Martedì 18 Giugno 2019
   
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“A scuola di scarcedd”, alla Sabin un laboratorio particolare

Noicattaro. Scarcelle scuola Sabin front

 

L’inconfondibile fragranza dei dolci tipici pasquali in questi giorni inebria le nostre case e, inaspettatamente, alcune scuole. Per qualche giorno, rievoca in tutti un clima familiare che induce a riscoprire le nostre radici. La tradizione culinaria in questo periodo, si sa, è molto ricca: tra le tante prelibatezze abbiamo le cosiddette “scarcedd”. Le scarcelle - impasto di uova, zucchero e farina che danno origine ad una pasta frolla che può assumere diverse forme, graditissime ai bambini - erano il dolce tipico di qualche decennio fa, sostituiva l’uovo di cioccolato e rendeva ugualmente felici i piccoli.

Tra i ricchi eventi primaverili dell’Istituto Comprensivo “Gramsci-Pende”, la scuola dell’infanzia Sabin, in vista delle festività pasquali, ha proposto - con tutti gli alunni treenni, guidati dalle insegnanti Anelli-Difino, Daddio-Decaro, Positano-Quarato - un laboratorio culinario su questo tipico dolce pasquale. Il merito va anche alla collaborazione delle famiglie dei piccoli alunni e in particolare di un esperto papà pasticciere della ditta pugliese Divella, il signor Francesco Scarpelli, che con amore e dedizione ha reso possibile la riuscita del progetto.

L’obiettivo dell’iniziativa è stato far conoscere e riscoprire le antiche tradizioni del nostro paese, e riflettere su quanto siano cambiate rispetto al presente. Inoltre si è voluto ancora una volta spronare i bambini ad “imparare facendo”, rendendoli partecipi e felici delle loro stesse scoperte/conquiste. I piccoli, infatti, nel refettorio della scuola si sono cimentati, guidati dal pasticciere e sostenuti dalle aiutanti chef e dalle loro maestre, nella creazione di una scarcella a forma di colomba, e di biscottini dalle più svariate forme pasquali.

Il cibo e la cucina sono diventate, così, occasioni speciali per mettere in gioco azioni educative in grado di stimolare lo sviluppo psico-fisico del bambino, la sua autonomia, la sua crescita e, non ultimo, il suo bagaglio culturale. Saper usare le mani vuol dire saper creare fisicamente qualcosa, vuol dire “saper fare”, strategia ideale per stimolare la creatività nei piccoli.

Inoltre, tra i buoni propositi vi è il fondamentale fine educativo, finalizzato a creare “buone abitudini”, come il lavarsi le mani prima e dopo aver cucinato.

Si trova la giusta concentrazione e l’attenzione in sé e con gli altri attraverso la condivisione di un progetto comune. “Per apprendere e costruire le loro competenze, i bambini devono poter fare e provare piacere nel fare, ripetere le esperienze, sperimentare la loro creatività il più possibile”, riferiscono le insegnanti della Sabin.

Il lato davvero positivo dei laboratori di cucina è che si acquisiscono delle competenze estremamente importanti per la costruzione dell’autonomia e dell’autostima, perché di fatto le competenze permettono di passare dalla conoscenza, cioè il sapere, all’abilità, cioè il saper fare, fino al saper essere.

Attraverso i laboratori di cucina i bambini imparano a riconoscere e ad assaggiare un piatto o un cibo, usando non solo il gusto ma anche gli altri organi di senso. Inoltre, imparano che ci sono delle regole per poter realizzare un dolce: essendo però questa un’attività che loro amano, le percepiscono come piacevoli azioni per arrivare insieme ad un risultato.

Con passione ed entusiasmo il progetto ha raggiunto in pieno lo scopo di rivalutare le tradizioni culinarie della nostra tavola, così da permette ai più piccoli di divertirsi, imparando.


[da La Voce del Paese del 26 Marzo]

Noicattaro. Scarcelle scuola Sabin intero 1

Noicattaro. Scarcelle scuola Sabin intero 2

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