Mercoledì 23 Gennaio 2019
   
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Patologie mammarie, la formazione può salvare la vita

Noicattaro. Incontro patologie mammarie front

 

Presso la sala teatro dell’Istituto “Rocco Desimini”, a Noicattaro, si è svolto l’incontro dal tema “Lo stato dell’arte nella diagnostica della patologia mammaria”, organizzato dal centro Radiologico Sga Medica di Conversano lo scorso 5 Marzo. L’incontro ha visto della partecipazione del dott. Marcello Bellacicca, Direttore dell’Ambulatorio e Medico Specialista in Radiologia ed Ecografia Diagnostica, il dott. Vincenzo Ventrella, esperto in Senologia, e del dott. Michele Decaro, medico di base e responsabile della delegazione ANT di Noicattaro, operativa da ben 11 anni offrendo non solo assistenza domiciliale ai malati oncologici ma importanti campagne di sensibilizzazione e di educazione sanitaria.

“Questo incontro rappresenta un momento di unione e di informazione per sconfiggere una patologia molto importante per l’universo femminile: il cancro al seno”. Così ha esordito la prof.ssa Giovanna Petrosino, moderatrice dell’incontro. La mammella, simbolo di femminilità, molto spesso è anche fonte di problemi più gravi per la donna, e il suo controllo costituisce un dovere sacro nei confronti di sé stessa. Ogni donna, dopo i 35 anni d’età, deve sottoporsi regolarmente ad esami che il più delle volte sono facili, veloci e indolore.

Basti pensare che il cancro al seno è il primo, in ordine di frequenza, che colpisce le donne nel mondo. Una donna su otto è colpita da tumore al seno, di solito durante la menopausa. Invece, con una diagnosi precoce, la terapia può essere efficace e definitiva. Alcune donne ritengono di poter capire da sole se corrono il rischio di tumore solo con l’autopalpazione. Tuttavia, questa tecnica non è sufficiente, poiché esistono alcune forme di tumori nella mammella che possono essere individuate solo da un medico specialista. “Da medico di famiglia - ha detto il dott. Decaro - posso dire che è importante fare una diagnosi precoce attraverso i 5 step dell’autopalpazione: osserva, tocca, stringi, sfiora e riporta. Specchiarsi e controllare l’anatomia del proprio seno e osservare se ci sono alterazione della mammella, quali arrossamenti, gonfiori o la classica pelle raggrinzita a buccia d’arancia, e capire se ci sono perdite o rientro del capezzolo possono essere dei validi segnali”.

Importante nell’individuazione di complicanze al seno è il ruolo svolto dal medico radiologo che “negli anni ha assunto un ruolo sempre più partecipativo nell’approccio con la malattia e nel rapporto medico-paziente”, ha detto il dott. Bellacicca. Sebbene vi siano numerosi fattori di rischio che possono aumentare la probabilità di sviluppare il cancro al seno, non si conosce ancora esattamente in che modo alcuni di questi fattori inducano le cellule a diventare cancerose. Sembra che gli ormoni giochino un ruolo importante nella formazione del tumore, ma non si riesce a comprendere bene come ciò possa avvenire.

Studi scientifici hanno evidenziato i seguenti fattori di rischio per il cancro al seno: età (la probabilità di sviluppare il cancro al seno aumenta con l’invecchiamento della donna), pregressa esperienza di cancro al seno (una donna che ha già sviluppato la malattia in passato ha maggiori probabilità di sviluppare il cancro nell’altro seno), storia familiare (per una donna il rischio di sviluppare il cancro al seno è maggiore se la madre, la sorella o la figlia ne sono già state colpite), variazioni del gene (i cambiamenti di alcuni geni presenti nel DNA aumentano il rischio di cancro al seno) e infine la densità del seno (il tessuto del seno può essere denso o adiposo. Le donne anziane le cui mammografie mostrano un tessuto prevalentemente denso, sono maggiormente esposte al rischi di cancro al seno).

Ad oggi, le tecniche utilizzate per individuare anomalie presenti nella mammella sono l’agoaspirato e la micro-biopsia, che si basano sul prelievo di cellule o tessuti dalla paziente. “Nel complesso iter diagnostico-terapeutico è fondamentale ricordare come la visita, l’ecografia e la mammografia rappresentano ancora la tripletta fondamentale per la diagnosi precoce del carcinoma mammario”, ha concluso il dott. Ventrella.


[da La Voce del Paese del 12 Marzo]

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