Martedì 19 Marzo 2019
   
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La bellezza dell’amore in mostra alla Globalart fino al 12 Aprile

Noicattaro. Mostra Globarart front

 

Amare è il verbo più bello che si possa utilizzare. È delicato, è dolce, non è minaccioso. Eppure, a volte, in nome dell’amore si compiono atti brutali che solo l’incapacità di amare può giustificare.

“Amare vuol dire specchiarmi nei tuoi occhi che si riflettono nei miei. L’amore può anche non durare in eterno o essere un finto amore di cui uno prende coscienza dopo; ma nel momento in cui ci si lascia bisogna evitare di distruggere tutto ciò che abbiamo sentito e provato in precedenza perché fanno parte della nostra vita nel bene o nel male”, ha detto il prof. Carlo Sciascia, in qualità di membro della giuria del Concorso. La galleria di arte contemporanea Globalart ha indetto quest’anno il Concorso Internazionale dal tema “Il Narcisismo e l’incapacità di Amare. Il piacere di amare fino a confondersi”.

Nella serata inaugurale tenutasi sabato 12 Marzo presso la sede della galleria sita in via Ugo Foscolo, “la mostra propone la dimostrazione che l’amore non è un sentimento al quale ci si possa abbandonare senza aver raggiunto un alto livello di maturità. Inevitabilmente si cerca di dare con il linguaggio dell’arte la propria personalità oltre che la soddisfazione, nell’amore individuale”, ha detto Rosa Didonna, Art Director Globalart.

La mostra ospita vari artisti tra cui pittori, scultori, poeti e cantanti che con la loro arte hanno reso omaggio al tema della rassegna. Come l’artista Albi Cleto, che con la sua pitto-scultura ha voluto “rappresentare una scarpa col tacco attraverso l’immagine del sax, per il suono sensuale che emana. Il tacco della scarpa è rappresentato da un rossetto rosso, sinonimo di sensualità”. Per lo scultore Lombardo Giuseppe, invece, “l’amore è come un fiore che nasce e cresce su un balcone, il quale ha bisogno di molte cure. Se lo annaffi poco si inaridisce. Se lo annaffi molto si ingracilisce”. La sua scultura realizzata in un momento di malessere dell’artista raffigura un abbraccio confuso in un bacio voluto e cercato dai due amanti.

Ma l’amore non è un sentimento riservato solo per gli uomini; l’amore è universale. Si può essere innamorati della natura, di un profumo, di un ricordo, della purezza e dell’innocenza infantile. “Dipingendo è come se ritorno nella mia infanzia di mondo puro”, ha detto l’artista Paolo Abbruzzese. “La purezza e l’amore penso siano due cose che vadano di pari passo”.

A intrattenere gli ospiti durante la mostra ci hanno pensato i musicisti Carlo Stragapede ed Elisa D’Amico, dei Jumping The Hole, i quali, con le loro note musicali, diventano pittori di emozioni, come ama sottolineare la dott.ssa Perrone.

Il poeta Luigi Squeo, docente di ingegneria ma appassionato di scrittura e poesia, ha partecipato al concorso presentando il suo romanzo dal titolo “Danil. Un amore mai vissuto”. Il romanzo parla di una donna appena diplomata che vuole uscire dal chiuso paese in cui vive e si innamora di uno straniero conosciuto sul posto di lavoro. Un amore travolgente che li porterà a prendere delle decisioni difficili e a vivere situazioni di violenza.

Ogni artista, quindi, ha illustrato l’amore come il motore portante della vita dell’essere umano. La vita stessa dell’uomo, senza l’amore, sarebbe insignificante e vuota, come raccontano le poesie di Diego Iurilli. Lo stesso si può dire dello scrittore Agostino de Santi Abati, che nel suo saggio “I segreti codici della Gioconda” parla del simbolismo all’interno del dipinto più famoso di Leonardo da Vinci. “La Gioconda era l’amante del committente, Giuliano de Medici, il quale chiede a Leonardo di farle un ritratto. Per Leonardo, come tutti i pittori del Rinascimento, l’amore è tutto. Per loro l’immagine, il dipinto e l’uomo sono il tutto”.

Ma se di solo amore si può vivere, perché allora gli uomini non rinunciano al suo gemello cattivo? “Perché il mondo non gira intorno all’amore, ma gira sulla sopraffazione, sull’odio e sulle prepotenza”, ha chiosato Vito Giuss Potenza, regista indipendente e attore. “L’amore è la sublimazione dell’odio. L’amore è una invenzione degli uomini perché in fondo l’odio ci faceva paura. Si parla tanto di amore ma poi, passato quel momento emotivo, ciò che rimane, purtroppo, non è l’amore. È difficile amare, ma soprattutto perdonare, perché perdonare è un atto d’amore”.


[da La Voce del Paese del 19 Marzo]

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