Mercoledì 16 Ottobre 2019
   
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Il prof. Vito Tanzi premiato nel Museo del Fischietto

Rutigliano. Economista Tanzi front

 

In occasione della presentazione del libro “Dal miracolo economico al declino? Una diagnosi intima” (foto di Annalisa Buongiorno), lo scorso 29 Gennaio il professor Vito Tanzi, estremo conoscitore delle scienze economiche originario della vicina Mola di Bari, è stato premiato dal Rotary Club “Rutigliano e Terre dell’Uva” e dal Comune di Rutigliano nella sala conferenze del Museo del Fischietto, in quanto esemplare rappresentante delle nostre terre in tutto il mondo.

Ma chi è il prof. Tanzi? Non solo un grande esperto delle dinamiche dell’economia e dei meccanismi alla base di un’efficiente finanza pubblica, ma soprattutto un pensatore unico nel suo genere, capace di precise analisi su svariate questioni di grande interesse senza però edulcorare i suoi discorsi con secondi fini tipici dell’ideologia politica di molti dei suoi pari contemporanei, come possibile cogliere nei suoi 20 libri pubblicati e apprezzati dal pubblico. E ancora, un cittadino del mondo: nato nel 1935 a Mola di Bari, trasferitosi negli anni ’50 negli Stati Uniti - dove per anni ha insegnato in celebri università quali Berkeley - è stato al servizio di grandi realtà in giro per il globo quali il Fondo Monetario Internazionale - per la quale è stato direttore del ramo Finanza Pubblica dal 1981 al 2000 - e la Banca Centrale Europea, fornendo inoltre il proprio ampio bagaglio culturale per le manovre finanziare e fiscali di numerosi Governi.

Insomma, bastano questi brevi cenni sulla lunga carriera del Tanzi per comprendere le motivazioni alla base del Premio Rotary conferitogli: questo il concetto ribadito dal presidente del Rotary Club rutiglianese, avv. Giuseppe Campanella, in apertura della conferenza, coadiuvato dal dott. Giuseppe Polignano, alla guida del Rotary Putignano. I saluti del primo cittadino Roberto Romagno sottolineano la stima per la persona ed i sentiti ringraziamenti da parte di tutta la comunità per il lustro portato da parte del professore ai nostri territori.

Il volto del TG Norba 24, la dott.ssa Maria Liuzzi, ha fatto da moderatrice dell’incontro da lì in poi, introducendo gli interventi dei relatori e regolando i successivi scambi di vedute con il pubblico: prima di passare la parola al protagonista della serata vi è stata una presentazione tenuta dalla dott.ssa Giustina Valeria Verna, giovane laureata in Economia all’Università Cattolica in quel di Milano, utile ad introdurre gli argomenti essenziali toccati nel libro del prof. Tanzi.

Argomento centrale la finanza pubblica italiana, trattata però in modo tale da essere ben comprensibile anche ai non addetti ai lavori, con tutte le sue croniche criticità: da un basso tasso di crescita di lungo periodo, in continuo calo da decenni, al radicato problema della corruzione, passando per l’elevata pressione fiscale e l’eccessivo peso della burocrazia, a fare da fitta recinzione ai mercati del lavoro e del capitale, anch’essi con i loro pesanti fardelli.

Conclusa l’introduzione, è stato il momento del prof. Vito Tanzi: un conciso ma ricco excursus dagli anni ’70 ad oggi ha fatto da incipit al suo discorso, legato ad una politica italiana da sempre mai troppo attenta ai difetti del nostro sistema economico e, di conseguenza, incapace di rispondere a dovere ai propri problemi più rilevanti: ed ecco che il debito pubblico diventa, alla prima vera crisi dopo i gloriosi anni ’60, quella dello shock petrolifero del ’74, l’unica risposta per rilanciare l’economia attraverso la spesa pubblica e l’incentivo al consumo, coadiuvata da una politica monetaria espansiva tramite una lira in costante deprezzamento. Quelli che sono strumenti per dare una spinta al sistema nel breve periodo sono diventati così chiave di volta della realtà italiana nel lungo termine: un grave errore, di cui ancora oggi subiamo gli effetti.

“A dire il vero, una buona opportunità per cambiare direzione l’abbiamo avuta con l’avvento dell’Euro”, dice Tanzi: infatti, con l’unione monetaria ci siamo ritrovati a pagare tassi di interesse molto più bassi sul debito sovrano, una grande occasione per affrontare quel macigno. La politica italiana ha però ancora una volta imboccato la strada sbagliata, utilizzando quel prezioso margine per finanziare ulteriori aumenti della spesa pubblica, diventata col tempo poi insostenibile. Si è parlato quindi a proposito della tanto discussa moneta unica, quell’agognato Euro da cui però, ora, molte fazioni politiche cercano di spingere l’Italia ad allontanarsi. Sarebbe la giusta scelta? “Assolutamente no, le conseguenze derivanti da un’uscita dall’unione monetaria sarebbero estremamente onerose, prima di tutto in seguito ad un quasi certo ed immediato rialzo dei tassi d’interesse sul nostro già alto debito pubblico causato da un eventuale ritorno alla lira. Chi afferma che svalutare la nostra moneta basterebbe a compensare gli svantaggi e a rilanciare la nostra competitività forse dimentica che anche le importazioni hanno il loro peso, basti pensare solo al petrolio e al gas che quotidianamente giungono a casa nostra partendo da lontano. Dobbiamo smettere poi di trovare capri espiatori, l’Unione Europea, l’Euro, la Germania: i problemi sono a casa nostra e vanno affrontati”.

Altro tema molto delicato, introdotto dalla giornalista e raccolto con piacere dall’ospite è stato quello del divario tra Settentrione e Meridione: un problema radicato fin dai tempi dell’unificazione italiana, dovuto a quei tempi all’adattamento delle leggi sabaude ad un Centro-Sud che le rigettava, dovendo ad un tratto ritrovarsi in uno Stato con debito, tassazione e burocrazia elevati, al contrario del precedente Regno delle Due Sicilie, con caratteristiche esattamente contrarie. Da qui il fenomeno del “brigantaggio”, una vera e propria guerra civile purtroppo sottovalutata da buona parte degli storici, soffocata nel sangue senza trovare soluzioni adeguate a rilanciare la realtà socioeconomica del Sud Italia: un’eredità storica che si è protratta con gli anni e che è alla base della forbice ancora più allargata col tempo, e che tutt’ora non ha una vera e propria risposta.

Un ultimo pensiero, prima degli interventi dal pubblico, va al fenomeno della fuga dei cervelli, particolarmente sentito dall’autore, amareggiato per un sistema universitario non all’altezza per spingere l’Italia in un ambiente iper-competitivo, soprattutto perché incapace nel trattenere i migliori talenti a differenza dei pari americani, per cui i migliori college si battono, nel vero senso della parola, giornalmente.

L’incontro si chiude tra le note de “La Vita è Bella” e del Grande Cinema Paradiso, eseguite ottimamente dai maestri Antonelli e Binetti, rispettivamente alla tromba e al pianoforte, come omaggio al professor Tanzi, di lì a poco ufficialmente premiato per mano del presidente del Rotary rutiglianese e del sindaco Roberto Romagno.


[da La Voce del Paese del 6 Febbraio]

Rutigliano. Economista Tanzi intero

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