Domenica 21 Luglio 2019
   
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Passione Vivente a Torre a Mare, in un clima suggestivo. FOTO

Torre a Mare. Passione Vivente 2016 front

 

Sotto la direzione di don Fabio Carbonara, lo scorso 20 Marzo, la comunità pelosina - ma non solo - ha assistito alla seconda rappresentazione della Passione di Cristo, messa quasi interamente in scena nella piazza del Porto, con l’esclusione dell’evento della Crocifissione allestito in piazza della Torre (foto di Giacomo Rizzello, Francesco Ventrella e Giuseppe Mariella).

Ancora una volta la locale comunità si stringe attorno a un avvenimento di grande risonanza storico-biblica, ripercorrendo con dovizia di particolari le fasi finali della vita terrena di Gesù Cristo, fino alla successiva Resurrezione, prova tangibile secondo i credenti di un’essenza ultraterrena. Così, sullo sfondo preliminare di scene abilmente musicate - podere del Getsemani simboleggiato da alcuni alberelli di olivo, soldati romani a cavallo e successiva conduzione di Gesù nel pretorio al cospetto di Pilato - si giunge alla decisione finale del governatore romano. Com’è noto, dopo le iniziali titubanze, costui finirà per asseconderà i Giudei, i quali si erano chiaramente espressi circa il supplizio da applicare al “condannato”. Il tutto reso particolarmente suggestivo dai costumi dell’epoca, sapientemente indossati da chi ha inscenato gli avvenimenti in questione.

Al fine di procedere a una rappresentazione ottimale, sono stati spenti per l’occasione i lampioni delle due rispettive piazze. Tale decisione ha tra l’altro consentito di ben osservare la proiezione delle ombre della fustigazione di Gesù su un telo posizionato sulla facciata di un’abitazione privata, prospiciente piazza del Porto. Lodevole l’impegno profuso per la messa in sicurezza, il quale ha previsto corridoi dove far avanzare i cavalli e dove procedere a inscenare il tutto mediante l’ausilio di lunghe funi, con il pubblico confinato all’esterno di tali spazi.

Sempre nel rispetto della sicurezza, si arriva alla percorrenza della via Crucis che conduce Gesù da piazza del Porto a piazza della Torre, dove sarà qui crocifisso sulla pesante croce da Egli stesso trasportata sulla scia di ogni sorta di sopruso e violenza. Particolarmente evocativo tale momento, dove i presenti hanno avuto l’opportunità di distinguere con chiarezza i colpi che inchiodano Cristo alla croce, prima di osservarlo issato in una nudità cosparsa di sangue. E qui immaginiamo il freddo che deve aver patito chi Gesù ha rappresentato, ulteriore testimonianza di un evento fortemente voluto e sentito dalla collettività tutta.

Cristo morto viene poi liberato dalla croce, con i premonitori fumi sulla sommità dell’antica torre che anticipano la sua Incarnazione e conseguente Resurrezione. Qui apparirà infatti vestito di bianco e con il braccio sollevato. La figurazione di uno dei principali misteri del Cristianesimo conclude di fatto la sequenza degli avvenimenti della “Passio”.

Un elogio particolare va rivolto a chi ha permesso di riviverne ogni singolo momento con estrema nitidezza, Don Fabio Carbonara in primis e interpreti tutti. Come ricorda lo stesso don Fabio, “l’evento non ha voluto essere solo un momento scenografico, ma anche un’occasione di preghiera per prepararsi alla Settimana Santa che quest’oggi comincia per la Chiesa. È un impegno intrapreso dalla nostra comunità già dallo scorso anno, tra persone che condividono un cammino e un percorso”.


[da La Voce del Paese del 26 Marzo]

Qui alcune foto

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