Lunedì 18 Marzo 2019
   
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“Mollo tutto, vado in Costa Rica”, e lo racconto a Torre a Mare!

Torre a Mare. Presentazione libro Costantino front

 

La saletta del “Tam Tam” ha ospitato l’ingegner Bepi Costantino, autore del libro “Mollo tutto, vado in Costa Rica”.

Questo libro nasce dall’esperienza dell’autore che negli anni Ottanta era in Costa Rica per motivi di lavoro. Da quel momento in poi Bepi ha continuato a mantenere rapporti con le istituzioni del Costa Rica, sino a diventarne Console Onorario. L’incontro con l’autore si snoda intorno ad una breve disamina circa gli aspetti storici del paese, sino a giungere a quello che attualmente è la Costa Rica.

La Costa Rica è noto a livello mondiale ed ha alcune peculiarità positive. Sul territorio della Costa Rica non ci sono mai state guerre, ed è situata nell’istmo tra nord e sud America, luogo in cui, al tempo degli Aztechi Maia ed Incas, era completamente disabitato. Ai tempi dell’arrivo di Colombo, la comunità che abitava l’attuale Costa Rica non raggiungeva le 20.000 unità. Colombo giunse in Costa Rica nel suo ultimo viaggio e rimase colpito dalla visione di diversi Indios che lavoravano l’oro, e ad questo territorio dette il nome di Costa Rica, ma in realtà si trattava di Indios nomadi, che provenivano dalla Colombia. Il nome nasce quindi da un equivoco, sino all’arrivo dei Conquistadores, che ben presto si rendono conto che il paese di fatto non aveva alcun tipo di potenzialità economica.

I primi Europei giungono in Costa Rica, perchè dovevano sfuggire dall’inquisizione, creando di fatto una società rurale. La Costa Rica diventa una Repubblica Democratica nella seconda metà del 1800. Jose Fideles, che Bepi Costantino ha Conosciuto, aveva fiondato la Lega del Caribe con Fidel Castro e Che Guevara. Nel 1948 ci furono dieci giorni di guerra civile e lo stesso Jose Fideles prese il potere con il suo esercito rivoluzionario. A seguire, Jose Fideles sciolse i tre eserciti di cui disponeva la nazione. Lo stesso Fideles fu eletto per due volte presidente della Repubblica della Costa Rica. Dal 1872 la Costa Rica ha una democrazia stabile, costituendo di fatto un’eccezione dei paesi dell’America Centrale, in cui operano dittature sanguinose.

Il concetto di pace è diverso rispetto a quello europeo. Gli abitanti della Costa Rica sono pienamente consapevoli che la pace è una conquista e va difesa . A San Josè della Costa Rica c’è l’unica università della pace del mondo, unica istituzione fisica dell’ONU fuori dagli Stati Uniti. La Costa Rica è un paese neutrale in maniera perpetua, e si dichiara sempre tale.

La Costa Rica si trova nella fascia Tropicale, un paese piccolissimo, stretto tra due oceani e con una catena vulcanica, coperta per lo più da foreste, che furono oggetto di sfruttamento esagerato ed unica ricchezza del paese, sino al divieto di taglio e pesanti opere di riforestazione. Attualmente oltre il 50% del paese è nuovamente coperto da foreste: vengono piantati tra gli 8 e i 10 milioni di alberi ogni anno, creando numerosi parchi nazionali, per tutelare l’unica risorsa del paese, creando di fatto una coscienza ecologica necessaria per lo sviluppo ed il futuro del paese. Il paese ha detto “No” a qualsiasi forma di sfruttamento del sottosuolo. In Costa Rica, non ci sono giacimenti petroliferi, nè miniere a cielo aperto, ciò ha determinato una tutela assoluta del 25% del territorio, che è costituita da parchi nazionali, aree protette dallo stato, mentre il 5% è protetto dai privati - come il WWF - che raccolgono fondi, per acquistare appezzamenti di foresta.

Come si vive in Costa Rica? Non è un paradiso, come ogni paese ha i suoi lati negativi, in primis la corruzione: sono stati addirittura condannati due Presidenti della Repubblica, ma in proporzione.

Il libro di Costantino è il frutto di un crescendo di richieste circa la possibilità di trasferirsi in Costa Rica, e consta di una parte relativa a considerazioni sul paese in piccola parte , mentre la maggior parte testimonia l’esperienza di persone, e le loro storie, che si sono trasferite in Costa Rica. In Costa Rica, infatti, il 20% della popolazione è costituito da cittadini stranieri.

Il libro si snoda intorno a venti storie di persone che vivono in Costa Rica, che sono state capaci di adattarsi allo stile Costaricense, creando una sorta di connubio, tra le proprie origini e la “nuova terra”. Ogni storia ha le sue sfaccettature diverse, frutto anche di sacrificio. La Costa Rica di fatto offre ancora oggi delle opportunità ed allo stesso tempo è capace di sfruttare le risorse umane estere. La presenza di questa forte influenza straniera ha permesso alla Costa Rica di diversificare l’economia: non si tratta di economia di mono-produzione, tanto che il paese non conosce recessione e i margini di crescita sono pari al 3%.

Nel suo accorato racconto, l’autore si perde nei suoi ricordi, senza nascondere un pizzico di orgoglio. Uno sfruttamento intelligente del patrimonio energetico, finalizzato ad arrivare ad un impatto zero per l’ambiente, un qualcosa di unico, ma al tempo stesso d’impatto pari a zero nel contesto globale. Ma in Costa Rica l’impossibile è possibile!


[da La Voce del Paese del 5 Marzo]

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