad abbracciare tutte le animatrici, ma Rosi era il suo idolo.
L'aveva salvato dalla solitudine anche se per poche ore e per poco tempo, il tempo di un mese d'estate.
Poi un giorno Francesco spari' e noi che da lontano continuammo a vegliare sulla sua tenera e sfortunata esistenza ne perdemmo le tracce.
Oggi sarà un giovane e sovente con Rosi ci chiediamo se ricorderà quei momenti di gioco e serenità, in un mondo dove l'han fatto crescere in fretta, un mondo non a dimensione di bambino, ma di grande dolore.
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