Lunedì 17 Giugno 2019
   
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Aurelia Montedoro ed il suo amore per il canto

Noicattaro. Aurelia Montedoro front

 

Aurelia Montedoro, ragazza 22enne di origine nojana ma residente a Bologna, ha voluto raccontarci la sua passione per il canto ed in particolare l’esperienza vissuta da bambina come cantante del famosissimo “Piccolo Coro dell’Antoniano”, interprete delle canzoni dello Zecchino d’Oro. Le abbiamo rivolto qualche domanda per conoscerla meglio.

Da quanto tempo vive a Bologna?

Sono a Bologna dall’età di cinque anni. Ho però trascorso a Conversano gli anni delle scuole superiori, frequentando il Liceo “San Benedetto” e, terminati gli studi, sono ritornata al nord per iscrivermi all’Università di Scienze della Comunicazione, presso cui ho conseguito la laurea triennale lo scorso 13 Novembre.

Quando è nata la sua passione per il canto?

Sono stati i miei nonni paterni a trasmettermi questa passione, che coltivo sin da bambina. Mia mamma mi racconta, ad esempio, che cantavo ovunque: è un interesse che ho sempre avuto dentro di me.

Come è iniziata la sua avventura nel coro dell'Antoniano?

È un’esperienza iniziata del tutto casualmente. Ero a Bologna con i miei ed insieme ci recammo presso gli uffici della segreteria per avere informazioni a riguardo: nonostante le selezioni per il coro fossero già state chiuse, riuscii ad ottenere una audizione e a superarla. Avevo 5 anni quando ho iniziato a cantare nel coro. Ho avuto anche l’occasione di poter sostenere provini da solista, ma ho preferito restare nella realtà corale.

Perché ha smesso di coltivare questa passione?

É effettivamente una passione che richiede una notevole dedizione. Fin quando ho frequentato le elementari, sono riuscita a conciliare i vari impegni, considerando anche che il coro prevedeva tre incontri settimanali da tre ore per volta. Crescendo, soprattutto con l’inizio delle scuole medie e con l’incrementare delle responsabilità, non sono più riuscita a praticare il canto, fermandomi quindi con l’esperienza del coro all’età di 10 anni.

Qual è l’episodio che ricorda ancora con entusiasmo?

Quella dell'Antoniano è stata una esperienza magnifica, anche perché grazie alle varie tappe dei concerti, avevamo la possibilità di viaggiare in tutta Italia, dalla Lombardia, alla Sicilia, fino alla Sardegna; ed è un’occasione che non tutti hanno. Ricordo di aver preso il mio primo aereo all’età di 7 anni. Tra i tanti viaggi, sono rimasta colpita dalla Svizzera e dalla sua realtà. Ma, in particolare, ricordo benissimo la mia prima volta in sala di incisione: mi ritrovai catapultata in una enorme stanza insonorizzata, ricca di apparecchiature e strumenti che mai avevo visto prima e, davanti al mio microfono e con le cuffie enormi, ho inciso la mia prima canzone, a soli 6 anni.

Quindi, conclusa la parentesi del Coro dell'Antoniano, ha smesso di cantare?

Non proprio. Infatti, durante il liceo, grazie a dei corsi pomeridiani ho continuato a cantare, sempre in un coro, ed imparando anche a suonare il pianoforte. Addirittura, il primo anno abbiamo partecipato ad un concorso canoro a Venosa, riuscendo a conquistare il secondo posto.

Pensa di poter riprendere a cantare?

Sicuramente il canto è la mia passione più grande; per questo sono certa che appena ne avrò l’occasione, sistemate un po’ di questioni, sarà la prima attività che riprenderò a praticare!


[da La Voce del Paese del 6 Febbraio]

Noicattaro. Aurelia Montedoro intero

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