Chiesa del Carmine, presentato il progetto delle vetrate del porticato

Noicattaro. Porticato Chiesa del Carmine front

 

Sono mesi che le sorti del chiostro del Palazzo della Cultura sono oggetto di discussione e pare che, dopo una lunga trafila, finalmente si sia giunti ad una conclusione. Durante l’assemblea, convocata lo scorso venerdì 5 Febbraio a partire dalle ore 20, nella splendida cornice della Chiesa del Carmine, don Giuseppe Bozzi ha informato la comunità del parere positivo espresso dalla Sovrintendenza sul progetto presentato ed elaborato dagli architetti Sergio Ardito e Vittoria Di Bari. Il progetto, giusto per esemplificare, prevede l’installazione delle vetrate su alcuni archi, preservando e custodendo il valore storico-architettonico del chiostro. Proprio su questo punto, tempo addietro, c’erano state delle frizioni. Il prof. Vito Didonna aveva utilizzato, in un’intervista rilasciata alla nostra testata, l’espressione “schiaffo morale alla cultura”, riferendosi all’installazione di strutture in legno e plastica nelle arcate del chiostro e, invitava la Chiesa a tenere fede all’accordo stipulato nel 2007.

Dopo le varie polemiche, le strutture di legno e plastica, che servivano a garantire l’incolumità di chi frequenta la parrocchia, messa a repentaglio in caso di maltempo e abbondanti piogge, sono state eliminate. Si trattava di una soluzione temporanea e che, in realtà, non rispettava quanto previsto dall’accordo. Infatti, stando a ciò che si legge nell’accordo stipulato tra il Comune di Noicattaro e la Parrocchia Santa Maria del Carmine nel Marzo 2007, è compito della Chiesa stessa realizzare le vetrate di delimitazione del porticato lato est. Dopo mesi dunque, pare che quanto sottoscritto verrà finalmente realizzato. “Non è stato semplice giungere a questo risultato”, ha commentato l’arch. Sergio Ardito. A quanto pare la Sovrintendenza ha messo, come si suol dire, i bastoni tra le ruote: “Ci siamo interfacciati più volte con la Sovrintendenza, abbiamo presentato diverse soluzioni progettuali. C’erano tante condizioni da rispettare e c’era la volontà iniziale di non far posizionare le vetrate. Non è stato facile conciliare le esigenze della parrocchia con quelle della Sovrintendenza”.

Diverse sono le soluzioni che i due architetti hanno posto al vaglio della Sovrintendenza, e quella che ha avuto maggior seguito prevede l’installazione di una vetrata unica con una porta che permetterà l’accesso al matroneo, conservando l’integrità e la privacy del corridoio. In generale l’intero sistema delle vetrate sarà posizionato dietro la linea dell’arco e le vetrate saranno fisse e non amovibili. Si prevede l’utilizzo di un vetro ultra chiaro che dia un effetto naturale. Inoltre, nella parte centrale si avranno tre vetrate distinte e Il vetro sarà sagomato sul pilastro. A breve, hanno concluso gli architetti, sarà presentata una relazione al Comune e successivamente alla Sovrintendenza per ottenere l’ok definitivo.

Non per rompere le uova nel paniere, ma quanto ci costerà la realizzazione dell’intera opera? Considerando i vari costi - quelli tecnici, di montaggio e di finitura - la cifra si aggira intorno ai 50mila euro. Una cifra importante e altrettanto importante sarà il contributo della comunità, ha sottolineato il parroco. Don Giuseppe Bozzi, nel corso dell’assemblea, ha invitato la comunità tutta a collaborare per dar forma al progetto: “Io devo dare necessariamente corso all’opera, chiedendo un po’ di pazienza a tutti coloro che interverranno nei lavori. Chiedo a tutta la parrocchia di fare questo sforzo: le vetrate non sono semplicemente una chiusura degli archi ma garantiranno la nostra sicurezza, identità e privacy. Noi realizzeremo le vetrate prima della raccolta soldi, quindi il fatto che saranno installate non significa che siano state pagate”. La comunità, del resto, si è mostrata sempre partecipe e collaborativa alle varie iniziative e ai lavori che la Chiesa ha affrontato. Proprio sul buon senso della comunità don Giuseppe ha fatto leva. Prima di sciogliere l’assemblea è stato dedicato un breve momento alla preghiera.


[da La Voce del Paese del 13 Febbraio]