Domenica 24 Marzo 2019
   
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Caso Marò, Torre a Mare chiede il rientro di Salvatore Girone

MARO' IN INDIA : ENTRO 2-3 GIORNI DECISIONE SULLA PENA DI MORTE **  ROMA 22/12/2012 IL RIENTRO IN ITALIA DEI DUE MARO' ACCUSATI IN INDIA DELL'UCCISIONE DI DUE PESCATORI. PER LE VACANZE DI NATALE E' STATO CONCESSO LORO, DIETRO PAGAMENTO DI CAUZIONE, DI TRA

 

Torre a Mare segue con ansia le ultime notizie legate al caso Marò, che riguardano la possibilità di un provvisorio rientro in Italia di Salvatore Girone - originario di Torre a Mare - nell’attesa che si concluda l’arbitrato internazionale sul loro intrigato caso giudiziario. Mercoledì 30 Marzo, infatti, il Tribunale dell’Aja ha discusso ed esaminato tale richiesta, impegnandosi di prendere una decisione non prima di due settimane.

L’arbitrato internazionale tra Italia e India riguardo le competenze sulla giurisdizione del caso Marò potrebbe durare altri 3 o 4 anni: un tempo lunghissimo se si considera che il fuciliere Girone ed il suo collega Latorre sono rimasti coinvolti in questo paradossale incidente diplomatico il 15 Febbraio 2012, giorno in cui il nostro concittadino è stato accusato di aver sparato contro il peschereccio St. Antony e di aver ucciso due pescatori, scambiandoli per pirati, mentre prestava servizio antipirateria a bordo della Enrica Lexie.

Nel corso di questi anni tanti sono stati i tentativi del governo italiano di giungere ad una mediazione, attraverso l’intervento del Ministero degli Esteri e della Polizia antiterrorismo; tentativi che si sono infranti contro il duro muro posto in essere dall’India.

Attualmente è l’UE a spingere perché venga presa una rapida decisione, mentre l’India controbatte ponendo l’attenzione sul fatto che un rientro provvisorio in patria da parte di Salvatore Girone potrebbe risultare poco conveniente in quanto tale decisione potrebbe portare ad un inganno da parte dell’Italia, che potrebbe trattenere il fuciliere impedendo un suo rientro a New Delhi.

Salvatore Girone, pur in assenza di un formale capo d’accusa e in barba alla violazione dei suoi diritti umani, viene usato come garanzia “in carne ed ossa” per far si che l’India possa impedire all’Italia di non adempiere ai suoi doveri. In poche parole Girone rappresenta la garanzia per la condotta di uno Stato, il suo.

L’agente del governo italiano - l’ambasciatore Francesco Azzarello - che mercoledì scorso ha ribadito la richiesta del rientro in Italia del Marò davanti ai giudici del Tribunale dell’Aja, è stato testimone di un nuovo braccio di ferro durante il quale l’India si è espressa negativamente, ritenendo inammissibile una tale eventualità ed in ogni caso difficile da accettare.

Per quanto riguarda le accuse di lentezza della giustizia indiana, mosse dall’agente, anche in questo caso la responsabilità è stata attribuita al nostro paese, il quale è stato accusato di aver rallentato l’avvio del processo con le continue richieste e petizioni presentate alla Corti indiana.

Insomma non mollano, ci tengono in pugno. Si pensi che anche Massimiliano Latorre - attualmente nella sua città, Taranto - dove è riuscito a rientrare il 13 Settembre 2014 dopo un’ischemia, dovrà fare rientro in India entro il 30 Aprile, a meno che non avvenga il miracolo da tutti atteso e l’Aja decida di dare loro la possibilità di attendere l’esito dell’arbitrato nelle proprie città, con l’affetto ed il sostegno dei loro familiari, possibilità da troppo tempo negata.


[da La Voce del Paese del 2 Aprile]

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