Domenica 18 Agosto 2019
   
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Torre a Mare dalla parte delle tartarughe. La mostra nella Torre

Torre a Mare. Mostra Tartarughe front

 

Il Comitato Spontaneo di Quartiere Torre a Mare, in collaborazione con il Movimento Culturale Iologico ed il Centro di Recupero Tartarughe Marine del WWF di Molfetta, ha organizzato e promosso una mostra sulle tartarughe marine del Mediterraneo all’interno di Torre Pelosa (foto di Giuseppe Ottolino).

L’antica Torre, simbolo del piccolo borgo di pescatori - attualmente gestita dall’Archeo Club di Bari - si veste di natura, ambiente, informazione e sensibilizzazione. L’apertura dell’area espositiva è avvenuta sabato 20 Febbraio e si concluderà domenica 28; all’interno della torre sono esposte tre riproduzioni di tartarughe in vetro resina, nelle loro reali dimensioni, con riferimento ad esemplari di età compresa tra i 15 e i 18 anni, ed una serie di pannelli offrono al visitatore un percorso di sensibilizzazione ed informazione circa i rischi di estinzione di questi meravigliosi animali. Il materiale presente nella Torre è stato messo a disposizione dal Centro di Recupero Tartarughe Marine del WWF di Molfetta, rappresentata dal responsabile Pasquale Salvemini, il quale è da sempre impegnato attivamente nel recupero, nella cura e nel monitoraggio degli esemplari presenti nell’area del Mar Adriatico che bagna le coste pugliesi.

Gli esemplari esposti sono la tartaruga Dermochelys Coriacea (Tartaruga Liuto) quasi scomparsa nel Mediterraneo; essa può raggiungere i 2 metri di lunghezza del carapace e i 600 chilogrammi di peso. È di colore scuro con piccole macchie rosa e bianche, e trascorre la maggior parte della sua vita in mare aperto nutrendosi di meduse. La tartaruga Chelonia Mydas (Tartaruga Verde), invece, è presente nel Mediterraneo e nelle aree orientali dell’Adriatico. Lunga fino a 125 centimetri con un peso di 230 chilogrammi, dal colore del carapace che varia tra il nero ed il verde, presenta un piastrone giallastro ed una testa larga anche 15 cm. L’esemplare a noi più vicino presente nella mostra è quello della Tartaruga Caretta Caretta, o tartaruga comune - la più piccola tra quelle presenti nel Mediterraneo - la quale raggiunge i 110 centimetri di lunghezza e un peso di 180 chilogrammi. La Caretta Caretta sverna nel Mar Adriatico dove i fondali particolarmente bassi consentono a queste creature di nutrirsi di molluschi e crostacei, mentre preferiscono deporre le uova nella parte orientale del bacino del Mediterraneo. I principali siti di deposizione sono localizzati in Grecia, Turchia, Cipro e Libia.

L’obiettivo della mostra è quello di far conoscere da vicino questi splendidi animali, mettendo soprattutto in evidenza i rischi che attualmente corrono. Le tartarughe sono seriamente minacciate dall’uomo: esse sono particolarmente sensibili a molte attività umane tra cui il turismo  e la pesca eccessiva. Ogni comunità di pescatori deve assolutamente essere informata circa le modalità di intervento che, se tempestivo, può contribuire a salvare questi animali dall’estinzione. Il WWF ha stimato che ogni anno circa 40.000 tartarughe perdono la vita per via delle reti a strascico, degli ami dei palangari e delle reti fisse; per questa ragione la collaborazione dei pescatori è fondamentale.

La mostra ha suscitato l’interesse della comunità: tante le presenze sin dal primo giorno, tanti i bambini curiosi e pronti a fare mille domande. Per questa ragione il WWF, oltre ad incontrare questi ultimi in alcune scuole del quartiere, ha previsto un dibattito a tema e la liberazione di alcune tartarughe Caretta Caretta, le quali verranno portate dal sig. Salvemini nella piazza del porto dove potranno essere mostrate per alcuni minuti per poi essere imbarcate e liberate in mare aperto. L’evento, previsto per il 28 Febbraio, sarà sicuramente spostato al 6 Marzo per motivi meteorologici; esso sarà seguito da numerosi pescatori e proprietari di natanti i quali, a motori rigorosamente, spenti potranno assistere al rientro nel proprio ambiente di creature che popolano il Pianeta Terra da sempre. Animali che meritano il nostro rispetto così come merita rispetto la Terra: essa non ci appartiene ma ci ospita, dobbiamo averne cura così come essa ha avuto cura di noi.

Il piccolo borgo pelosino è stato in passato testimone di spiaggiamenti di diversi esemplari di tartarughe, e questa mostra rappresenta una sorta di rivincita per l’intera comunità. Pescatori, residenti curiosi e soprattutto giovani e giovanissimi si sono prodigati per comprendere i rischi che l’attività umana arreca a questi animali e soprattutto cosa fare in caso di avvistamento o recupero di un esemplare. Il signor Salvemini, coadiuvato da Giuseppe Ottolino e Mimmo Cormio del Movimento Iologico, hanno trovato da subito il favore del Comitato di Quartiere, che ha provveduto a richiedere l’uso della Torre e fornire massima disponibilità e supporto. Questo il commento del Presidente del Comitato Filippo Masotti: “Siamo onorati di poter collaborare con il WWF e il movimento Iologico, perchè condividiamo finalità ed impegno. Torre a Mare ha dimostrato ancora una volta di essere unica, e noi del Comitato e di tutte le altre realtà associative ribadiamo al nostra totale disponibilità verso chiunque voglia portare cultura, sensibilizzazione, rispetto e tutela del nostro patrimonio ambientale, sia esso faunistico che floristico”.


[da La Voce del Paese del 27 Febbraio]

Torre a Mare. Mostra Tartarughe intero

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