Martedì 19 Marzo 2019
   
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Intitolata ad Onofrio Pepe la sede dell’A.I.D.O. di Noicattaro. FOTO

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Quando ci lascia una persona cara, il dolore è immenso, lancinante, indescrivibile. Ognuno reagisce a modo suo. C’è chi si chiude in se stesso e chi, invece, “neutralizza” il dolore a tal punto da trasformarlo in qualcosa di positivo e propositivo. È questo il caso della famiglia di Onofrio Pepe, il ragazzo che, a soli 16 anni, perse la vita nel tragico incidente del 4 Novembre 2014. Era in sella alla sua moto, a Rutigliano, quando è stato scaraventato da un auto che avrebbe dovuto fermarsi allo stop. Oggi, a distanza di quasi due anni dal quel triste episodio, Onofrio vive ogni giorno attraverso numerose iniziative.

La scorsa domenica, a partire dalle ore 12, si è svolta, in via Telegrafo, una sobria cerimonia per scoprire la targa di intitolazione della sezione dell’A.I.D.O. di Noicattaro (Associazione Italiana per la Donazione di Organi, Tessuti e Cellule) ad Onofrio Pepe. Una data non scelta a caso. Lo scorso 13 Marzo, infatti, Onny - così lo chiamavano i familiari e gli amici - avrebbe compiuto 18 anni. In un giorno così importante, parenti, amici e conoscenti hanno preso parte alla cerimonia per tenere viva la sua memoria e per rendere omaggio al piccolo eroe che ha salvato otto vite. “Un enorme gesto di amore e di grande generosità, quello dei genitori - ha commentato il presidente dell’associazione Mimmo Dipinto - i quali, pur affranti dal dolore che li ha colpiti, hanno trovato la forza di donare gli organi, salvando altre vite umane”.

Attimi di silenzio e di profonda commozione hanno scandito la giornata. Dopo la breve e concisa presentazione del presidente dell’A.I.D.O. è stata scoperta la targa di intitolazione. Un momento toccante che si è risolto in scroscianti applausi, tutti dedicati ad Onny.

Uno dei momenti più commoventi lo ha regalato la donna che, tra le lacrime ed un respiro affannoso, ha rilasciato la sua testimonianza. La donna, infatti, è una delle otto persone “miracolate” che hanno ricevuto un incredibile dono: gli organi del piccolo Onny. La parola è poi passata a don Giuseppe Bozzi, parroco della Chiesa del Carmine, il quale ha benedetto la targa e ha richiamato i presenti alla preghiera.

L’A.I.D.O., l’associazione per i donatori di organi e tessuti, è presente nel nostro paese dal 2007 e, come ha spiegato Mimmo Dipinto, oggi conta circa 450 soci, che hanno dichiarato la loro volontà di donare gli organi. “Il gesto di Annamaria e Donato deve essere un esempio per la comunità”, ha commentato don Giuseppe. Si, perché bisogna fare ancora molto e lavorare assieme per implementare la cultura della donazione degli organi, dei tessuti, delle cellule e del sangue, soprattutto in Puglia. Purtroppo, dati alla mano, si apprende che ancora oggi non si è raggiunta un equilibrio tra la necessità di organi e la loro disponibilità. “Il gesto della famiglia Pepe è un grandissimo esempio, e noi tutti dovremmo tendere a simili comportamenti”, ha concluso don Giuseppe.

“Tutto ha un senso, e nulla è a caso. Onofrio ora vive otto vite”, ha detto, con una grande forza d’animo, Annamaria Colucci, la mamma di Onny, per ringraziare quanti hanno preso parte alla cerimonia.


[da La Voce del Paese del 19 Marzo]

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