Giovedì 18 Luglio 2019
   
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Rapporto genitori-figli, lo psicologo Abbruzzese alla “Sabin”

Noicattaro. Abbruzzese alla Sabin front

 

Giovedì 28 Gennaio, alla scuola dell’infanzia “A. Sabin” dell’Istituto Comprensivo “Gramsci-Pende”, si è svolto l’incontro formativo “Scuola e famiglia, insieme” condotto dallo psicologo Saverio Abbruzzese, in favore dei genitori degli alunni intervenuti.

Il Dirigente Scolastico, la prof.ssa Rosaria Giannini D’Ursi, informando sulle attività di docente, psicoterapeuta e psicologo scolastico del dott. Abbruzzese, ha evidenziato che l’obiettivo di un confronto continuo sulla formazione dei bambini è sempre più necessario oggi, perché bisogna concordare delle linee strategiche che favoriscano il benessere dei futuri ragazzi, cercando di evitare sbandamenti e disagi; e Abbruzzese, nel suo libro “Sulle tracce dei figli” e nell’incontro con le famiglie, può guidare alla scoperta dei figli e alla conoscenza del ruolo di genitori.

Lo psicologo ha esordito spiegando che il sottotitolo del libro - “Manuale di sopravvivenza per genitori troppo buoni” - è provocatorio, ma la dice lunga su un fenomeno attuale: la società moderna è passata dalla generazione dei genitori duri e autoritari a quella dei genitori troppo accondiscendenti e comprensivi, che ad un certo punto perdono la bussola e hanno bisogno di consigli su come riprendere le redini della famiglia. Perché la famiglia, evolvendosi nel tempo, da matriarcale è diventata patriarcale e attualmente, a detta degli stessi adolescenti, può essere considerata “filiale”, perché ormai sono i figli a comandare, ottenendo spesso con estrema facilità ciò che vogliono.

Le cose poi si complicano quando si confondono i codici, cioè il modo di comunicare con i figli: nella famiglia tradizionale il codice paterno era quello della normatività, delle regole, e quello materno dell’affettività; adesso la donna sta meno tempo in casa, la famiglia sta cambiando e per i coniugi è difficile gestire e ridistribuirsi i codici. Ci ritroviamo così genitori molto fragili e figli sempre più prepotenti e viziati, che vengono portati dallo psicologo affinché faccia miracoli. I genitori devono invece dare regole chiare senza perdersi in inutili spiegazioni, in quanto motivare significherebbe giustificarsi e perdere potere.

Anche la punizione fa parte dell’educazione; in psicologia si chiama “rinforzo negativo”: se non si scoraggia un comportamento negativo attraverso la punizione, significa che quel comportamento è tollerabile; le punizioni, per essere efficaci, devono adeguarsi all’età. I guai arrivano in famiglia quando si formano i “figli genitoriali”, che impongono le decisioni a papà e mamma, e i genitori non riescono a fare i “cattivi”, dimostrandosi scarsamente autorevoli.

Il prof. Abbruzzese ha invitato i genitori a sviluppare la capacità di “ascoltare” e di capire i silenzi, e a non intervenire per risolvere a tutti i costi i normali problemi quotidiani per lasciare che i bambini imparino a cavarsela da soli. Altri problemi derivano dall’attaccamento morboso ai figli e dalla mania di anticipare le loro richieste, rendendoli pigri e incapaci di affrontare le difficoltà, di entrare in rapporto con gli altri.

Si può essere dei bravi genitori se non si è dei bravi coniugi? L’armonia della famiglia si basa sull’armonia coniugale, ma quelli di marito/moglie e padre/madre sono due piani completamente diversi: le famiglie che funzionano sono quelle in cui ciò che succede tra marito e moglie non riguarda i figli. Certamente la separazione dei coniugi influisce sui figli, e lo psicologo verifica che i bambini più piccoli fanno di tutto per evitarla, mentre i più grandi la accettano perché non sopportano più i litigi; comunque non ci sono dubbi sul fatto che la separazione sia vissuta negativamente dalla maggior parte dei figli.

Un’altra questione riguarda la presenza dei nonni, spesso troppo coinvolti nell’educazione dei nipotini; ogni famiglia, invece, deve avere i propri confini per poter funzionare bene, e se ci sono intromissioni la famiglia non cresce; a decidere le regole devono essere i genitori e tutti devono farle rispettare allo stesso modo.

Riguardo, infine, ai rapporti tra scuola e famiglia, lo psicologo ha sottolineato che è importante il confronto continuo, perché le regole vanno condivise ed è fondamentale la collaborazione nella formazione dei bambini tra tutti gli educatori.

In conclusione, dunque, il dott. Saverio Abbruzzese ha offerto molti spunti per riflettere e per agire con cognizione. I genitori sono stati soddisfatti e, si spera, sono tornati a casa più consapevoli delle loro responsabilità sul modo di essere dei figli e sulla loro crescita futura.


[da La Voce del Paese del 6 Febbraio]

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