Martedì 19 Marzo 2019
   
Text Size

Torre a Mare, Chiesa aperta per la festa di don Bosco

Torre a Mare. Festa don Bosco front

 

Ne combina un’altra il parroco di Torre a Mare, don Fabio Carbonara. Dopo le feste di piazza, la festa patronale, Babbo Natale che si arrampica su Torre Pelosa, il giovane don Fabio pensa bene di trasformare per una sera la chiesa di via San Nicola in un luogo diverso, dove giovani, giovanissimi, mamme, papà, nonni e zii si ritrovano per divertirsi e trascorrere del tempo insieme.

Don Fabio non è nuovo ad un modo di fare Chiesa alternativo, ma questa volta ci ha davvero sorpreso. Dal suo arrivo a Torre a Mare ha dato il via ad una rivoluzione di gioia, aggregazione ed entusiasmo, restituendo di fatto alla comunità pelosina quella Chiesa fatta di persone, di giovani, di iniziative, di solidarietà ed accoglienza. Se gli altri sacerdoti cercano di rinnovare il concetto di evangelizzazione, lui è capace di trasformarlo, rivoluzionarlo e servirlo a tutti nei modi più disparati. Don Fabio è il parroco 3.0, capace di telefonare a don Bosco e chiedergli di festeggiare nella Chiesa la sua festa. La festa di don Bosco, tra le mura della Chiesa, pronta ad accogliere la gioia dei giovani. Di seguito vi riportiamo l’intera telefonata, ovviamente immaginaria, che il parroco di Torre a Mare ha postato sulla sua pagina Facebook per promuovere l’evento di sabato scorso.

“Pronto?”

“Ciao, sei don Bosco?”

“Si, sono proprio io. Tu chi sei?”

“Ciao don Bosco, sono Fabio, ricordi? Don Fabio di Torre a Mare!”

“Ah ciao! Non ci si sente dall'anno scorso! Dimmi pure!”

“Senti don...io ho un problemino. Ogni anno, com’è giusto che sia, festeggio la tua festa con tutti i bambini. Musica, balli, canti e giochi come Domenico Savio ricordava spesso nel tuo oratorio: la santità consiste nello stare allegri!”

“Si, ricordo bene. Quindi? Come posso esserti utile?!”

“Ecco vedi...qui a Torre a Mare siamo in ricerca di uno spazio grande da adibire a oratorio per accogliere le nostre attività (in realtà quasi ci siamo e l’abbiamo trovato, ma non posso ancora dirlo ufficialmente). L’anno scorso abbiamo festeggiato in una pizzeria, l’anno prima in una palestra. Ecco, vedi...pensavo...”

“Dimmi pure, suvvia!”

“Ecco vedi, uno spazio grande, anzi grandissimo in realtà ce l’abbiamo. È la nostra bella Chiesa! Sai, togliendo tutti i banchi dopo la Messa, qualche faretto colorato, i giovani che animano dedicandosi ai più piccoli, rispondendo all'invito del Papa che ci ricorda di preferire una chiesa incidentata che una Chiesa chiusa, e la buona pace dei perbenisti! Tu che ne dici don? Per dirla come la diciamo noi oggi...la accendiamo?

“Procedi pure don Fabio! E invita grandi e piccoli da parte mia! Dà loro appuntamento per sabato 30 Gennaio alle ore 18.15 in Chiesa! Qui dalla “zona Paradiso” gioiremo tutti! E se qualcuno si ‘scandalizza’ digli di scandalizzarsi per le cose serie!”

“Grazie mille don! Allora comincio a spostare i banchi! E ovviamente aspettiamo anche te!”.

Da queste righe emerge tutto lo spirito che anima don Fabio, i suoi collaboratori e la sua comunità. La Chiesa che ci piace, la Chiesa che apre le sue porte non solo alla preghiera, ma anche alla gioia, al divertimento e alle iniziative alternative.

Detto fatto. Sabato, al termine della Santa Messa, i ragazzi della parrocchia hanno spostato i banchi e allestito nella navata centrale una vera e propria ludoteca. Dopo poco, tutto era un tripudio di giovani, giovanissimi, musica, allegria e vitalità. I ragazzi hanno partecipato, divisi per squadre, a numerosi giochi come la canoa umana, la patata bollente, e tanti altri. Animatori ed educatori hanno sudato per contenere la ciurma festante, ma al termine tutti erano soddisfatti.

La comunità ha risposto come sempre presente all’invito del giovane parroco, prodigandosi nel preparare focacce e altre cibarie per i giovanissimi, assoluti protagonisti della festa. La figura di don Bosco e l’importanza dei giovani non è assolutamente passata in secondo piano, come ricordato da don Fabio, anzi i ragazzi sono al centro di tutto, sono una risorsa e meritano spazi e luoghi per poter esprimersi e crescere.

Al termine della festa la comunità si è prodigata per resettare tutto e preparare la Chiesa per la celebrazione eucaristica dell’indomani. Questa è la Chiesa che ci piace, una Chiesa nuova, che esce dalle sue mura, ed evangelizza unisce, sostiene ed entusiasma; una Chiesa che ci fa riscoprire il senso di essere individui, mostrandoci quella forza immensa che risiede nel gruppo e non nel singolo.

A Torre a Mare siamo ormai proiettati verso la generazione 3.0, anzi la stiamo già vivendo. Auspichiamo davvero che il prossimo anno la festa di don Bosco possa essere festeggiata in un vero oratorio, anche se questa edizione non ci è affatto dispiaciuta.


[da La Voce del Paese del 6 Febbraio]

Torre a Mare. Festa don Bosco intero

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI