Martedì 22 Gennaio 2019
   
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Disagio, la Caritas della Chiesa Madre incontra i Servizi Sociali

Noicattaro. Don Vito Campanelli front

 

Lo scorso 11 Febbraio, la Caritas della Parrocchia Santa Maria della Pace ha incontrato l’avv. Franco Lombardo, Dirigente dei Servizi Sociali al Comune di Noicattaro. L’incontro aveva l’obiettivo di far conoscere le due realtà che seguono parallelamente le stesse strade trovando, quindi, dei punti d’incontro per poter collaborare e creare una vera e propria squadra. Un incontro diverso, in cui non si sono solo presentati i servizi offerti, ma si è discusso di coloro che quotidianamente vivono il disagio e che hanno bisogno di aiuto per uscirne fuori. Presente anche don Vito Campanelli, “artefice” di questo primo incontro ufficiale, e parroco della Chiesa Matrice da qualche mese. Appena trasferitosi nel nostro paese, ha subito notato la presenza del Centro di Ascolto della Caritas, definito come una “ricchezza della parrocchia e del territorio”. Coordinato da un gruppo di volontari, ha finalità prettamente sociali-pedagogiche e di attenzione verso i più umili.

Tra le altre cose, il parroco ha ammesso di aver avuto un primo impatto negativo con un centro storico completamente abbandonato! Un centro storico senza vita, senza esercizi commerciali, botteghe artigianali, senza centri di aggregazione e senza sorveglianza: mancanze che lasciano come unico punto d’interesse la Chiesa Matrice. “Non speriamo che arrivi una soluzione dei problemi dall’alto, non prendiamocela con le istituzioni in quanto le lamentele gratuite e diffuse non portano da nessuna parte”, ha affermato don Vito. “Prendiamoci, invece, le responsabilità che ci portano dal basso, a prenderci cura e carico dei problemi del nostro paese”. Sono già attivi diversi gruppi di volontariato sul territorio che si occupano di quanto descritto, ma se si riuscisse a creare una sinergia con gli organi comunali, tutto questo certamente produrrebbe dei buoni effetti e dei buoni risultati. La Caritas, ad esempio, si occupa di promuovere la carità aiutando tantissime famiglie appartenenti alla comunità parrocchiale e non: da famiglie afflitte dalla mancanza di lavoro a quelle senza una casa a causa dei fitti altissimi, pagati a volte tramite contratti in nero.

A volte la casa non è più vissuta come un rifugio, perciò molti ragazzi passano molto tempo per strada, lontani dagli affetti famigliari. Numerosi, infatti, sono i casi che si ripetono continuamente, in cui le famose ‘baby gang’ a fine settimana si organizzano per entrare nel centro storico, incustodito e abbandonato, e prendere di mira alcune situazioni difficili, gettando arance, inseguendo persone fisicamente, minacciandole, entrando nelle case e portando via tutto. “È diventato un ghetto”, ha affermato una volontaria. “Gli anziani che una volta piacevolmente sedevano fuori dalle proprie case, ora si rinchiudono impauriti”.

La Caritas della Chiesa Matrice, pertanto, dedica del tempo all’ascolto delle famiglie e si preoccupa di conferire alimenti e indumenti, tutto totalmente donato dalla comunità. L’avv. Lombardo ha successivamente spiegato che, purtroppo, sulla spesa corrente del Comune, solo un 5% viene investito per le politiche sociali. Di questi, una metà viene usato per cofinanziare il Piano Sociale di Zona - che comprende i Comuni di Noicattaro, Rutigliano e Mola - e che intercetta le risorse regionali traducendole in servizi, come l’assistenza domiciliare e specialistica per disabili e anziani. Per l’altra metà della spesa, il Comune investe i finanziamenti in contributi economici, in interventi per minori quali la formazione di nuovi centri di aggregazione e buoni pasto per coloro che vivono lo stato di abbandono. “L’idea che un Comune possa affrontare da solo i problemi della collettività è folle, perché avrebbe bisogno di ingenti risorse,” ha dichiarato l’avv. Lombardo. “Nell’ambito del sociale saltano le leggi economiche: maggiori servizi si offrono, maggiori saranno le richieste”. Per questo sarebbe impossibile ipotizzare che ci sia un’offerta tale da poter colmare la domanda. È necessario quindi che i cittadini, riuniti in associazioni o gruppi di volontariato, facciano la loro parte, integrando il proprio servizio con quello del Comune e creando delle sinergie per andare avanti. Problema comune è quello di cercare di evitare la dipendenza a lungo termine dei due servizi da parte delle famiglie bisognose. L’obiettivo di ciò è supportarli fino a dargli l’autonomia e l’indipendenza necessaria.

Solo se si è tutti nella stessa direzione, si può sperare nel raggiungimento dei risultati! Il nostro paese è continuamente esposto alle emergenze e non deve mai lasciarsi schiacciare da esse. “Bisogna educare la comunità a non rimanere indifferente - ribadisce il parroco - e solo effettuando un’opera di sensibilizzazione della popolazione riusciremmo a cogliere le persone come risorse che vanno valorizzate!”. L’incontro, quindi, fondato su tematiche protagoniste della nostra società, ha cercato di dare delle risposte ai diversi dubbi dei due soggetti istituzionali. Entrambi sperano di rincontrarsi per approfondire e, soprattutto, per intraprendere un percorso collaborativo a favore dei più umili e del nostro paese, il quale potrebbe trovare la vera ricchezza nella diversità.


[da La Voce del Paese del 20 Febbraio]

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